LAZIO-ROMA: 22 GLADIATORI PER UN SOLO COLOSSEO

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ROMA – Roma è conosciuta da sempre come la città più bella del mondo, come la “città eterna” o l'”urbe immortale” e cerca di primeggiare in quanti più ambiti possibili…fra questi vi è sicuramente il calcio, che divide dalla fine del 1800 la capitale italiana in varie fazioni (vi si documentano match calcistici da circa 2 decenni prima del XX° secolo). 
Al giorno d’oggi la sfida che spacca la metropoli in 2 per 365 giorni l’anno (tra le 2 e le 4 in campo oltre alle rimanenti in tv, sui giornali, alla radio, sui mezzi pubblici, al lavoro, a scuola) è il cosiddetto “derby der cuppolone” Lazio-Roma: i laziali nacquero come Società Podistica il 9/1/1900 nella zona del centro di Roma dove successivamente sarà costruita Piazza della Libertà nel Rione Prati dal giovane bersagliere Luigi Bigiarelli ma ufficialmente la Sezione Calcio Lazio sarà fondata nel 1910 malgrado avesse già giocato partite ufficiali tempo addietro facendosi notare da subito come matricola contrapposta allo strapotere dei club settentrionali che all’epoca dominavano (la Lazio perderà ben 3 finali scudetto contro Pro Vercelli, Casale, Genoa nel 1913, 1914, 1923). Proprio dal fatto che la Lazio è le altre 3 compagini esistenti all’epoca non riuscissero a infrangere l’egemonia del nord nacque l’idea di fondare, nel 1927, un solo club tramite una fusione fra tutti e 4 che portasse il nome della città (cosa vietata da Mussolini, all’epoca massima carica politica italiana e che vedeva nel calcio una disciplina indegna del nome di Roma)…l’idea fu proprio del presidente laziale Giorgio Vaccaro (peraltro alto esponente fascista): il patto per la fondazione della Roma fu ratificato il 7/6/1927 in Via Forlì 16 nel centro e l’ufficializzazione vera sarà data il 22/7/1927 in Via Uffici del Vicario anche se non tutto andrà come previsto poiché la Lazio sceglierà di non partecipare per inadempienze societarie mentre gli altri 3 team (Alba Romana, Fortitudo Pro Roma, Roman FC) si uniranno dando vita all’AS Roma con presidente l’ebreo Renato Sacerdoti (che spinse per tale unione soprattutto poiché non vedeva di buon occhio le rivalità cittadine).
Da allora sarà una contrapposizione totale fra le 2 fazioni: i laziali rappresentavano la nobiltà capitolina, durante l’epoca fascista diverranno la tifoseria di regime, vestiranno i colori bianco e celeste prendendoli dalla bandiera della Grecia come patria di sport e olimpiadi, saranno rappresentati dall’aquila che sarà lo stemma dell’impero romano, si stabiliranno nel centro della città mentre i romanisti si ergeranno a rappresentanti del popolo (divenendo quindi molto più numerosi), avranno un orientamento politico di sinistra, vestiranno giallo e rosso in onore dei colori imperiali, useranno la lupa capitolina che allatto’ Romolo e Remo come simbolo, vivranno soprattutto nei quartieri popolari o poveri.
Gli stadi che faranno da teatro a queste sfide saranno 5: “Stadio della Rondinella” e “Campo Testaccio” che saranno le rispettive case dei club nel periodo 1929-1940, successivamente i campi comuni saranno lo “Stadio del Partito Nazionale Fascista” (ribattezzato poi “Stadio Nazionale” fino al 1949 e “Stadio Torino” nel 1950) fino al 1960, anno di inaugurazione dello “Stadio Olimpico” proprio per le olimpiadi ma usato ancora oggi da tutte e 2 le squadre, per finire con le 2 sole stracittadine che si giocheranno nel 1989/90 allo “Stadio Flaminio” per la ristrutturazione del terreno principale in previsione dei mondiali casalinghi del 1990.
La storia del derby di Roma vive di confronti bollenti da subito sia in campo che sugli spalti pure se fino agli anni ’50 sarà la Roma a detenere il maggior numero di risultati positivi fra vittorie e pareggi oltre a detenere i record della vittoria più larga in casa sommata ad aver vinto il primo confronto della storia (rispettivamente 5-0 d’andata nel 1933/34 e 0-1 nel 1929/30) mentre la Lazio vinceva quasi sempre in coppa nazionale e si rese protagonista della rimonta più leggendaria di sempre (da 0-3 a 3-3 nel ritorno del 1933/34)…sono gli anni di giocatori divenuti mitici come De Maria (autore della prima tripletta decisiva nella storia), Piola (primo fra tutti a segnare una doppietta con il capo fasciato oltre che goleador storico), Volk (marcatore decisivo del primo match in assoluto), Amadei.
