Frosinone, che tonfo (rs web ilTempo.it)

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Regge un tempo a Marassi, poi il Genoa dilaga

Il Frosinone resiste 43 minuti, poi ci pensano Suso ed i fantasmi del passato a farlo ripiombare nel baratro. La squadra di Stellone esce sconfitta per 4-0 e ridimensionata dallo scontro con un Genoa che, dopo un primo tempo opaco, prende il largo e conquista la salvezza. Gasperini punta sul 3-5-2 con davanti Pandev e Suso a non dare riferimenti, Stellone invece si affida alla formazione già annunciata, schierando però Dionisi largo a destra e Kragl a sinistra.

È il Frosinone a partire meglio, con due occasioni nei primi 10 minuti firmate Dionisi e Kragl, entrambi sparano alto. La squadra giallazzurra tiene il campo, il Genoa prova a far male di rimessa, ma occasioni zero. Al 35′ il Frosinone ha l’occasione più grande: Daniel Ciofani ai venti metri lavora un pallone in maniera ottima, lo offre in area a Dionisi che tira a botta sicura di sinistro, ma la palla esce di un soffio. Dopo otto minuti sale in cattedra Suso. Lancio lungo verso Dionisi, l’attaccante perde palla, forse spinto da Gabriel Silva, la sfera arriva allo spagnolo che dai 30 metri prende la mira e spara sul palo lungo: Leali non può nulla. Il primo tempo termina qui.

Nella ripresa il Frosinone non rientra in campo. Nei primi dieci minuti è solo Genoa, Dionisi viene ammonito e salterà la gara con l’Inter. Poi al 12′ ancora Suso: Kragl perde palla, anche qui c’è l’ombra del fallo, Suso entra in area da destra e tira a giro sul palo lungo. Il Frosinone non reagisce, anzi rischia di capitolare con Matavz, ma Leali para. La capitolazione arriva al 27′: Rigoni imbeccato in area da Dzemaili si libera di Blanchard e la piazza all’angolino. Dopo quattro minuti Suso porta il pallone a casa: disastrosa copertura di Pavlovic e sassata dello spagnolo da pochi metri sotto la traversa. Il Genoa si ferma e non infierisce, nel frattempo Stellone perde Kragl, Sammarco e Dionisi per infortunio. Una giornata da dimenticare subito e la cui unica consolazione è quella che Palermo e Carpi restano lì, anch’esse a bocca asciutta.

«Bisogna resettare subito – dice Stellone nella consueta analisi del match – Nel primo tempo meglio noi, poi nella ripresa abbiamo preso il secondo e ci siamo disuniti, sono mancati molti aspetti, soprattutto la cattiveria». Nulla è però perduto: «Per fortuna che Carpi e Palermo hanno perso: la salvezza sarà un discorso a tre». Raggiante Gasperini: «Ha vinto il popolo genoano. Suso è stato straordinario. Siamo partiti piano perché non avevamo possibilità di attaccare».

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