Klose da vecchio Miro, il bis in un sol boccone. Aveva centrato la porta solo in Europa League quest’anno, nel ritorno dei sedicesimi col Galatasaray. Non segnava in campionato da 9 mesi e 13 giorni. Diciassette partite a digiuno, esattamente dall’ultima di fine maggio al San Paolo di Napoli: «Mi sono tolto un peso. Questa rete mi mancava da tanto, ogni squadra deve avere un bomber che fa 10/15 reti». Sorride, si scioglie, il gelido Klose. Si sblocca con l’Atalanta, fra i complimenti amari dell’ex zio Edy, e torna “Mito” biancoceleste. Doppietta come non gli accadeva da un anno, dal 9 marzo 2015 con la Fiorentina. Adesso, con 50 gol, il panzer supera Pandev e Garlaschelli, in un sol colpo al settimo posto tra i marcatori di sempre della Lazio. Sarà tosta raggiungere Giordano a 68, anzi servirà un Miro-colo. Ovvero rinnovare il contratto con la Lazio dopo questa stagione. Da tempo Lotito e Tare cercano il dopo-Klose, eppure il tedesco non vuole smettere: «Vorrei giocare altri due anni». Trentotto primavere e, al momento, non sentirle ancora. Eppure Miro sa che può essere l’ultima a Roma: «Concluderò il mio quinto anno qui, sono orgoglioso di aver fatto parte della storia di questa città e di questa società». Nel destino di un predestinato: «Ho imparato da tanti grandi giocatori, ho preso da ognuno di loro e sono migliorato sempre. Con il Werder Brema ho imparato a giocare con la squadra e poi il Bayern. Alla fine sono venuto qui a fare un’esperienza all’estero e sono felice».
UNIONE
Il primo centro lo dedica a Mauri: «Non lo so come ha fatto a vedermi, ma se non avessi segnato io, sarebbe stato rigore. Stefano ha fatto una gran partita, è stato molto bravo». Poi Klose esulta ancora, ringrazia Felipe (per il secondo assist) e tutti i compagni: «Abbiamo dimostrato di essere una squadra, stasera hanno giocato i calciatori che hanno avuto meno spazio. Ci dobbiamo aiutare di più in campo, nelle situazioni di difficoltà ci nascondiamo un pochino. I risultati si ottengono con il lavoro di tutti. All’inizio abbiamo avuto la paura di sbagliare e per questo abbiamo giocato un po’ spaventati. Succede anche questo nel calcio, l’importante è che abbiamo lottato insieme e che abbiamo vinto».
EUROPA
Decisivo, come al solito, l’ingresso del devastante Keita, imprendibile per i difensori nerazzurri già prima della rete del vantaggio. Quindi l’assist delizioso per Mauri. Bisogna solo augurarsi che il Balde giovane mantenga questa vivacità per giovedì. Il fattore K funziona, chissà non possa tornare utile pure l’esperienza di Klose al posto di Matri con lo Sparta Praga: «L’importante per me è allenarmi ogni giorno, sono sempre a disposizione del mister. Se gioco, devo fare bene e segnare. Ad ogni modo chi giocherà dovrà avere l’atteggiamento giusto, lottare dal primo all’ultimo minuto. E’ difficile giocare contro le squadre straniere, dobbiamo vincere ogni duello per battere lo Sparta Praga. Dobbiamo passare il turno». Potranno ancora esserci i tifosi, in attesa della decisione Uefa del 22 marzo dopo i buu a Costa: «Quelle 30 persone che fanno fare certe figure in giro per l’Europa non ci rappresentano – tuona il ds Tare – ma adesso è prematuro parlare di squalifiche del campo o altro».
UNIONE
Il primo centro lo dedica a Mauri: «Non lo so come ha fatto a vedermi, ma se non avessi segnato io, sarebbe stato rigore. Stefano ha fatto una gran partita, è stato molto bravo». Poi Klose esulta ancora, ringrazia Felipe (per il secondo assist) e tutti i compagni: «Abbiamo dimostrato di essere una squadra, stasera hanno giocato i calciatori che hanno avuto meno spazio. Ci dobbiamo aiutare di più in campo, nelle situazioni di difficoltà ci nascondiamo un pochino. I risultati si ottengono con il lavoro di tutti. All’inizio abbiamo avuto la paura di sbagliare e per questo abbiamo giocato un po’ spaventati. Succede anche questo nel calcio, l’importante è che abbiamo lottato insieme e che abbiamo vinto».
EUROPA
Decisivo, come al solito, l’ingresso del devastante Keita, imprendibile per i difensori nerazzurri già prima della rete del vantaggio. Quindi l’assist delizioso per Mauri. Bisogna solo augurarsi che il Balde giovane mantenga questa vivacità per giovedì. Il fattore K funziona, chissà non possa tornare utile pure l’esperienza di Klose al posto di Matri con lo Sparta Praga: «L’importante per me è allenarmi ogni giorno, sono sempre a disposizione del mister. Se gioco, devo fare bene e segnare. Ad ogni modo chi giocherà dovrà avere l’atteggiamento giusto, lottare dal primo all’ultimo minuto. E’ difficile giocare contro le squadre straniere, dobbiamo vincere ogni duello per battere lo Sparta Praga. Dobbiamo passare il turno». Potranno ancora esserci i tifosi, in attesa della decisione Uefa del 22 marzo dopo i buu a Costa: «Quelle 30 persone che fanno fare certe figure in giro per l’Europa non ci rappresentano – tuona il ds Tare – ma adesso è prematuro parlare di squalifiche del campo o altro».

