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TORINO – E’ passata appena una settimana dal Gran Premio del Portogallo di domenica 25 settembre 1994 in cui ha trionfato vinto da Damon Hill, la scuola é ricominciata da circa 3 settimane e intanto il Sudafrica, sotto la guida del nuovo presidente Nelson Mandela, ha aperto una nuova epoca avviando una nuova integrazione fra bianchi e neri in Sudafrica dopo l’Apartheid. Intanto anche il calcio sta andando incontro ad una nuova dimensione, essendo stati introdotti solo 2 anni prima gli anticipi e i posticipi delle gare per andare incontro alle nuove esigenze dei diritti tv…per la quinta giornata di campionato ecco sfide interessanti come Bari-Cagliari 0-0, Cremonese-Foggia 1-3 (20′ Biagioni, 36′ Kolyvanov; 47′ Pirri; 62′ Sciacca), Fiorentina-Lazio 1-1 (60′ Batistuta; 90′ Bergodi), Genoa-Reggiana 3-1 (24′ Skuhravy, 38′ Onorati; 47′ Futre, 82′ Skuhravy), Milan-Brescia 1-0 (50′ Simone), Napoli-Padova 3-3 (52′ Rincon, 55′ Agostini; 66′ rig. Longhi; 84′ rig. Rincon; 85′ e 86′ Maniero), Parma-Torino 2-0 (57′ Zola, 83′ rig. Branca), Roma-Sampdoria 1-0 (56′ Balbo) mentre il posticipo delle 20,30 di domenica 2 ottobre é Juventus-Inter 0-0, sapendo che la classifica é la seguente: Juventus, Parma, Roma 10 punti, Fiorentina, Inter, Lazio, Milan, Sampdoria 7, Bari, Cremonese, Torino 6, Foggia 5, Cagliari e Napoli 4, Brescia e Genoa 2, Padova e Reggiana 0 nel primo campionato italiano con 5 stranieri tesserabili e 3 punti per la vittoria.

Calendario intenso e molte novità

Proprio parlando del posticipo previsto a Torino, oltre ad essere la partita fra le squadre più importanti del paese oltre al Milan, é anche una sfida che può dire molto nell’ottica dell’intera stagione: se i piemontesi hanno superato il CSKA Sofia in casa per 5-1 nel ritorno dei trentaduesimi di finale di Coppa UEFA (3-0 a tavolino dopo l’andata), i nerazzurri sono stati sconfitti ai rigori in casa dell’Aston Villa per 4-3 dopo aver rimontato lo 0-1 dell’andata in Inghilterra intanto che, dopo questa gara, ci sarà la sosta e successivamente si tornerà in campo per l’andata degli ottavi di Coppa Italia, in cui la Juve ospiterà la Reggiana (superandola 2-0 con una seria ipoteca sulla qualificazione) mentre l’Inter affronterà il primo derby in trasferta della stagione (entrambi saranno vinti 2-1 in rimonta in coppa nazionale mentre in campionato sarà 1-1 fuori e 3-1 in casa…unica gioia dell’anno). Inoltre sappiamo che, in estate, alla Juventus é cambiato quasi tutto: dopo quasi 25 anni i fratelli Gianni e Umberto Agnelli, azionisti di maggioranza, hanno mandato via il presidente Giampiero Boniperti per rimpiazzarlo con il loro avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano intanto che il nuovo Direttore Generale é diventato Luciano Moggi, Antonio Giraudo arriva a fare l’Amministratore Delegato e il Vice Presidente sarà Roberto Bettega oltre al nuovo allenatore Marcello Lippi, al primo test sulla panchina di una grande oltre a diversi nuovi acquisti tipo il centrocampista francese Deschamps, il regista portoghese Sousa e il terzino croato Jarni (senza dimenticare il difensore italiano Ferrara, ormai fuori dal giro della nazionale da circa un triennio)…nessuno di loro qualificato ai mondiali statunitensi dell’estate precedente, al contrario dello stopper tedesco Kohler, che uscirà subendo la rimonta per 2-1 nei quarti contro la rivelazione Bulgaria in appena 3′; sul fronte interista invece, ecco che Ernesto Pellegrini sta per cedere la società a Massimo Moratti, figlio del celebre Angelo, colui che diresse la “Grande Inter” negli anni ’60 dall’Italia al tetto del mondo e la cessione avverrà solo fra gennaio-febbraio 1995 mentre l’allenatore é tra i più quotati ma meno reclamizzati del momento: Ottavio Bianchi, uno degli ultimi seguaci della vecchia scuola del calcio “all’italiana”.

