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LA ROMA È PICCOLA PICCOLA: L’INTER PASSEGGIA ALL’OLIMPICO

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ROMA – Probabilmente la Roma peggiore degli ultimi 12-13 anni. È questo quello che emerge da questo tardo pomeriggio in cui un Olimpico ebro d’amore per la sua squadra, è costretto ad assistere ad una disfatta di dimensioni bibliche, nella sostanza e non nel risultato solo perché i giocatori dell’Inter sullo 0-3 decidono di non infierire su un gruppetto di mediocri mestieranti, prestati al mondo del calcio di Serie A. Attenuanti: le numerose assenze con cui la squadra di Mourinho si è presentata a questo match (leggi Abraham e Karsdorp squalificati, Pellegrini, El Sharaawy e Spinazzola infortunati). Questo però non giustifica l’atteggiamento rassegnato ed arrendevole con cui la Roma ha affrontato un’Inter sicuramente più forte come ammetterà alla fine Mourinho, ma a cui bastano 10-15 minuti di accelerata, per mettere in ghiaccio una partita che di fatto non è mai stata in bilico. Calhanoglu sblocca il match addirittura col gol olimpico (direttamente da calcio d’angolo), grazie alla gentile collaborazione di Zaniolo che si sposta dalla traiettoria a copertura del primo palo, di Cristante che fa il movimento come a voler calciare verso la porta ingannando Rui Patricio e dello stesso portiere che si lascia sfilare la sfera sotto le gambe. La reazione della Roma è impalpabile e l’Inter ci mette un attimo a raddoppiare con la difesa giallorossa immobile ad osservare il giro palla nerazzurro, fino al gol dell’ex di Dzeko deviato, tra l’altro, in porta da Mancini. Il disastro dei capitolini si completa col gol dello 0-3 di Dumfries in tuffo di testa, a margine di una ripartenza mortifera. L’Inter capisce che l’avversario è inerme e decide di iniziare a palleggiare per non infierire. Nella ripresa le uniche note da sottolineare sono le ammonizioni di Mancini e Zaniolo che diffidati, salteranno la partita di lunedì contro lo Spezia in casa e l’infortunio di Correa che costringe l’ex Lazio ad uscire anzitempo dal campo. Il resto è accademia: il centrocampo della Roma è poca roba, con Cristante nullo e Veretout pure peggio se possibile; Smalling e Mancini sono fragili all’inverosimile, Kumbulla un pesce fuor d’acqua e l’attacco giallorosso inesistente (con questo Shomurodov, perché Borja Mayoral non gioca mai?). Ne esce un quadro raccapricciante che mette la squadra di fronte alle proprie responsabilità. 7 sconfitte in meno di mezzo campionato sono il risultato di un mercato abominevole, dove si è costruita una rosa incompleta ed assolutamente di basso spessore. E lunedì la Roma potrebbe pure risvegliarsi al settimo/ottavo posto in classifica, ad una distanza ormai incolmabile dal quarto posto, obiettivo più teorico che reale di inizio stagione.

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