Timeout Channel

Il Portale dello Sport

Genoa-Roma: pregi e difetti del nuovo modulo

Condividi l'articolo

La Roma ha conquistato tre punti importantissimi. Una vittoria fondamentale per il morale ma soprattutto per la classifica. La squadra capitolina ora è quinta a soli tre punti dall’Atalanta.

Mourinho ha deciso di confermare la difesa a tre vista a Venezia ma ha dovuto rimodellare il centrocampo viste le assenze di Cristante e Villar che sono risultati positivi al covid.

Tatticamente

Il tecnico portoghese ha schierato un 3-5-2 con Veretout vertice basso di un triangolo a centrocampo che vedeva Pellegrini e Mhkitaryan ai suoi lati. L’esperimento ha dato i suoi frutti vista la prestazione dell’armeno che grazie alla sua intelligenza tattica ha saputo muoversi anche da mezz’ala risultando senza dubbio il più vivace dei giallorossi. Gli interpreti si sono mossi parecchio svariando in continuazione, a volte si poteva notare la transizione della squadra in 3-4-1-2 con Pellegini alle spalle degli attaccanti e a volte in fase di pressing addirittura un 3-4-3 con Shomurodov spostato sulla sinistra, Pellegrini sulla destra e Abraham unico riferimento centrale.

Oltre alla grande partita dell’armeno bisogna sottolineare anche quella di El Sharawy come esterno sinistro a tutta fascia. Il 92 è riuscito ad essere molto pericoloso in attacco ma anche prezioso in fase difensiva. L’unica azione pericolosa del Genoa è stata sventata proprio da un intervento difensivo del faraone.

In attacco le cose non sono andate altrettanto bene, Abraham e Shomurodov si sono mossi male, non sono mai stati serviti bene dai compagni e non sono riusciti a risultare incisivi. L’uzbeko ha sprecato un’occasione d’oro che era stata scaturita da un meraviglioso assist di El Sharawy.

La Roma non ha mai sofferto dietro ma non si era nemmeno resa particolarmente pericolosa davanti. La difesa a tre sembra essere più solida rispetto a quella a quattro che necessita di un filtro a centrocampo per poter funzionare. Purtroppo per caratteristiche e condizione fisica per ora i centrocampisti non possono garantire quel lavoro da “diga” necessario per sostenere una difesa a quattro, la difesa a tre poi deresponsabilizza in parte gli esterni in fase difensiva, che quindi rendono meglio e arrivano più lucidi in attacco quando c’è da rifinire.

La chiave

La partita l’ha risolta il talento di Felix che segna una favolosa doppietta che regala alla Roma tre punti che pesano come un macigno. Il giovane talento ghanese è risultato decisivo grazie alla sua velocità e alle sue caratteristiche tecniche. Rispetto ai due attaccanti titolari è riuscito a svariare sul fronte offensivo non concedendo punti di riferimento alla difesa rossoblù. Felix è riuscito sia a sgusciare dalla gabbia creata dai centrali del genoa venendo incontro ai centrocampisti giallorossi ma anche ad attaccare la profondità sfruttando i pochi spazi concessi dalla difesa avversaria come in occasione del primo goal. Un’intuizione di Mourinho che salva la Roma ma è evidente che c’è ancora molto lavoro da fare e gennaio bisogna intervenire sul mercato.

Zaniolo troverà spazio in questo nuovo assetto tattico?

Nonostante la vittoria è spuntato un “caso” Zaniolo, la sua assenza ha fatto discutere e ora ci si chiede: può giocare con questo modulo?

Il 22 giallorosso può soltanto beneficiare di una situazione tattica che non gli richiede un eccessivo dispendio di energie in fase di copertura. Zaniolo può giocare sia sulla fascia dove si sfrutta la sua velocità e la sua tenuta fisica, può far bene da trequartista sfruttando quelle poderose incursioni centrali che caratterizzano il suo repertorio tecnico e potrebbe essere impiegato addirittura come mezz’ala, proprio come è avvenuto con Mhkitaryan. Bisogna ricordare che in primavera il suo ruolo era proprio a centrocampo. Ha esordito al Bernabeu proprio in quella posizione. L’assenza di ieri sera si giustifica semplicemente per un discorso fisico, ricordando che il giocatore non era al meglio e ieri anche tattico. il Genoa era arroccato dietro e non concedeva campo, alla squadra serviva un giocatore più abituato al fraseggio che all’incursione in solitaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.