Lazio-Bielsa, l’avv. Gentile: “Nel contratto nessun vincolo di mercato”

Condividi l'articolo

Caos in casa Lazio. Marcelo Bielsa ha rinunciato all’incarico di allenatore della prima squadra e nel pomeriggio la società ha convocato una conferenza stampa per spiegare quanto accaduto. Prende la parola l’avvocato Gianmichele Gentile, legale del club biancoceleste: “Il rapporto con Bielsa è nato verso la metà del mese di giugno, ha avuto una serie di trattative di carattere verbale, è poi arrivata una proposta di contratto mandata dal mister alla Lazio, alla quale noi abbiamo risposto con una nostra proposta di contratto nell’ultima decade di giugno – ha esordito il legale della Lazio – É andato Armando Calveri a trattare i particolari, il contratto è arrivato a Roma in data 1 luglio ed è stato depositato presso la Federazione e la Lega. Il contratto è piuttosto corposo, sono 13 pagine. È sottoposto a vincoli di riservatezza e vi leggerò le cose che possono interessare in questa occasione“.

“È molto minuziosa la clausola sesta, descrizione e indicazione delle facoltà del tecnico – prosegue Gentile –Questo perché Bielsa aveva inviato una sorta di decalogo, nella quale il tecnico aveva voluto precisare la sua piena autonomia nelle scelte tecniche (scelta delle formazioni, degli orari di allenamento, dello staff tecnico fino a 5 membri, e così via). Tra l’altro la clausola dodicesima del contratto prevede che sia il mister a stabilire quando devono prendere i suoi collaboratori”.

Gentile continua a leggere: “Ho voluto puntualizzare questo perché, avendo sentito parlare delle inadempienze della società, devo sottolineare le condizioni. La corrispondenza che ha rotto questo contratto, firmato l’1 luglio, è del 7 luglio. Bielsa non è mai venuto in Italia. Tra l’altro io avevo avuto una conferma del fatto che lui sarebbe arrivato qui oggi e domani sarebbe partito con la squadra per il ritiro. Riferimenti agli acquisti da noi promessi e mai fatti? Vi ho letto integralmente il contenuto del contratto, non c’è una parola sul mercato. Ha voluto creare un pretesto per sganciarsi dalla Lazio. Qualcosa gli avrà fatto cambiare idea, non c’è stato nessun fatto oggettivo per spiegare il suo cambio di programma”.

 “Abbiamo depositato il contratto perché lui aveva bisogno del visto di lavoro, per consentirgli di venire. Cosa faremo ora? Situazione molto chiara e delicata. Contratto sottoposto a legge italiana, noi abbiamo la possibilità di ricorrere alla tutela arbitrale prevista dalle norme federali oppure possiamo rivolgerci al giudice del lavoro. Sicuramente la Lazio non sta ferma e non subisce una violenza ingiustificata e immotivata”.

Lascia un commento