Condividi l'articolo

Il posticipo della giornata n.15 di Serie A, l’ultima prima del mondiale in Qatar (il primo disputato durante l’inverno europeo), ha visto una sfida di grande fascino e tradizione come Juventus-Lazio, partita che toccò il suo massimo apice fra anni ’70 e 90′. Da un lato la Juve di Allegri in prepotente ripresa e forte del suo 3-5-1-1 (solo Gatti al posto di Bonucci rispetto all’ultimo turno) malgrado una lunga serie di infortunati come il terzino De Sciglio, i trequartisti Pogba e Jorge con il centrocampista Mc Kennie oltre agli attaccanti Aké, Iling-Junior, Vlahovic senza dimenticare lo squalificato Sandro, ma che ha raccolto ben 8 vittorie (3-0 al Sassuolo, 2-0 allo Spezia, 3-0 al Bologna, 1-0 nel derby fuori casa, 4-0 all’Empoli, 1-0 a Lecce, 2-0 all’Inter, 1-0 a Verona) oltre a 4 pareggi (0-0 in casa doriana, 1-1 con la Roma e a Firenze, 2-2 con la Salernitana) e 2 sconfitte (1-0 a Monza e 2-0 a Milano) in campionato al netto di un pessimo cammino europeo finito con la retrocessione in Europa League (doppio 2-1 incassato contro il PSG, 2-1 e 4-3 subiti dal Benfica, vittoria 3-1 col Maccabi Haifa e delusione 2-0 in Israele: 3 punti, frutto di una vittoria e 5 batoste, di cui 3 fuori casa), dove sfideranno il Nantes negli spareggi. La Lazio di Sarri, da parte sua, sfrutta il solito 4-3-3 avendo un bottino importante di 9 vittorie (2-1 col Bologna, 3-1 con l’Inter, 2-0 al Verona, 4-0 a Cremona, allo Spezia, a Firenze, 2-0 a Bergamo, 1-0 sul campo della Roma e col Monza) sommate a 3 pari (0-0 in casa del Torino, 1-1 a Genova, 0-0 con l’Udinese) oltre a 2 delusioni (1-2 col Napoli, 1-3 con la Salernitana…sempre in casa e in rimonta: gli ultimi 5 gol subiti in Serie A) contando pure che l’avventura in Europa League si é chiusa con la discesa in Conference dove agli spareggi di febbraio la squadra biancoceleste é attesa dai romeni del Cluj (nel girone della seconda coppa europea il bilancio era stato di 8 punti: vittorie 4-2 al Feyenoord e 2-1 al Midtjylland, pareggi 0-0 e 2-2 con lo Sturm Graz, crollo 5-1 in Danimarca oltre all’1-0 in Olanda) pur sapendo che mancano Lazzari e Zaccagni nell’immediato con lo stesso Lazzari e Marusic finiti in diffida contro il Monza prima di uno scontro diretto che vede i romani al terzo posto forti di 30 punti insieme all’Inter vincente a Bergamo per 3-2 all’ora di pranzo intanto che i piemontesi inseguono in quinta posizione a 28 lunghezze.

