Tare risponde al tecnico che si è dimesso per i mancati acquisti sul mercato «Se lo chiamano Loco un motivo c’è». L’avvocato: pronta la battaglia legale
La replica del direttore sportivo Tare è arrivata puntuale, il rapporto tra le parti era sbocciato all’improvviso: «L’idea è nata a metà giugno, avevo ricevuto dei segnali da Bielsa, il nostro interesse era concreto e allora ci siamo incontrati. Dopo tre giorni ci siamo lasciati con un accordo verbale con il permesso da parte nostra di tornare in Argentina per avere l’ok della famiglia. Il mister era entusiasta, aveva preso in seria considerazione l’ipotesi Lazio, in pochi giorni si era studiato tutta la prima squadra e anche la Primavera».
La società in un secondo momento si è trovata costretta a cambiare le strategie di mercato, alcuni nomi accettati inizialmente dal Loco sono stati poi rifiutati: «Abbiamo dovuto abbandonare le piste Jardel e Adriano, trattative che adesso proveremo a intavolare di nuovo, Bielsa aveva dato il suo parere positivo, poi ha stravolto tutto. Ho proposto al mister Ajeti, ero andato a vederlo in Francia durante gli Europei, all’improvviso mi ha chiesto di non andare avanti nell’operazione. Abbiamo assecondato il desiderio di Marcelo di prendere Llorente del Real Madrid, in prestito al Vallecano, avrebbe voluto il giocatore in prestito secco. Le condizioni erano 500 mila euro di prestito, con la garanzia di far giocare titolare il ragazzo, altrimenti si sarebbe raddoppiato il prezzo. Mammana del River Plate non siamo riusciti a prenderlo perché si era già accordato con il Lione. Discorso simile per Morel, dichiarato incedibile dall’Olympique». E Pato? «Abbiamo avuto una forte discussione per l’ex attaccante del Milan. Gli abbiamo offerto un contratto importante, sarebbe diventato il terzo più pagato dalla nostra rosa. Pato però ha espresso il desiderio di restare in Brasile».
Tare non ha mai temuto un ridimensionamento nel suo lavoro, la Lazio era consapevole della scelta Bielsa: «Io sono a disposizione del club, non è una questione dei miei poteri di trattare i giocatori. È sempre stato uno scambio di opinioni sincero, ma se viene chiamato “El Loco” un motivo c’è. Purtroppo inoltre ci sono stati disturbi esterni al mondo Lazio, so che tante persone hanno fatto queste cose. Qualcuno si è intromesso e ci ha messo il bastone tra le ruote».
La società avvierà al più presto la battaglia legale annunciata dall’Avvocato Gentile, il contratto firmato da Bielsa grida vendetta: «La situazione è grave e delicata. Le carte sono sottoposte alla giurisdizione italiana, quindi verrà valutato come se fosse un allenatore italiano. Trattandosi di contratto di lavoro possiamo rivolgerci anche al Giudice di Lavoro. La Lazio non subirà una violenza così ingiustificata. Evidentemente è successo qualcosa che ha fatto cambiare idea dal primo al 7 luglio. Non esistono clausole sul mercato».