Alle soglie del “boom economico” italiano i 2 contendenti contano nelle loro bacheche uno scudetto romanista (1941/42) sommato ad una promozione dalla Serie B dopo un solo anno (1951/52), una Coppa Italia laziale (1957/58) ma il derby è, tutto sommato, l’unica vera aspirazione di entrambe malgrado interpreti importanti come il portiere Lovati è il bomber Da Costa (ad oggi II° miglior marcatore della partita a pari punti con Delvecchio dietro a Totti) senza dimenticare chi fu il primo a segnare con 2 maglie diverse questo scontro (Arne Selmosson); al 1961/62 appartiene l’unico match finito ai rigori per 6-4 negli ottavi di coppa nazionale e si parla di un decennio in cui, malgrado circa 3 stagioni biancocelesti in serie cadetta, saranno proprio le aquile ad avere il predominio nei confronti diretti fino ad arrivare al decennio degli “anni di piombo”.
È proprio a metà degli anni ’60 che arriva alla Lazio uno dei presidenti più vincenti nei derby: Umberto Lenzini, colui che porterà i biancocelesti anche al loro I° scudetto (1973/74) mentre la Roma di Anzalone si era aggiudicata 1 Coppa delle Fiere (poi Coppa Uefa nel 1960/61), 2 Coppe nazionali (1963/64 è 1968/69); in questo periodo la Lazio surclassa i cugini sia nei confronti diretti che in classifica grazie a un allenatore come Maestrelli e campioni come Wilson, Chinaglia (autore di un gesto irrisorio verso la curva avversaria nella partita di ritorno dello scudetto che scatenò uno dei peggiori post-gara di sempre), Frustalupi, D’Amico, Re Cecconi mentre la Roma si accontenterà di mister a livello di Herrera, Scopigno uniti a ottime individualità come Cordova (doppio ex e successore del mister Bernardini), Capello, Landini, Negrisolo. 
Con la fine degli anni ’70 inizia un decennio in cui la Roma toccherà i massimi picchi della sua storia sotto la presidenza Viola (1979-1991) e le direzioni tecniche di Liedholm, Eriksson, oltre a campioni come Di Bartolomei, Conti, Falcao, Giannini, Voller (vincerà lo scudetto nel 1982/83, le 5 Coppe Italia del 1979/80, 1980/81, 1983/84, 1985/86, 1990/91 oltre a finire seconda 3 volte in campionato nel 1980/81, 1983/84, 1985/86, 1 volta in Supercoppa Italia nel 1991, perdere la finale di Coppa dei Campioni nel 1983/84 e la finale di Coppa UEFA nel 1990/91) mentre la Lazio vedrà l’inferno con i suoi occhi retrocedendo per la IV° volta nel 1980 ma non per meriti sportivi, bensì per lo scandalo del calcio-scommesse in cui furono coinvolti molti dei suoi tesserati finendo per passare 6 stagioni su 10 in B rischiando anche la Serie C nel 1987 a causa di presidenze inefficienti come quella dell’ex bomber Chinaglia oltre a tecnici come Fascetti, Lorenzo, Castagner e giocatori bravi ma non eccelsi tipo Giordano, D’Amico, Piscedda, Laudrup, il futuro romanista Manfredonia…inoltre anche il bilancio dei derby fu impietoso e non solo in campo: il 28/10/1979, poco prima di Roma-Lazio, vi fu il primo morto nella storia del calcio romano poiché un razzo nautico partito dalla Curva Sud attraversò tutto lo stadio e terminò il suo percorso nell’occhio del tifoso laziale Vincenzo Paparelli che spiro’ poco dopo in ospedale scrivendo una delle pagine più nere della storia sportiva nazionale. 
Dal 1979 gli aquilotti rivinceranno contro i dirimpettai solo al ritorno in massima lega nel gennaio 1989 con gol di un altra persona molto discussa per la sua esultanza: il talento della primavera Di Canio…l’inizio degli anni ’90 vede 9 partite su 11 finire in pareggio di cui 7 consecutivi (maggiore striscia di sempre) malgrado un tasso tecnico alto con presidenti non famosissimi (Calleri e Ciarrapico), brave guide (Materazzi e Bianchi, Boskov) con gente a livello di Sousa, Gascogne, Signori opposta a Aldair, Balbo, Fonseca; la Lazio vivrà il suo miglior ciclo proprio nel secondo lustro di tale periodo vincendo 2 coppe nazionali (1997/98 e 1999/2000), 1 scudetto (1999/2000), 2 supercoppa di lega (1998 è 2000), 1 Coppa delle Coppe (1998/99), 1 Supercoppa Europa (1999) con Cragnotti presidente, Eriksson in panchina e moltissimi campioni (Peruzzi, Mihajlovic, Veron, Simeone, Nedved, Mancini, Salas, Boksic) mentre la Roma soffrirà molto finendo 10 annate con la bacheca vuota nonostante un grande condottiero-tifoso chiamato Sensi (sostituito da sua figlia nel 2005-2011 e morto nel 2008) che ingaggera’ allenatori famosi come Mazzone e l’ex laziale Zeman per coordinare un team ricco di talento (Petruzzi, Moriero, Tommasi, Di Biagio, Paulo Sergio): il bilancio dei confronti cittadini parlerà chiaro con 3 soli trionfi giallorossi in 11 anni (1988-1999) e 8 feste biancelesti (con il record di 4 vittorie su 4 nel 1997/98). 

