Campione in campo, fuoriclasse nella vita, semplicemente professore per un giorno. Miroslav Klose è salito in cattedra, ha ricevuto l’ennesimo riconoscimento della carriera, ha incontrato gli studenti della facoltà di Economia. È accaduto ieri pomeriggio presso l’università di Tor Vergata, il tedesco ha ritirato il prestigioso premio «Etica nello Sport». L’aula magna della Macroarea s’è trasformata nella Curva Nord dello stadio Olimpico. L’ex Bayern ha ringraziato e salutato i presenti: «È un vero onore ricevere questo premio, è fondamentale essere un esempio per i giovani. Ho due figli gemelli, è molto dura». A fine stagione (probabilmente) Klose saluterà la Capitale, ma difficilmente dirà addio al calcio giocato: «Vorrei provare a restare in campo ancora due anni sono comunque molto soddisfatto di aver trovato un ambiente come questo. Io e i miei compagni sentiamo sempre il calore della gente, con la mia famiglia siamo molto felici della scelta fatta, a Roma abbiamo trovato tutto quello che volevamo». Rendimento scarso in campionato e sprint in Europa League, uno spogliatoio «particolare» al centro di diverse polemiche, Miro ha ribadito quanto detto in estate: «Mostrare quello che si fa durante la settimana è molto difficile. Può capitare che qualcuno sia nervoso o che non faccia la sua parte, oppure che non lavoriamo insieme come squadra». Gli studenti poi lo hanno paragonato a Silvio Piola: «È un onore, sono molto orgoglioso di indossare questa maglia. Se possiamo vincere l’Europa League? Non lo so, abbiamo le qualità per farlo, ma dobbiamo mostrarle sul campo». Non mancano le domande dei più piccoli, Klose risponde col sorriso: «La Coppa alzata ai romanisti? Se sei stato contento tu, lo sono stato anche io». Leale e sportivo, un mito per tanti appassionati, il bomber ha ricordato il gesto di Napoli di qualche anno fa: «Per me è stato facile dire all’arbitro che avevo segnato con la mano, sono fatto così e questo spirito ce l’ho dentro. Ho già preso altri premi per il fair play, una volta per un rigore che non c’era». Protagonista della giornata anche Luca Cordero di Montezemolo, attuale presidente del comitato promotore di Roma 2024 e legato per anni alla figura di Michael Schumacher. «L’ho conosciuto – ha spiegato un Klose commosso – veniva sempre nel ritiro della Germania. È una persona straordinaria. Forza Schumi, non mollare». Poi l’ex numero uno della Ferrari ha svelato un retroscena curioso: «Arrivai a Roma molto piccolo, mi affezionai subito alla Lazio. Quando ebbi un grave incidente, nel 1975, fui curato dal medico biancoceleste, Ziaco. Ho avuto la fortuna di vivere quel periodo straordinario della squadra di Maestrelli. Klose? Non è solo un grande campione, ma anche una persona bellissima». E dalla platea qualcuno sogna: «Compraci la Lazio». Montezemolo replica: «Molti anni fa ci ho pensato. Una follia di molti anni fa». A fine evento s’è presentato anche il patron Lotito, contestato immediatamente dagli studenti presenti: «Vattene, libera la Lazio, guarda che hai fatto».
Klose striglia tutti: «Non lavoriamo come squadra»