I nazionali e un primo bilancio

Ad “USA 1994” erano andati soltanto Antonio Conte, capitan Roberto Baggio con Pagliuca, Berti mentre Ferrara, Vialli e capitan Bergomi erano stati lasciati a casa dopo la fine dell’epoca di Azeglio Vicini, a cui succederà Arrigo Sacchi, il quale porterà gli azzurri fino alla finale di domenica 17 luglio 1994, quando perderemo 3-2 ai rigori contro il Brasile dopo lo 0-0 sul campo in modo da lasciare ai carioca il loro quarto mondiale ma agli europei inglesi dell’anno dopo, invece, ecco che Sacchi coinvolgerà Peruzzi, Di Livio, Torricelli, Del Piero, Ravanelli lasciando a casa tutti quelli scelti per la spedizione americana e i fatti gli daranno torto vedendoci uscire per differenza reti nel girone delle finaliste Germania-Repubblica Ceca insieme alla Russia aumentando esponenzialmente i nostri rimpianti soprattutto in merito alle assenze di gente come Baggio e lo stesso Vialli; sul fronte degli stranieri, invece, oltre a Kohler, che l’anno dopo vincerà l’europeo estromettendo pure la Croazia di Jarni per 2-1 nei quarti, vedremo Sousa battuto 1-0 dalla Repubblica Ceca prima di Deschamps fatto fuori in semifinale sempre dai boemi per 5-6 dal dischetto…nel 1994-96 non ci sarà mai il macedone Pancev insieme all’uruguagio Sosa, che invece vincerà la Copa America 1995 superando 5-3 dagli 11 metri il Brasile dopo aver fatto 1-1 in casa, inoltre vedremo il duo olandese Jonk-Bergkamp arrivare fino ai quarti di finale contro il Brasile per perdere 3-2 in America mentre in Inghilterra il loro cammino si chiuderà ai quarti contro i francesi per 5-4 ai rigori. In apertura di stagione vediamo una Juve che ha ancora fatto poco rispetto a quello che ci si aspettava pur vedendola in vetta a 9 anni dall’ultimo scudetto al netto di appena 2 punti persi: 1-1 a Brescia, 2-0 col Bari e a Napoli, 1-0 alla Sampdoria oltre ad aver estromesso il Chievo in coppa nazionale (0-0 a Torino e 3-1 a Verona) intanto che l’Inter ha espugnato il campo del Torino per 2-0 per poi perdere in casa con la Roma 0-1, pareggiare a Brescia reti bianche e vincere 3-1 con la Fiorentina insieme all’aver estromesso la Lodigiani 0-3 e il Padova (3-1 nel complesso con rotonda vittoria in Veneto).