Il derby di Roma vive una svolta a inizio nuovo millennio: sono gli anni dei 2 capitani storici e migliori record-man di sempre per presenze, ovvero Nesta e Totti oltre che di CT affermati come Zoff, Zaccheroni e Capello…dopo la grossa abbuffata di fine secolo il club di Formello vedrà gli spettri del fallimento per incongruenze finanziarie unito al cambio di società con l’avvento di Lotito (presidente tutt’oggi) mentre a Trigoria si festeggeranno 1 scudetto e 1 Supercoppa di lega nella stessa stagione: 2000/01 con la doppia soddisfazione di averli scuciti proprio ai vicini con un organico da sogno (Samuel, Emerson, Cafu’, Candela, Batistuta) oltre a 5 anni di altissimo livello dediti a conservare per lo stesso periodo l’imbattibilita’ territoriale (è il periodo del leggendario 4-1 con 4 reti in mezz’ora dell’21/11/1999, dell’1-5 con 4 gol di Montella uniti al “cucchiaio” di Totti, unica quaterna di sempre, l’10/3/2002 e dei 4 confronti senza sconfitte romaniste nel 2002/03 proprio quando Lazio-Roma iniziò a profumare di trofei o alta classifica, per terminare con la tragica sera del 21/3/2004 quando le tifoserie riuscirono a sequestrare la partita spargendo la voce di un tifoso morto durante i tafferugli con la polizia che si rivelò poi infondata). Il secondo quinquennio del 2010 vede la Lazio trionfare solo 4 volte e sempre in casa (essendo coinvolta, oltretutto, nel putiferio di “Calciopoli” nel 2006) mentre la Roma realizzerà il primato di 11 vittorie consecutive il 26/2/2006 vincendo 0-2 lo scontro diretto in trasferta e realizzerà 5 vittorie consecutive nel 2009-2011 (eguagliando la stessa striscia stabilita precedentemente nel 1958-60 nell’epoca di Da Costa cannoniere) oltre a vincere 2 coppe nazionali (2006/07 e 2007/08), 1 supercoppa nazionale (2007) a fronte delle 2 Coppe Italia (2003/04 è 2008/09) e 1 Supercoppa Italia (2009) dei cugini…gli allenatori stavolta sono Papadopulo, Rossi e Spalletti, Ranieri ma il futuro sconvolgerà ancora tutto. 

Il triennio 2011-2013 vede la Lazio imbattuta e soprattutto il 26/5/2013 si consumerà, forse, il risultato più storico di sempre poiché la partita fra romane varrà per la prima volta un trofeo (la coppa nazionale) e i biancoazzurri trionferanno con gol di Lulic avendo a dirigere Petkovic; da quel momento vi sarà un quasi totale appannaggio della Roma di Pallotta (su ceduto a Di Benedetto e primi presidenti americani della società) durato fino ad ora (fra cui lo spareggio-Champions del 25/5/2015 finito 1-2 in cui la Roma estromise con un turno d’anticipo i dirimpettai dal II° posto condannandoli ai preliminari dell’Europa che contava) il che si interromperà solo per 2 gare su 4 nel 2016/17 vedendo salire alla ribalta allenatori come Garcia, ancora Spalletti, Di Francesco.
Lazio-Roma raccoglie migliaia di storie che non riguardano solo il campo: rivalità incrociate e gemellaggi come Inter-Verona-Lazio contro Roma-Palermo in Italia e Real-Lazio opposto ad Atletico-Roma in Europa…Battisti contro Venditti nel mondo della musica…le famiglie De Sica avverse agli Amendola nel cinema…la classe dei nobili contro la veracita’ dei popolani in un grumo di emozioni tutto romano.
Storicamente vi sono stati moltissimi cambi di maglia (non ultimo Kolarov, unico ad aver segnato con entrambe le maglie assieme a Selmosson) ma non va dimenticato anche il grande numero di meteore che hanno reso questa gara ancora più imprevedibile e ricca di fascino (Gascoigne, Protti, Gottardi, Castroman, Cesar, Mutarelli, Behrami, Lichtsteiner, Djordjevic contrapposti a Piacentini, Di Francesco, Balzaretti, Iturbe, Yanga-Mbiwa).
I nomi più leggendari fra i marcatori sono sicuramente Piola, Signori, Chinaglia e Totti, Delvecchio, Da Costa, Montella mentre fra le presenze Nesta, Wilson e Totti, Di Bartolomei, Giannini, Losi non hanno eguali.
Sediamoci sugli spalti e davanti alla tv, godiamoci tutto il meglio di una vetrina mondiale del pallone e vediamo come finirà il confronto fra i 22 gladiatori scelti per darsi battaglia nel “Colosseo Olimpico”: Lazio-Roma…il derby della capitale che mai delude neanche sugli spalti fra scontri violenti che coinvolgono le 2 curve oltre alla polizia ma soprattutto con coreografie mitologiche e immagini leggendarie.

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