MILAN-INTER…-1 GIORNO, DOMENICA 1° DICEMBRE 1985: ROSSI E SPETTACOLO

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MILANO – Mancano solo 24 giorni al Natale del 1985 e 2 mesi prima il Messico, che nel periodo 31 maggio-29 giugno dovrà ospitare il mondiale di calcio (il secondo in 16 anni…recordo per l’epoca), veniva sconvolto da un violento terremoto che rischiava di far cambiare paese per la rassegna (principale candidata la Colombia, su cui aleggia l’ombra oscura dei 3 cartelli di droga più importanti: quello di Bogotà, capeggiato da Gonzalo Gacìa, quello di Medellìn controllato da Pablo Escobar, e quello di Cali comandato dai fratelli Miguel con Guillermo Rodriguez). Intanto il calcio italiano, con la Serie A iniziata l’8 settembre proprio per preparare al meglio il torneo in Messico, é giunta alla giornata n.12 su 15 del girone di andata con una classifica molto corta: Juventus 19 punti; Inter, Milan, Napoli 14; Fiorentina, Roma, Torino 13; Atalanta, Avellino, Verona 10; Sampdoria, Udinese 9; Bari, Pisa 8; Como, Lecce 6 mentre le partite, fra cui il derby Milan-Inter, sono interessanti e di alta caratura come Juventus-Fiorentina 1-0 (12′ Brio), Bari-Napoli 1-2 (3′ Sola; 12′ e 59′ Giordano), Sampdoria-Roma 1-0 (76′ Mannini), Como-Torino 1-1 (31′ Borgonovo; 81′ Comi), Avellino-Atalanta 1-0 (78′ Amodio), Udinese-Verona 5-1 (16′ Volpati; 41′ aut. Fontolan; 49′ Pasa, 65′ Carnevale, 74′ Barbadillo, 86′ Miano), Pisa-Lecce 3-0 (39′ Baldieri, 74′ Muro, 77′ Kieft).

Una gara che paralizza una città

I 61.000 spettatori previsti per il derby di Milano cominciano la sfida già molto prima del calcio d’inizio a suon di striscioni e cori anche di pessimo gusto (alcuni addirittura di natura xenofoba) mentre il patron di casa Giuseppe Farina, nonostante il pari 1-1 in Belgio con lo Zulte Waregem dello scorso mercoledì nell’andata degli ottavi di Coppa UEFA, si presenta in tribuna a poca distanza dal suo pari Ernesto Pellegrini, patron nerazzurro che aveva seguito i suoi nella dura partita in casa contro il Legia Varsavia in settimana sempre in coppa chiusa 0-0. Gli uomini di mister Nils Liedholm, che in campionato hanno vinto 5 gare su 5 in casa (1-0 con Lecce, Como, Torino, Pisa e 3-0 all’Avellino), hanno pareggiato a Udine 0-0 e subito un brutto 2-1 a Roma (in totale solo un trionfo lontano da casa: l’1-0 a bari all’esordio) mentre la truppa Mario Corso, subentrato 14 giorni prima a Ilario Castagner, ha ottenuto 2 pari casalinghi per 1-1 con Napoli e Juventus (3 vittorie e 3 pari in totale) ma in trasferta hanno raccolto 2 vittorie con un pari sommato a 2 gare perse…non é un buon momento per nessuno tutto sommato, tanto più che al Milan manca il leader difensivo Franco Baresi (capitano e fratello minore di quello interista, Giuseppe) oltre all’ala Bortolazzi mentre il mediano Manzo con il centravanti Spelta sono stati lasciati fuori per scelta tecnica ripiegando su un modulo lineare adoperato sempre dal tecnico svedese…il 4-4-2 disposto a “zona” da opporre ad un 5-3-2 basato su un emergenza di centrocampo in cui sono coinvolti degenti come Fanna, Tardelli, Marini intanto che Bernazzani rimarrà in tribuna per carenza di convocazioni disponibili sfruttando marcature a uomo e reparti stretti. Saranno diversi, in estate, ad andare ai mondiali da detentori del torneo: Zenga, Bergomi, Collovati, capitan Giuseppe Baresi, Tardelli, Altobelli insieme a Rossi seguiranno Bearzot fino agli ottavi, quando usciranno per 2-0 contro la Francia di Platini il 17 giugno (nel girone saremo secondi dietro all’Argentina futura vincitrice…faremo 1-1 contro Bulgaria e Argentina stessa prima di superare 3-2 la Corea del Sud: 4 gol saranno di Altobelli e l’altra un’autorete asiatica nel disperato tentativo di impedire al nostro centravanti di segnare, rendendo tutto meno che una casualità il fatto che, alla prima gara senza i suoi gol, andremo fuori abdicando malissimo dopo la mancata qualificazione all’europeo del 1984 e sarà il nostro peggior campionato del mondo fino al 2002); sul piano degli stranieri invece ci saranno l’Inghilterra del duo Wilkins-Hateley, che cederà ai quarti per 2-1 contro l’Argentina (la famosa sfida della “mano de Dios” e del gol più bello di sempre realizzato da Maradona) senza dimenticare l’irlandese Brady, che non si qualificherà, e il tedesco occidentale finalista Rummenigge (battuto 3-2 all’ultimo atto dagli uomini di mister Bilardo).