Tanta tattica e molto gioco

Lippi, arrivato con il deliberato in tempo di riportare la Juve sul tetto d’Italia, si affida al 3-4-1-2 (Kohler su Bergkamp e Ferrara su Sosa mentre Fusi é il libero) pur dovendo rinunciare a uomini importanti con il difensore Carrera, l’esterno Jarni e Deschamps in un momento della stagione già ricco di impegni ogni 3 giorni sfruttando al massimo un atletismo esasperato che permetta di sostenere il tridente offensivo mentre Ottavio Bianchi va sul sicuro e ripiega su un lineare 4-4-2 con Sosa bomber mobile e Bergkamp boa centrale pur dovendo tagliare fuori per scelta tecnica il giovane Dell’Anno oltre ai centrocampisti infortunati Alessandro Bianchi, Paganin come agli attaccanti Orlandini e Pancev (Festa-Vialli, Bia-Ravanelli e Seno-Baggio sono le marcature più importanti). Da subito i padroni di casa vogliono tenere in pugno il pallino del gioco con manovre corali favorite da inserimenti frequenti dei terzini in fase offensiva e la prima occasione arriva al 1′, quando su punizione di Baggio dalla sinistra arriva Ravanelli in anticipo su tutti sul primo palo ma colpisce la traversa, poi al 24′ ancora Ravanelli crossa in area dalla sinistra per Conte ma sul suo colpo di testa arriva a rimorchio lo stesso Ravanelli che impegna col sinistro Pagliuca sul primo palo e in contropiede Peruzzi blocca a terra si mancino rasoterra di Bergkamp dal limite impedendo anche a Betti di segnare sulla respinta, al 26′ missile col sinistro fuori su punizione da 35 metri di Sosa con Peruzzi che osserva la palla fuori prima che al 30′ Torricelli rilevi l’infortunato Alessandro Orlando, fattosi male alla spalla ricoprendo il ruolo di terzino mancino nell’ultimo quarto d’ora di un primo tempo in cui Tacchinardi con A. Conte saranno ammoniti per gioco scorretto; al 34′ Jonk fa viaggiare bene Bergkamp sull’esterno destro ma il destro dell’olandese viene respinto senza difficoltà da Pagliuca, al 37′ altra punizione di Baggio su cui arriva Conte ma il colpo di testa del mediano finisce a lato anche se l’ultima occasione buona della frazione ce l’ha sempre Bergkamp, che incolla di destro in controbalzo dal limite dell’area con Peruzzi che blocca facile.

Non cambia niente

Nella ripresa, intanto che i 40.000 presenti al “Delle Alpi” (nuova casa delle torinesi da dopo il mondiale del 1990) ne approfittano per monopolizzare la scena scontrandosi verbalmente e non solo con i 5000 interisti stipati nel settore ospiti a loro dedicato, tutto resta uguale: dopo che Jonk al 46′ ha trovato un’altra parata facile di Peruzzi e al 47′ Sosa protesta per un presunto sgambettamento di Fusi su di lui dentro l’area di rigore da ultimo uomo ma non ottiene il desiderato rigore, dopodiché Lippi e i suoi ripartono al massimo con Ravanelli che si rende subito pericoloso con un sinistro dal limite dell’area finito alto di molto e terranno l’iniziativa per tutta la frazione specie dopo l’innesto del giovane Del Piero per capitan Roberto Baggio al 66′ in modo da passare al 3-4-3 con il giovane sostituto a sinistra e Ravanelli a destra con Vialli centrale…Seno al 70′ spedisce fuori di destro una palla vagante durante una mischia in area, al 72′ sinistro di Del Piero alto di molto sul corner di Di Livio, all’81’ ecco un altro giovane attaccante come Delvecchio che rimpiazza Sosa mentre al 90′ Paganin prende il posto di Berti (ammonito poco prima) e nel finale ci sarà tempo anche per i cartellini gialli a Seno e Mirko Conte sempre per gioco scorretto mentre al 90′ Vialli si libera di Festa per poi spedire alto di destro da posizione defilata. Al triplice fischio dell’arbitro salernitano Boggi lo 0-0 (stesso risultato del ritorno, ma nessuno ancora lo sa) rimane tale e la Juve perde 2 punti dalla coppia Parma-Roma rimanendo solo terza al netto dell’imbattibilità conservata in tutte le competizioni mentre l’Inter si tiene stretto un pari che la tiene ancora in lotta per la Coppa UEFA intanto che la classifica é così cambiata: Parma e Roma 13 punti, Juventus 11, Milan 10, Fiorentina, Foggia, Inter, Lazio 8, Bari e Sampdoria 7, Cremonese e Torino 6, Cagliari, Genoa, Napoli 5, Brescia 2, Padova 1, Reggiana 0…va aggiunto anche che il pari a Juventus-Inter di Serie A mancava dall’1-1 del 7 maggio 1989 (ultimo tricolore nerazzurro fino al 2006) mentre lo 0-0 non si verificava dai quarti di ritorno di Coppa Italia datati 30 gennaio 1980 e in campionato addirittura dal 2 gennaio 1966 (anche lì scudetto interista).

