
TORINO – L’anticipo serale anche questa settimana ci ha regalato notevoli emozioni da sabato sera: Juventus-Lazio delle 20,45 ha racchiuso 90 minuti d’intensità anche se i gol sono stati relativamente pochi: Pirlo, pur dovendo rinunciare al lungodegente Chiellini (bloccato da un problema al polpaccio), De Ligt (anche lui infortunato da poco), Bentancur (positivo al covid-19), Dybala (alle prese con un grosso problema al ginocchio) riesce ad allestire un 4-4-2 con varianti da 4-2-4 in fase di possesso palla ma che diverrà 3-5-1-1 e poi 4-3-3 o 5-4-1 nel recupero malgrado il diffidato Cuadrado
[Szczesny;
Cuadrado (70° McKennie)-Danilo-Demiral-A.Sandro (cap.);
Chiesa (82° Bonucci)-Rabiot-Ramsey (70° Arthur)-Bernardeschi;
Kulusevski (90° Di Pardo)-Morata (70° C.Ronaldo)]
al netto di un Simone Inzaghi che ripiega sul suo solito 3-5-1-1, poi 3-4–1-2, nonostante manchino i vari Radu/Luiz Felipe/Lazzari (tutti fermi per problemi di varia entità) e ci siano Acerbi/Fares/Caicedo a rischio squalifica
[Reina;
Hoedt-Acerbi-Lulic (55° Patric);
Marusic (82° Pereira)-Milinkovic Savic-Leiva (55° Escalante)-L.Alberto (82°Muriqi)-Fares;
Correa;
Immobile (cap.) (82° Caicedo)].
L’inizio della sfida lascia tutti senza parole: al 14° Kulusevski perde una sanguinosa palla passandola indietro sulla trequarti e lancia Correa in contropiede, che rientra e trafigge Szczesny sul primo palo portando sullo 0-1 i suoi dopo che già Fares aveva mandato appena alto con il destro dal limite dell’area e Milinkovic Savic aveva spedito fuori una buona punizione anticipando il miracolo di Szczesny su destro a giro di ancora del serbo e della facile parata del portiere su un ulteriore bel destro di Luis Alberto…i bianconeri sono storditi e non riescono ad imbastire una sola azione d’attacco fino al 25°, quando la sfida si accende per un netto rigore non dato a causa di un fallo di mano netto e volontario di Hoedt su azione insistita di Chiesa: da qui la questione cambia e la Lazio non riesce più ad approfittare degli spazi che si trova davanti schiacciandosi sempre di più verso la propria difesa nella speranza di sfruttare eventuali spazi intanto che i padroni di casa prendono il comando delle operazioni. Inizia quindi Ramsey a suonare la carica con un destro a giro fuori, poi Morata manda appena fuori su incornata da punizione di Bernardeschi…ma il momento topico giunge al 39°, quando Rabiot si getta nello spazio dal lato sinistro dell’area ricevendo un gran filtrante di Morata e spara un tiro-cross mancino in direzione della porta pescando un gol dell’1-1 tanto insperato quanto da ammirare come anticipo di un altro sinistro fuori di Fares prima che Massa generi parecchi malumori fischiando la fine della frazione nell’istante in cui Milinkovic Savic doveva essere ammonito per un fallo inutile e gratuito nel cerchio di centrocampo a danno di uno scatenato Chiesa.
