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materazziS’è trasferito in India, è diventato l’allenatore dello Chennaiyin. Una carriera da campione, una vita da guerriero, Marco Materazzi è tornato a parlare. Campione del Mondo (la testata di Zidane è ormai nella storia), interista nel sangue, si è raccontato attraverso le pagine de Il Tempo. Un’intervista a 360 gradi, senza peli sulla lingua, Matrix 23 (così lo ricordano ancora i tifosi nerazzurri) ha difeso Mourinho e Totti, ha analizzato la crisi della Lazio. Fino allo scorso anno allenava e giocava (7 gare da mediano davanti alla difesa), da questa stagione dirige la squadra esclusivamente dalla panchina, la Indian Super League è un torneo in crescita, la partecipazione del popolo è entusiasmante.

Materazzi ha trascinato in questa esperienza giocatori come Nesta, Elano, Silvestre, Pires, Ljungberg, Del Piero, Trezeguet, Capdevila e Andre Santos: il futuro ora è tutto da scrivere, le sorprese sono all’ordine del giorno, mister Marco non ha nessuna intenzione di fermarsi. Materazzi, dal 2014 ha intrapreso questa avventura.

Che tipo di esperienza è?

«Il calcio in India è in via di sviluppo, come storia è molto intrigante. Innanzitutto perché il club ti ascolta e ti segue, poi perché puoi realmente iniziare a fare il manager all’inglese. Questo è un aspetto molto importante per me: hai dei parametri da rispettare per non sforare il Salary Cap».

Il campionato come procede?

«In questo momento – pur avendo secondo me la squadra qualitativamente migliore rispetto all’anno precedente – stiamo attraversando diverse difficoltà. Ad oggi posso solo dire di non essere soddisfatto, evidentemente sto sbagliando qualcosa».

E la serie A la segue ancora?

«Assolutamente, vedo tutto con molta attenzione. È un campionato equilibrato, mi piacciono molto Inter, Roma, Fiorentina e Napoli. Sono le squadre più forti. La serie A è diventata meno prevedibile, sicuramente è un fattore positivo».

È’ sorpreso dalla formazione di Mancini?

«Più che aspettarselo, c’era da augurarselo che fosse così in alto in classifica. L’Inter ha investito tanto, credo sia il minimo in base alla campagna acquisti studiata e portata avanti in estate. Sono contento per i tifosi».

Un pensiero su Francesco Totti, ormai a fine carriera.

«Totti non smetterà mai di giocare finché verrà ricordato».

Lazio in crisi. Come se lo spiega dopo il terzo posto conquistato l’anno scorso?

«Loro secondo me stanno soffrendo molto il fatto di aver disputato i preliminari di Champions League. Poi hanno avuto diversi infortuni e tanta sfortuna. Senza dimenticare il mercato: la società ha investito poco pensando magari che bastassero i giocatori della passata stagione. Il campionato però è ancora lungo e tutto può accadere. La Lazio resta una buona squadra».

Tavecchio è l’uomo giusto per rilanciare il calcio italiano?

«Parlerò solo alla fine del mandato, i giudizi si danno a conti fatti».

Il suo rapporto con Mourinho è noto a tutti. In questo momento è in grande difficoltà con il Chelsea, ne uscirà fuori?

«Come sempre, semplicemente perché è il migliore. Non c’è nessuno come lui».

Lei è un grande tifoso di Valentino Rossi. Ci commenta quanto accaduto a Valencia?

«Ci tengo solo a dire che per battere il “Maestro” non è bastato un allievo meschino, ma ce ne sono voluti due».

Materazzi tornerà in Italia? Magari per fare l’allenatore?

«Non penso, non è una mia aspirazione. Obiettivamente poi potrei allenare solo una squadra: l’Inter».

Di admin

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