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Lazio-Fiorentina: ci pensa Pedro

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ROMA – Tra le mura amiche alla Lazio è bastato il gol del numero 9 Pedro per imporsi contro la Fiorentina ed uscire dal campo con i tre punti in tasca. E’ stato un match piuttosto equilibrato, che non ha riservato gran divertimento ed emozioni agli spettatori. Sale a quota 17 punti la formazione di Maurizio Sarri, approdando in zona Conference League grazie alla vittoria del Sassuolo contro la Juventus. Con questa vittoria i biancocelesti si sono risollevati dalla brutta sconfitta rimediata al Bentegodi in occasione della gara con l’Hellas Verona.

QUALITA’

Pedro, di qualità, ne ha da vendere, e questo si sa. L’esterno 34-enne ex-Roma, Barcellona e Chelsea ha avuto modo di dimostrare le proprie doti in tutte le squadre in cui ha militato. Questa sera, in avvio di secondo tempo, è stato lui l’uomo decisivo del match. Il gol che serviva, la rete che potrebbe – da oggi in poi – far ripartire definitivamente la squadra. Al 52′, dagli sviluppi di uno scambio tra Immobile e Milinkovic-Savic, la sfera è carambolata sui piedi dello spagnolo, che l’ha controllata elegantemente con uno stop a seguire, per poi spedirla in rete sotto la traversa con una conclusione nella quale l’estremo difensore viola non ha potuto opporre resistenza. Queste giocate sono fondamentali, soprattutto in partite come queste che non riescono a sbloccarsi; il guizzo del genio, da un momento all’altro, spesso e volentieri si rivela un’opera d’arte portatrice di tre punti.

L’ULTIMO PASSAGGIO

Nel primo tempo è stata la formazione di casa poco incisiva nell’ultimo passaggio. Anche se, per dovere di cronaca, sia per la Lazio che per la Fiorentina, le occasioni nella prima frazione di gioco sono state quasi nulle. E’ stato Lazzari, allo scadere dei primi 45 minuti, a impensierire sul serio Terracciano, attraverso una conclusione insidiosa nata su un’avanzata palla al piede dello stesso terzino ex-Spal. Tuttavia, il portiere viola è stato reattivo nel prolungare il pallone in calcio d’angolo. Nella ripresa, invece, la squadra di Italiano ha avuto un controllo del gioco maggiore rispetto agli avversari, ma ciò non è servito ad accorciare le distanze. Agli ospiti è mancata soprattutto la lucidità nell’ultimo passaggio, quello che avrebbe potuto liberare Vlahovic davanti alla porta o servire il movimento di Callejon.

FIDUCIA IN LUIS ALBERTO

Una nota positiva per i biancocelesti è stata Luis Alberto. Il centrocampista spagnolo questa sera è sceso in campo con la maglia da titolare, ed ha calpestato il prato dell’Olimpico per tutti i 90 minuti. Sarri non lo ha levato neanche nei minuti finali, quando la Lazio doveva chiudersi dietro per mantenere il vantaggio e il numero 10 era appena stato ammonito. L’allenatore toscano ha preferito far subentrare Basic al posto di Milinkovic. Sicuramente il fantasista non ha giocato al meglio delle sue possibilità, complice anche la poca continuità di prestazioni degli ultimi tempi. Però Sarri, così facendo, ha dimostrato fiducia nel suo centrocampista, permettendogli al tempo stesso di riacquisire consapevolezza nei propri mezzi

TESTA ALL’ATALANTA

I tre punti ottenuti contro i viola devono essere per i biancocelesti un trampolino di lancio per il campionato. E’ ora che la squadra assuma una propria identità. La posizione in classifica non è affatto malvagia e i presupposti per condurre un ottimo campionato ci sono tutti, d’altronde la stagione è lunghissima. Ma in tutto ciò, un ruolo importantissimo lo svolge la testa, dalla quale nasce la voglia, la fame e la grinta di vincere le partite, elementi che finora, in alcune gare, sono mancati alla squadra di Sarri. Sabato alle 15:00 la squadra romana affronterà l’Atalanta, che è a quota 18 punti, uno solo di distacco dalla Lazio, e no, non ci sarà spazio per Immobile e compagni per un approccio alla gara come quello dei match contro Milan, Bologna e Hellas Verona.

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