Diritti tv, Mediapro fa ricorso (rs web Repubblica.it)

Condividi l'articolo
“Sky teme di perdere il dominio”. Malagò:”Tutti facciano un passo indietro”

ROMA – Mediapro impugnerà l’ordinanza del tribunale di Milano che, accogliendo il ricorso di Sky, ha annullato il bando relativo ai diritti tv per il prossimo triennio della Serie A. “Mediapro ritiene che la sua proposta di commercializzazione sia conforme a quanto stabilito nel contratto con la Lega e a quanto previsto dalla legge Melandri e nelle linee guida”, si legge in una nota dell’intermediario spagnolo. “Dopo aver analizzato l’ordinanza, il gruppo Mediapro considera che la propria offerta agli operatori italiani non comprendeva contenuti editoriali e ritiene che, con l’attuale quadro normativo italiano, si possa commercializzare pubblicità. Ciò che preoccupa Mediapro è che il timore di Sky di perdere una posizione dominante sul mercato dei diritti possa generare agitazione all’interno del calcio professionistico in Italia”, si legge ancora nel comunicato, nel quale viene sottolineato che “la responsabilità di questa situazione non va attribuita a Mediapro”. Il gruppo spagnolo fa sapere che ora “attende la risoluzione del ricorso e rispetterà, logicamente, la decisione del tribunale”. Insomma, Mediapro nega qualsiasi responsabilità e attacca ancora Sky. Gli spagnoli sarebbero pronti comunque a rifare il bando e trattare, quando le acque si calmeranno.

“Stiamo parlando con la Lega sul tema della garanzia, non va legata una cosa all’altra”. Intanto il socio di Mediapro, Jaume Roures, sull’ultimatum del 22 maggio per la fideiussione degli spagnoli, che ricorrono contro lo stop al bando. “Venderemo i diritti, siamo tranquilli. Se verrà bocciato di nuovo il bando, ne faremo un altro in funzione di quanto dicono i giudici – dice all’ANSA -. Il Canale? E’ in discussione con Lega e club ma non ha nulla a che vedere col tema del Tribunale: è sempre stata un’alternativa. Per me non ci sarà un terzo bando della Lega”.

Furibondo con il governo ombra (Sibilia, Gravina, Tommasi e Nicchi) che vuole candidare Abete alla guida della Federcalcio, Giovanni Malagò è impegnato su più partite, forse anche troppe. Ha chiesto ed ottenuto di diventare commissario della Lega di A, lasciando all’amico Roberto Fabbricini la patata bollente della Figc: ma a Milano non è che le cose vadano via lisce. Sì, è arrivato il presidente, Gaetano Micciché, banchiere con qualche conflitto di interessi, ma il resto della governance non si vede ancora all’orizzonte. Può darsi che la mossa di candidare Abete adesso svegli i presidenti, e può darsi quindi che trovino un accordo nella prossima assemblea, quella del 22 maggio, visto che la Lega maggiore punta ad avere di nuovo un vicepresidente in Figc, più peso politico (ora è ferma ad un misero 12 per cento) e se fa le barricate rischia di non averlo. Poi, c’è l’altra grana, quella dei diritti tv, e qui Malagò è impegnato a salvare il calcio italiano, Sky e i milioni di tifosi che seguono le squadre del cuore davanti ai teleschermi. La situazione è assai complessa: la mediazione di Malagò può risultare positiva, anche perché Mediapro non vuole mollare, tantomeno Sky cui il giudice ieri ha dato ragione. I presidenti si sa che sono spaventati, temono di incassare 100-150 milioni in meno di quello che speravano: fra loro alcuni, Cairo in testa, spingono per il Canale della Lega, obiettivo dichiarato, e non da oggi, dei catalani di Mediapro. Ma molte società, e la stessa Sky, fanno ancora resistenza. Malagò dovrà convincere Andrea Zappia, ad di Sky, a mettere circa 850 milioni che uniti a quelli di Perform (Tim e qualcun altro) possono arrivare a quota 1.050, quanto Mediapro ha garantito alla Lega. Non facile. Anche perché bisogna chiudere in fretta, entro fine maggio, altrimenti il campionato rischia di partire, il 19 agosto, senza tv. E con i club nel panico.

Malagò sta lavorando a varie ipotesi, obiettivo una tregua Mediapro-Sky. Una soluzione-ponte sarebbe quella di dare spazio (leggi: esclusive) a Sky quest’anno per arrivare, il prossimo, al varo di un Canale concordato con tutte le parti, intermediatorio ed emittenti. Mediapro aveva già fatto capire che il Canale l’avrebbe fatto con Be In Sports, emittente qatarina con la quale già lavora in Spagna: ma dovrà fare un passo indietro, Sky vuole salvaguardare i suoi investimenti e Malagò è al fianco di Zappia. Una questione anche politica. Un accordo che potrebbe avere la “benedizione” di Palazzo Chigi, quando sarà il momento. “Serve un passo indietro da parte di tutti per il bene del sistema”: questo il messaggio del presidente del Coni e commissario della Lega A, Giovanni Malagò, indirizzato alle parti coinvolte nella disputa sui diritti tv. “In questo momento un’opera di mediazione da parte mia non sarebbe neanche giuridicamente corretta – spiega Malagò a margine della presentazione del nuovo spot del Telefono Rosa – Qui non devono esserci né vincitori né vinti, altrimenti si rischia di farsi male”. “In questi casi – conclude – serve un passo indietro di tutti per fare in modo che il sistema ne benefici, poi c’è una prospettiva a medio-lungo termine e lo abbiamo visto ieri con la finale di Coppa Italia: se investi e fai un buon prodotto ci sono le potenzialità per fare ricavi e dare soddisfazione a tutti. Se invece in questo momento vuoi capitalizzare il massimo in un senso o nell’altro, la partita diventa complicata”. Insomma, un avviso anche a Sky.

In questo discorso, come detto, vanno salvaguardati anche i tifosi, che certo non possono, né potranno, svenarsi per vede le partite in tv: e qui si tenterà di andare su due binari, un superprodotto dove c’è tutto, ed è il più costoso, e un altro più low cost. Fra Canale, satellitare e digitale ci si può districare, pur con difficoltà, ma con buona pace di tutte le parti in causa. Malagò è un ottimo mediatore: questa è la partita che può vincere, senza dover ripassare di nuovo fra diffide, ultimatum e tribunali…

Lascia un commento