Kean legittima i meriti dei suoi

L’iniziativa, com’era prevedibile, é della Juve, che cinge la porta nemica spinta dal pubblico di uno stadio con tanta gente al netto di diversi spazi vuoti: al 5′ subito grande mancino di Kean da sinistra con la palla che termina sul fondo dall’altra parte lasciando Provedel impietrito…il pressing bianconero delle prime battute schiaccia gli avversari impedendogli di realizzare il solito possesso palla oltre a constringere i centrocampisti ad abbassarsi molto. All’8′ Milinkovic-Savic indovina il corridoio giusto per Romero da sinistra a destra ma Szczesny esce bene, all’11’ bella conclusione di Fagioli col sinistro da fuori area ma Provedel blocca terra impedendo a Kean il tap-in sulla respinta; la Lazio si copre molto bene cercando l’immediata verticalizzazione mentre la Juve spazia su tutto il terreno di gioco volendo coinvolgere nella manovra ogni interprete ma al 19′ ancora i padroni di casa si rendono pericolosi con un gran sinistro a giro di Milik uscito di pochi centimetri alla destra di Provedel pure se in fuorigioco rilevato a fine azione. In 1′ l’arbitro ligure Massa ammonisce ben 2 giocatori di casa: al 26′ Gatti per aver steso Basic lanciato in contropiede e poi Bremer per aver atterrato Pedro sulla destra al 27’…al 28′ giallo anche per Milinkovic-Savic, che stronca la ripartenza di Milik successiva alla punizione per i suoi; l’equilibrio con la Lazio che spinge maggiormente e la Juve che riparte dura fino al 41′, quando Pedro calcia dai 25 metri rientrando dalla sinistra con deviazione in corner di Danilo e dalla bandierina Casale spedisce fuori di testa non sfruttando i ltraversone ancora di Pedro…l’1-0 giunge al 42′ con Kean, che mette in rete con un gran pallonetto destro da fuori area sull’uscita di Provedel capitalizzando un gran recupero di Rabiot su Milinkovic-Savic sulla trequarti (per Kean sono 4 in stagione: Empoli, Verona, Lazio e Benfica…di cui 2 in casa e 2 in trasferta, ovvero in Veneto dopo il Portogallo). Nel finale di frazione gran tiro da fuori ancora di Milinkovic-savic, per distacco il migliore dei suoi nonostante l’errore sul gol, ma Danilo ancora tocca in angolo e poi Basic raccoglie la respinta corta dai 20 metri pochi secondi dopo calciando molto alto appena prima dell’intervallo.

Ancora Kean e Milik: vantaggio legittimato

Nella ripresa il copione non cambia: la Juve spinge maggiormente con la Lazio che fatica a ripartire…al 48′ miracolo sul primo palo di Provedel su sinistro di Milik e poi ancora Provedl blocca su conclusione di Locatelli fa fuori area; al 54′ c’é il 2-0 ancora di Kean (prima doppietta dell’anno e quinto timbro stagionale): Milik toglie la palla a centrocampo a Cataldi destando qualche dubbio e Locatelli rilancia subito dall’altro lato (il sinistro) verso Kostic, che prima salta secco Hysaj e poi conclude incrociando di mancino trovando la parata di Provedel, che respinge verso Kean consetendo al centravanti italiano di raddoppiare. Al 59′ doppio cambio per la Lazio: Vecino rileva Cataldi, Alberto per Basic lasciando tutto uguale in mezzo (Vecino vertice basso con Milinkovic-Savic e Alberto a fare le mezz’ali) con il medesimo Alberto che costringe Szczesny a bloccare sulla destra dopo un rimpallo addosso a Gatti al 61′ prima che Provedel sia decisivo nel respingere a danno di Kean in contropiede dopo appena 30″; al 62′ dentro Di Maria per Kean cambiando verso il 4-5-1 (Cuadrado-Gatti-Bremer-Danilo, Di Maria-Rabiot-Locatelli-Fagioli-Kostic, Milik)…al 64′ ancora Pedro pericoloso con un tiro rasoterra che sembra più un passaggio al portiere di casa appena prima che Chiesa rimpiazzi Kostic (infortunatosi alla coscia sinistra ma il responso arriverà nei prossimi giorni soprattutto in vista del mondiale da giocare con la Serbia) lasciando tutto invariato (Chiesa stesso va all’ala sinistra). La Lazio si getta avanti in modo molto confusionario non riuscendo a costruire nulla di veramente pericoloso, Sarri se ne rende conto e al 69′ sceglie di inserire Cancellieri per Romero (reduce dal gol decisivo nell’1-0 col Monza a Roma) con Gila per Hysaj; al 71′ grande discesa di Cuadrado sulla destra con un gran fenedete rasoterra in mezzo ma Provedel é attento a murare sul primo palo, al 73′ cross di Chiesa e Casale manda in angolo, al 75′ ancora Milik al tiro di destro dalla sinistra ma Romagnoli spedisce in corner su retropassaggio sbagliato di Gila, al 78′ dentro Antonio per Milinkovic-Savic (sempre 4-3-3 ma con una mediana totalmente rinnovata: Vecino davanti alla difesa con Antonio e Alberto a sinistra e destra). Al momento Rabiot e Locatelli si distinguono come i migliori di casa oltre, ovviamente, a Kean in un finale di gara in cui gli ospiti non mollano nulla nel tentativo di riaprire la contesa; Allegri, all’85’ concede proprio a Locatelli la passerella d’onore togliendolo in favore di Paredes, che va a fare il regista intanto che l’allenatore dei piemontesi ha il suo bel da fare per tenere a freno Chiesa, voglioso di incidere sul piano personale anche i suoi limiti fisici che ancora emergono, all’87’ gran traversone di Pedro da sinistra ma nessuno interviene a deviare davanti alla porta di Szczesny…al 90′, infine, la Juve chiude definitivamente i giochi con Chiesa che scappa ancora a sinistra lanciato da Rabiot prima di centrare verso Milik, che di sinistro da centro area fa 3-0 di piatto (sesto gol per lui quest’anno: Spezia in casa, a Firenze, col Bologna e col Benfica in ogni gara giocata). In zona recupero la Lazio non accetta ancora di mollare: Anderson 2 volte costringe Szczesny a deviare oltre la traversa concludendo sempre col destro.

