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L’attaccante più prolifico fuori dalle rotazioni

ROMA – Cinque gol in ventuno partite di campionato. È il misero bottino dei tre centravanti della Lazio Matri, Djordjevic e Klose: tre per il primo, due per il secondo, zero per il tedesco. Un problema serio che mette in imbarazzo Pioli, ma che allo stesso tempo potrebbe dargli il coraggio di cambiare e riproporre Keita come soluzione centrale (lo spagnolo di gol ne ha segnati 4). D’altronde, questa estate, fu proprio un guizzo dello stesso allenatore schierare il giovane biancoceleste come boa centrale.

DEBUTTO DA STAR – L’esordio ci fu nel preliminare di Champions League con il Bayer Leverkusen, quando si infortunò Klose nel primo tempo e per emergenza, vista l’assenza pure Djordjevic, Pioli mise al centro dell’attacco proprio Keita. Non fu un inizio semplice, anche perché il giocatore sembrò spaesato, ma bastarono trenta minuti e il centravanti improvvisato, riuscì a segnare un gol da bomber vero: palla conquistata, spalla a spalla con il difensore del Leverkusen e diagonale imprendibile. Ancora oggi è uno dei più bei gol della stagione biancoceleste. Da quella gara nei seguirono altre da attaccante centrale, con il biancoceleste che, tutto sommato, sembrò poterci stare in quella posizione, non segnò ma grazie ai suoi movimenti e a suoi due assist permise ad altri di andare in gol.

GIRANDOLA OFFENSIVA  «E’ una questione di testa, per me Keita può diventare un grande centravanti, non gli manca proprio nulla», il Pioli-pensiero.Keita non si sentirebbe molto a suo agio in quella posizione, ma fino a una settimana fa pensava la stessa cosa anche Cataldi nel sostituire Biglia e dopo il gol al Chievo, forse, adesso la vede diversamente. Serve una svolta, soprattutto in un momento come questo, in cui la Lazio sta dando cenni di risveglio generale, ma i numeri di Djordjevic, Matri e Klose non aiutano. In questo anche il tecnico non è che abbia dato una grande mano ai tre, visto che ogni domenica parte con un attaccante diverso, per poi rimischiare le carte a partita in corso, inserendoli tutti e tre. Una strategia che, al momento, appare poco chiara, almeno in avanti. Nelle ultime sei partite, dove la Lazio ha raccolto tre vittorie e tre pareggi ha segnato 12 gol, ma uno solo di questi porta la firma di un centravanti e risale a dicembre. I biancocelesti vogliono scalare posizioni in classifica, ma, più prima che poi, servono anche i gol delle punte. Senza non si va da nessuna parte. E Keita rappresenta un’opportunità, anche per inserire di nuovo titolare Felipe Anderson e dare meno punti di riferimento.

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