Equilibrio all’intervallo

Da subito si vede che il Milan ha maggiore iniziativa, basandosi solo su abbinamenti relativi ad ogni parte del campo mentre l’Inter adopera il seguente quadro: Bergomi-Rossi, Collovati-Virdis, Ferri-Hateley, Marangon-Evani, Baresi G.-Wilkins, Cucchi-Di Bartolomei intanto che il tandem Altobelli-Rummenigge pressa l’uscita del pallone dalla difesa (stesso movimento fatto da centrocampo e attacco rossoneri) ma al 5′ é già 1-0: Rossi riceve in area una sponda di Virdis e realizza di interno destro sull’uscita di Zenga e poi dopo Hateley manda alto di sinistro dal limite dell’area. L’Inter reagisce sterilmente ma il primo vero pericolo é quello del pareggio: Mandorlini verticalizza per Cucchi, che arriva solo davanti a Terraneo per poi servire in sospetta posizione di fuorigioco il suo compagno Altobelli a porta vuota, che non perdona e fa 1-1 (per il centravanti 3+4+4 reti finora…a primavera ne conteremo 9+4+6) al 29′ mentre al 30′ esce l’infortunato Virdis per Carotti facendo passare i suoi al 4-5-1 con il neo-entrato in mediana con lo scopo di rinforzare la zona nevralgica del campo. Tassotti tiene in apprensione la difesa nemica costringendo Zenga al miracolo verso il 35′ distendendosi a sinistra, al 36′ bordata di Di Bartolomei deviata a destra dal portiere e uscita ancora perfetta di Zenga su Hateley, servito di testa da Wilkins in area al 37′ mentre al 40′ Altobelli manda a lato di destro sul secondo palo saltando secco la coppia Galli-Tassotti (fin lì quasi perfetta)…poi tocca a Rossi essere ancora pericoloso, quando trova il petto di Zenga a negargli il gol del 2-1 su pallonetto da fuori area al 45′.