Nella ripresa vediamo una Juventus trasformata e che decide di andarsi a prendere la partita sparandosi tutte le sue cartucce sulla velocità e sulla manovra avvolgente iniziando con Chiesa che si fa respingere un bel tiro da Reina prima che Szczesny salvi miracolosamente in uscita defilata su Correa a “corpo morto” e che Milinkovic Savic colpisca la traversa a portiere battuto meno di 30″ dopo…Inzaghi capisce che i suoi non ce la fanno più decide di tornare ad usare un centrale come Patric al posto di uno spento e disorientato Lulic oltre a Escalante che rileva Leiva al 55°; da qui la Juventus, scampato il doppio pericolo e ricompattatasi, riprende a macinare gioco malgrado Massa neghi un altro netto rigore per placcaggio di Marusic su Chiesa, che si accingeva a stoppare la palla su cross di Cuadrado dalla destra…sembra un segnale che può far girare la gara, e invece i bianconeri riescono a sfruttarlo a proprio vantaggio ripartendo in contropiede meno di un minuto dopo realizzando il 2-1 con un gran sinistro di Morata sul primo palo nell’istante in cui il cronometro indica il 57°. Sembra fatta ma i piemontesi non sono sereni e piazzano il colpo del 3-1 al 60° quando Milinkovic Savic, inspiegabilmente uscito dal campo senza cartellini, commette un inutilissimo interventi di trattenuta da dietro su Ramsey, che si accingeva ad allargarsi sull’esterno: rigore (per averne uno ci sono voluti 3 falli…come quando al campetto si diceva, da bambini, che a 3 corner scattava un penalty) e 3-1 di Morata (eletto chiaramente migliore in campo a fronte di un assist con 2 gol che hanno letteralmente ammazzato il risultato), che apre il piatto di destro appena prima che Reina salvi sullo scatenato Chiesa…Pirlo, a questo punto, decide di mettere forze fresche per far rifiatare un team che ha spinto al massimo ed ecco quindi che, al 70°, C.Ronaldo/Arthur/McKennie rilevano Morata/Ramsey/Cuadrado rivoluzionando definitivamente la difesa verso un assetto a 3 dietro ma con un centrocampo più folto dando l’idea di un 3-5-1-1 in cui Kulusevski gioca dietro a Morata lavorando fra le linee intanto che lo spagnolo fa reparto da solo; per qualche istante i sabaudi rifiatano, lasciando l’iniziativa agli ospiti, che si rendono pericolosi con un bell’intervento di Szczesny sul destro dai 20 metri di Immobile (decisamente sotto ritmo e con un gol nelle ultime 8 sfide di campionato) prima che Milinkovic Savic mandi fuori dalla stessa distanza e che Correa non riesca a dare il giro al suo ennesimo tentativo di interno destro…l’ammonizione di Acerbi per trattenuta tattica sull’ennesima accelerazione di Chiesa in campo aperto é l’ultimo avviso che questa sera il risultato é juventino e che neanche i 3 cambi effettuati all’81°, ovvero Pereira/Caicedo/Muriqi per Marusic/Luis Alberto/Immobile con conseguente passaggio al tridente offensivo con Correa dietro all’ecuadoregno e al kosovaro, possono ribaltare le cose; Bonucci, al posto dell’esausto ma indispensabile Chiesa, rientra e va a ricomporre la difesa la difesa a 4 facendo scalare Danilo sulla destra con Sandro sulla sinistra anticipando l’ultimo mancino di Fares, spentosi sull’esterno della rete assieme all’ingresso del giovane difensore Di Pardo per Kulusevski al 91°…che consentirà ai suoi di sistemarsi con un vero 5-4-1 negli ultimi scampoli (il nuovo entrato andrà al centro vicino a Bonucci con Demiral a centro-sinistra, asse Bernardeschi-Rabiot-Arthur-McKennie in mediana e CR7 davanti).
A fine match Correa si gode il suo 3° gol in campionato al confronto di un Rabiot che non andava a segno da Spezia-Juventus 1-4 del girone d’andata e di un Morata che fa 7 con la sua prima doppietta di quest’anno andando a segno dalla settimana scorsa dinanzi allo Spezia in una gara chiusa 3-0…la Lazio perde, malgrado una direzione di gara “particolare” nei suoi riguardi, per il 3° anno consecutivo in casa della Juventus, vittoriosa da 5 partite fra le “mura amiche” ma soprattutto intenzionata a gridare <<NON OGGI>> a chi vuole interromperne l’imbattibilità casalinga con l’intento di avvicinarsi all’Inter capolista nel minor tempo possibile, e Inzaghi perde malissimo il suo 2° confronto con Pirlo (all’andata era finita 1-1 solo per un gol di Caicedo al 96° dopo che gli zebrati avevano fallito ripetutamente il colpo del K.O.) vedendosi risucchiato ancora in zona UEFA ma fuori da quella della Champions: le possibilità di vivere altre emozioni forti nei prossimi 2 giorni ci sono tutte…aspettiamo e vediamo che cosa accade in vista anche delle coppe europee.
