Un altro 0-0, stavolta a Marassi col Genoa: poche emozioni e tanta noia. Traversa di Mauri in avvio poi solo tanti lanci lunghi
Non siamo al «tutti al mare» ma poco ci manca. Un altro pareggio senza reti (0 gol segnati nelle ultime tre gare), un’altra prova dignitosa senza sfondare e la zona Europa si allontana. A Marassi finisce 0-0, la Lazio spinge, il Genoa si difende e porta a casa un pari prezioso per la sua classifica. Per i biancocelesti si fa dura, rimontare è quasi impossibile e bisogna trovare stimoli per arrivare fino al 15 maggio.
Pioli sceglie a sorpresa Mauri (non giocava da titolare dal 20 settembre) e Djordjevic, al posto di Lulic e Keita, niente linea verde in attacco, si ritorna al passato. Gasperini con Pavoletti affiancato da Suso e Cerci mentre in difesa c’è Burdisso al centro.
Primo tempo a tinte biancocelesti senza mai trovare il guizzo vincente, sei angoli battuti, tanto pressing, poche occasioni costruite. Un clichet consolidato, la solita storia: difesa alta, partita dominata, zero gol all’attivo. Se si esclude un tiro di Cataldi dopo pochi minuti, Perin si deve impegnare solo in qualche uscita alta. Anche perché al 18’ viene salvato dalla traversa su uno sfortunato colpo di testa di Mauri, il resto è tanta confusione, in realtà più da parte del Genoa. La squadra di casa si fa vedere in contropiede con Pavoletti, Konko salva vicino alla linea di porta. Orsato si sforza di far correre il gioco su un campo infame che di certo non aiuta la tecnica di Anderson e Cataldi tanto che la Lazio comincia ad affidarsi ai lanci lunghi per le torri Milinkovic e Djordjevic.
Tant’è, la ripresa comincia con la novità Patric, lo spagnolo oggetto misterioso di questa stagione, esce lo stralunato Basta. Gasperini è costretto a sostituire l’infortunato Ansaldi (dentro Rigoni) ma cambia pochissimo perchè la sfida non decolla, solo tanti palloni in aria e lotta sulle seconde palle. Marchetti respinge di pugno un colpo di testa di Munoz prima dell’ingresso di Keita (fuori lo stanchissimo Mauri) e Tachtsidis (esce uno spento Cerci). Pioli ci prova anche con Lulic, chiama l’assalto, Gasperini si chiude col 3-5-2. Finisce senza reti e l’Europa è sempre più lontana.
Giovedì prossimo si torna in campo all’Olimpico in un anomalo anticipo per regalare lo stadio alla prima gara in casa del Sei Nazioni nel weekend. Senza la Nord, con una contestazione strisciante non sarà facile nemmeno battere il Verona fanalino di coda: servono buone prestazioni per preparare al meglio la doppia sfida contro il Galatasaray nei sedicesimi di Europa League (andata il 18 in Turchia, ritorno sette giorni dopo all’Olimpico). Sarà quella l’ultima ancora di salvataggio di una stagione davvero anonima.