Un punto a testa

Nella ripresa il primo pericolo arriva al 54′, con Brady che si incunea nella difesa nemica per poi incrociare a lato di sinistro e poi non succede più nulla di concreto fino al 60′, quando Mandorlini lancia Cucchi in profondità e Terraneo lo stende nella lunetta dell’area rischiando l’espuslione ma venendo graziato dall’arbitro friulano Agnolin (di Bassano del Grappa) ma la conclusione di Brady finisce altissima prima che Altobelli colpisca di testa trovando la parata di Terraneo ancora su cross di Marangon. Al 65′ ecco l’1-2: Rummenigge, servito da Brady, si inserisce in area venendo arpionato da Di Bartolomei e l’arbitro comanda rigore, che Brady realizza incrociando di sinistro e spiazzando il portiere (per lui sono già 2 gol dopo quello contro il Napoli insieme a uno in coppa nazionale e uno in UEFA…alla fine ne conteremo 3+2+3, tutti su rigore); il Milan non ci sta a perdere e pareggia al 69′: Wilkins batte dalla destra, Cucchi respinge fuori area e Di Bartolomei tira al volo ma Rossi intercetta sulla traiettoria per poi segnare di sinistro in posizione regolare un gol molto simile al 3-2 dell’Italia contro il Brasile il 5 luglio 1982, decisivo per farci andare andare a giocare la semifinale del mondiale (per “Pablito” questi saranno gli unici 2 timbri in maglia rossonera oltre a quello contro l’Empoli al ritorno in Coppa Italia). Al 77′ gran parata a terra di Zenga su destro di Di Bartolomei da dentro l’area mentre all’84’ Evani manda alto di sinistro da fuori area in un finale in cui dominano le mischie, i falli e i contrasti prima che Rummenigge si faccia ammonire per proteste all’87’ dopo un fallo su Icardi. Al triplice fischio la sentenza é inequivocabile: il derby n.198 di Milano si chiude 2-2 e il pari mancava, in campionato, da Inter-Milan 2-2 del 17 marzo 1985 mentre in Coppa Italia era terminata 1-1 Milan-Inter del 26 giugno seguente intanto che la graduatoria recita Juventus 21 punti; Napoli 18; Inter, Milan 15; Torino 14; Fiorentina, Roma 13; Avellino 12; Sampdoria, Udinese 11; Atalanta, Pisa, Verona 10; Bari 8; Como 7; Lecce 6…tutto ancora da fare e ancora tanto da giocare.

Delusione per tutti

A fine stagione l’Inter strapperà l’ultimo posto in Coppa UEFA arrivando sesta mentre il Milan chiuderà al settimo posto (32-31) intanto che a marzo Silvio Berlusconi rileverà i rossoneri dal curatore Rosario Lo Verde, subentrato al fuggitivo Giuseppe Farina (scappato a gennaio in Sudafrica dopo vari guai giudiziari a seguito dei quali il club ha rischiato il fallimento portando i libri in tribunale)…sul fronte della Coppa Italia il cammino milanista terminerà agli ottavi contro l’Empoli (batosta 1-0 in Toscana e pari 1-1 a Milano) mentre i nerazzurri arriveranno fino ai quarti perdendo solo contro i futuri campioni della Roma (pesante 2-0 nella capitale e inutile vittoria 2-1 in casa)…in Coppa UEFA, invece, se il destino dei milanisti vedrà la loro fine agli ottavi contro lo Zulte Waregem semifinalista (dopo l’1-1 in Belgio arriverà una pesante rimonta per 1-2 in casa che costerà 2 gare di squalifica allo stadio di Milano per i disordini scatenati dal pubblico, adirato con la società), la strada interista sarà lunga fino alle semifinali, dove il Real Madrid, poi vincitore, rimonterà 5-1 ai supplementari in casa dopo aver per 3-1 in Italia (dopo la semifinale di Coppa dei Campioni nel 1981, i quarti di finale di Coppa delle Coppe 1983, la semifinale di Coppa UEFA 1985, sarà la quarta volta su 4 che i madridisti estrometteranno i meneghini da una coppa europea, e sempre fra diverse polemiche). Termina qui il viaggio-lampo nella storia del derby milanese, adesso si deve solo scendere in campo per vedere il confronto n.233 fra queste 2 compagini…che inizi lo spettacolo!

Il tabellino

MILAN-INTER 2-2

MILAN (4-4-2): Terraneo; Icardi, Galli, Tassotti, Maldini; Evani (cap.), Di Bartolomei, Wilkins, Hateley; Rossi, Virdis (30′ Carotti). A disposizione: Nuciari, Russo, Mancuso, Macina. Infortunati: Baresi F., Bortolazzi. Scelta tecnica: Manzo, Spelta. Allenatore: Liedholm.

INTER (5-3-2): Zenga; Bergomi, Collovati, Mandorlini, Ferri, Marangon L.; Cucchi, Brady, Baresi G. (cap.); Rummenigge, Altobelli. A disposizione: Lorieri, Pellegrini, Minaudo, Rivolta, Nunziata. Infortunati: Fanna, Tardelli, Marini. Scelta tecnica: Bernazzani. Allenatore: Corso.

ARBITRO: Agnolin di Bassano del Grappa.

MARCATORI: 5′ Rossi (M); 29′ Altobelli (I), 65′ rig. Brady (I); 69′ Rossi (M).

NOTE: Ammonito Rummenigge (I) per proteste all’87’.

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