FIRENZE – La stagione 1982/1983 è fra le più importanti degli anni ’80: l’Italia ha appena trionfato ai mondiali dell’estate precedente contro ogni pronostico, Mike Oldfield ha appena inciso il mitico pezzo “Moonlight Shadow”, vengono brevettate le prime tv commerciali come Capodistria e Telemontecarlo che precederanno l’egemonia di Mediaset.
Intanto la Serie A è arrivata già alla 5° giornata e i big-match da tenere sotto i riflettori sono Napoli-Roma (partenopei in zona retrocessione e capitolini primi in classifica) con Fiorentina-Juventus (2 dei blocchi più numerosi della nazionale in quel momento uniti all’Inter e con i bianconeri secondi in graduatoria).
I presidenti sono Pontello e Boniperti, nelle panchine siedono De Sisti con Trapattoni esponendo i loro migliori 4-4-2 e 4-5-1 mentre i capitani corrispondono ad Antognoni e Furino, si contano 3 top-player stranieri come Passarella, Daniel Bertoni e Platini oltre a molti azzurri a livello di Galli, Graziani, Antognoni, Massaro contrapposti a Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli, Rossi.
Sono passati solo 6 mesi dall’infuocato campionato precedente in cui le zebre si sono imposte sui gigliati fra mille polemiche di una contestatissima ultima giornata…ovviamente gli animi ancora non si sono calmati e lo si capisce subito dai minuti iniziali: Brio, Cuccureddu, Furino, Gentile finiscono sul taccuino dell’arbitro Menegali nel primo quarto d’ora e le scintille si susseguono a ripetizione portando all’esasperazione pure di una persona calma come Scirea che ad un tratto tuona in campo di smettere subito ai presenti con quell’atteggiamento poiché sugli spalti tutti gli spettatori li vedevano come esempi e che, se avessero continuato in quel modo lui avrebbe lasciato il terreno di gioco all’istante…si può affermare che la vera partita inizi al 16° giro di orologio ma il primo tempo sarà comunque molto tattico e di occasione vere ci sarà solo una traversa di Graziani. La seconda frazione porta ad un maggiore spettacolo ma con atteggiamento molto spigoloso da ambo le parti: Rossi, Platini, Brio impegnano l’estremo difensore dei toscani e lo stopper centrera’ anche un legno superiore della porta viola mentre Antognoni, Massaro tengono sul chi vive la retroguardia bianconera soprattutto sui calci piazzati…è al 54° che avviene la svolta decisiva: su assist di “Bell’Antonio” Cabrini, proprio Brio segna di testa dal limite dall’area di rigore portando in vantaggio i suoi mentre la Roma è solo riuscita a pareggiare 1-1 in Campania e da quel momento il risultato non cambierà più portando alle notazioni principali solo l’ammonizione di Passarella, l’espulsione di Tardelli per somma di cartellini al 78° giro di lancetta e gli innesti di Miani, Alessandro Bertoni per Federico Rossi e, proprio, Miani contrapposti a Prandelli, Bettega per Platini, Marocchino.
Al triplice fischio, dopo che da Napoli è arrivata la notizia che anche la Roma ha portato a casa i 2 punti con un netto 1-3 in rimonta, i tanti supporters piemontesi si godono il prosieguo della lotta scudetto a fronte dei toscani che si leccano le ferite…a fine anno in riva all’Arno si chiuderà con un opaco 5° posto che li taglierà fuori dall’Europa a favore di Verona e Inter sommandosi al fallimento totale nelle coppe e all’inizio di un periodo da squadra incompiuta mentre in riva al Po non basterà il trionfo in coppa Italia contro il Verona per colmare la finale persa di Coppa dei Campioni e il 2° piazzamento in campionato alle spalle di Amburgo e Roma durante un’annata che poteva far registrare un “triplete” leggendario per tutto il calcio nazionale…ma quello appena narrato è solo un capitolo della storia romanzesca di Fiorentina-Juventus.