Esame superato quasi col massimo dei voti

A inizio giugno i conti saranno chiari, la Juve vincerà il suo scudetto n.23 a +10 sul Parma (73-63 avendo vinto 3-1 in rimonta fuori casa e 4-0 in casa nello scontro decisivo per la matematica certezza del titolo a 2 turni dalla fine), stabilendo un record che sarà battuto solo dal Milan nel 2003/04 a +11 sulla Roma, tornando a trionfare dopo 9 anni dall’ultima volta…si porterà a casa la nona Coppa Italia battendo ancora i parmensi (1-0 in casa e 2-0 fuori) per poi aggiudicarsi la propria prima Supercoppa Italia per 1-0 a scapito ancora del Parma mentre la finale di Coppa UEFA li vedrà cadere per l’unica volta nello scontro eterno di quell’annata storica contro il medesimo Parma (1-0 in Emilia e 1-1 sul neutro di Milano…curioso il dato che i 3 gol dei gialloblù porteranno tutti la firma dell’ex Dino Baggio al confronto dei 12 timbri bianconeri in 7 confronti); Lippi resterà nella storia soprattutto per le dichiarazioni post Parma-Juve 1-3 di gennaio 1995, quando dirà <<NOI STIAMO STUDIANDO PER DIVENTARE GRANDI: QUEST’ESTATE ABBIAMO CAMBIATO TUTTO A TORINO, DAL PRESIDENTE AI MAGAZZINIERI PASSANDO PER SOCIETA’, TECNICO E ALCUNI GIOCATORI…DUNQUE DOBBIAMO STUDIARE IL PASSATO E LA TRADIZIONE DELLA JUVENTUS PER APPRENDERNE E ASSORBIRNE LA MENTALITA’ PRIMA DI FARE QUALUNQUE DISCORSO DI MODULO O DI TECNICA>>…sicuramente i suoi ragazzi hanno imparato la lezione in modo quasi perfetto, avendo centrato 3 obiettivi su 4 oltre a sfiorare l’ultimo mentre l’Inter chiuderà da sesta alle spalle di Juventus, Parma, Lazio, Milan, Roma salutando la coppa nazionale nei quarti di finale perdendo ai supplementari in rimonta 2-0 a Foggia dopo l’1-0 ottenuto a Milano. Adesso possiamo dirlo, il nostro viaggio a ritroso nella storia di Juventus-Inter si chiude così, con un pari a reti bianche che significò molto, visto che aprì un nuovo ciclo bianconero oltre a far gettare la basi per quello nerazzurro della decade seguente: parola al campo e che la storia ci regali nuove pagine memorabili.

Il tabellino

JUVENTUS-INTER 0-0

JUVENTUS (3-4-1-2): Peruzzi; Ferrara, Fusi, Kohler; Di Livio, Tacchinardi, A. Conte, Al. Orlando (30′ Torricelli); R. Baggio (cap.) (66′ Del Piero); Vialli, Ravanelli. A disposizione: Rampulla, Porrini, Sousa. Infortunati: Carrera, Jarni, Deschamps. Allenatore: Lippi.

INTER (4-4-2): Pagliuca; Bergomi (cap.), Festa, Bia, M. Conte; Berti (90′ Paganin), Seno, Jonk, Fontolan; Bergkamp, Sosa (81′ Delvecchio). A disposizione: Mondini, An. Orlando, Barollo. Infortunati: A. Bianchi, Paganin, Orlandini, Pancev. Fuori per scelta tecnica: Dell’Anno. Allenatore: O. Bianchi.

ARBITRO: Boggi di Salerno.

NOTE: Ammoniti Tacchinardi (J), A. Conte (J) e Seno (I), Berti (I), M. Conte (I) per gioco falloso.

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