Al triplice fischio diventa ufficiale che la Juventus é tornata a battere la Lazio in casa dopo 2 anni: l’anno scorso era finita 2-2 nel recupero in data 16 maggio mentre l’anno passato, il 6 marzo 2021, era finita 3-1 (l’ultimo 3-0 risale al 20 aprile 2016). A questo punto la Serie A si fermerà fino a mercoledì 4 gennaio 2023 per fare spazio al mondiale in Qatar da giocare il 18 novembre-18 dicembre (il primo durante l’inverno europeo, é bene ribadirlo) ma la classifica dice che la Juve, forte di 6 vittorie consecutive senza prendere gol (Allegri non ne aveva mai vinte 3 consecutive in casa da che era tornato nel 2020) riuscendo a issarsi al terzo posto: la classifica ora dice Napoli 41 punti; Milan 33; Juventus 31; Lazio e Inter 30; Atalanta e Roma 27; Udinese 24; Torino 21; Fiorentina e Bologna 19; Salernitana ed Empoli 17; Monza e Sassuolo 16; Lecce 15; Spezia 13; Cremonese 7; Sampdoria 6; Verona 5 con la prossima giornata, la prima del 2023, che prevede sfide come Salernitana-Milan, Sassuolo-Sampdoria, Spezia-Atalanta, Torino-Verona, Lecce-Lazio, Roma-Bologna, Cremonese-Juventus, Fiorentina-Monza, Udinese-Empoli e il big-match Inter-Napoli…il calcio non va mai in vacanza e la stagione ha ancora molto da raccontarci come fosse un campionato sudamericano (Apertura e Clausura).

Il tabellino

JUVENTUS-LAZIO 3-0

JUVENTUS (3-5-1-1): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo (cap.); Cuadrado, Rabiot, Locatelli (85′ Paredes), Fagioli, Kostic (64′ Chiesa); Milik; Kean (62′ Di Maria). A disposizione: Pinsoglio, Bonucci, Rugani, Barbieri, Miretti, Soulé. Infortunati: De Sciglio, Mc Kennie, Pogba, Jorge, Aké, Iling-Junior, Vlahovic. Squalificati: Sandro. Allenatore: Allegri.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Hysaj (69′ Gila), Casale, Romagnoli, Marusic; Milinkovic-Savic (cap.) (78′ Antonio), Cataldi (59′ Vecino), Basic (59′ Alberto); Romero (69′ Cancellieri), Anderson, Pedro. A disposizione: Kamenovic, Maximiano, Radu, Bertini, Adamonis. Infortunati: Lazzari, Zaccagni. Diffidati: Lazzari, Marusic. Allenatore: Sarri.

ARBITRO: Massa di Imperia.

SEGNALINEE: Bindoni di Venezia e Tegoni di Milano.

QUARTO UOMO: Cosso di Reggio Calabria.

VAR: Mazzoleni di Bergamo.

AVAR: Paganessi di Bergamo.

MARCATORI: 42′ e 54′ Kean, 90′ Milik.

NOTE: Ammoniti Gatti (J) al 26′, Bremer (J) al 27′ e Milinkovic-Savic (L) al 28′ per gioco falloso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *