MILAN-INTER…-1 GIORNO, 24 APRILE 1988: UNA RINCORSA INDIAVOLATA

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MILANO – E’ la primavera del 1988: George Bush diventa presidente degli USA, dopo 10 anni finisce la guerra fra Iraq e Iran, fra agosto-settembre si disputeranno le olimpiadi di Seul…

Intanto, però, siamo alle battute finali della stagione calcistica e dell’ultimo campionato di Serie A con determinate norme: dal prossimo anno si potranno tesserare non più 2 ma 3 stranieri e le giornate diverranno 34 dopo essere state 30 per circa 3 decenni permettendo così di vedere solo 2 retrocessioni alla fine dell’annata in questione.

Per la XXVII° giornata le gare di maggiore importanza sono Verona-Napoli con i veneti già salvi ma gli azzurri sono in lotta selvaggia per la vetta ad almeno +3 sulle inseguitrici, Sampdoria-Juventus come spareggio Uefa e, soprattutto, Milan-Inter poiché è il derby di Milano ma anche per il fatto che i milanisti sono in piena rimonta sul Napoli mentre gli interisti si stanno giocando la zona coppe sperando anche di vendicare la sconfitta all’andata su autorete di Ferri dopo appena 4 giri di lancetta: gli ingredienti sono tutti quelli di una grossa sfida, conoscendo pure le opposte scuole di Sacchi con Trapattoni (zona spregiudicata in pieno stile olandese avverso al controgioco di mentalità puramente italiana) oltre al fatto che i presidenti Berlusconi e Pellegrini saranno regolarmente in tribuna ad onorare i propri ragazzi della propria presenza come spinta supplementare.

Di 75.000 presenti solo 15.000 sono nerazzurri e ciò si noterà da subito attraverso lo spettacolo di inizio match intanto che Longhi guida Baresi II°, Altobelli e i loro compagni ad entrare sul rettangolo di gioco (tra cui annoveriamo ben 8 nazionali italiani ai prossimi europei: Maldini, Baresi II° stesso, Donadoni, Ancelotti contro Zenga, Ferri, Bergomi, ancora Altobelli; 1 nazionale olandese come Gullit e il belga Scifo con l’argentino Passarella); le formazioni ricalcano perfettamente le tattiche dei CT…4-4-2 zonista e offensivo che diverrà, paradossalmente, 4-3-3 nella ripresa per i padroni di casa contro il 5-4-1 tramutatosi in 5-3-2 con marcature a uomo più sparagnine possibili per gli ospiti:

[G.Galli;

Tassotti-F.Galli-Baresi II° (cap.)-Maldini;

Donadoni (63° VanBasten)-Colombo-Ancelotti-Evani;

Virdis-Gullit (84° Massaro)]

da una parte e 

[Zenga;

Bergomi-Mandorlini-Ferri-Passarella-Baresi I°;

Minaudo-Scifo-Fanna (71° Piraccini)-Ciocci (46° Serena);

Altobelli (cap.)].

Premesso il fatto che sul taccuino dei cattivi ci finirà solo Passarella durante le battute iniziali, probabilmente vi sono stati pochi confronti, all’ombra del duomo, in cui la superiorità sia stata così evidente non tanto sul piano del risultato quanto del gioco espresso…per tutto il primo tempo, l’Inter non arriverà mai all’area di rigore avversaria venendo accerchiata dal Milan in una manovra avvolgente fatta di trappola del fuorigioco e possesso palla esasperato concluso da lanci millimetrici sul filo delle linee avversarie riducendo la mossa del doppio libero (Mandorlini e di nuovo Passarella) inserita dal “Trap” ad un totale buco nell’acqua pure sul piano delle marcature: corre il 43° quando Evani riceve una palla alta sulla fascia sinistra, converge verso la porta e serve con una finta smarcante Gullit sul filo dell’off-side, che non ci pensa su e trafigge con un bolide sotto la traversa da posizione defilata l’estremo difensore dell’Italia: 1-0 e tutti a prendere un tè caldo a discapito della stagione.

Al ritorno in campo Serena rileva Ciocci permettendo a “Spillo” bomber di agire più largo ma la partita non è mai in discussione e al 53° ancora il centrale argentino dei biscioni commette una leggerezza decisiva dopo l’ammonizione rimediata nei primi 45 minuti: rinvia la sfera addosso a Virdis al limite dei 15 metri facendoselo scappare ed a quel punto è un gioco da ragazzi, per l’attaccante sardo, saltare Zenga e depositare il 2-0 di piatto destro a porta sguarnita che chiude i giochi con più di mezz’ora ancora da vivere appena 2 rintocchi in anticipo rispetto al pareggio del Verona a discapito dei partenopei; nel finale “il profeta di Fusignano” non accetta di contenersi e decide di buttare dentro VanBasten con Massaro sperando che dal Veneto non giungano ulteriori novità.

Al triplice fischio i 60.000 diavoli a “San Siro” sono in festa: il Milan, a 7 giorni dallo scontro diretto a Napoli, è a -1 dalla vetta mentre l’Inter vede sempre più complesso l’accesso alle coppe.

Appena 3 settimane dopo si tireranno le somme: Sacchi e i suoi torneranno a vincere lo scudetto dopo 9 annate davanti ai napoletani per 45 punti a 42 aggiungendo anche il trionfo nella I° storica edizione della Supercoppa Italia contro la Sampdoria nell’agosto successivo deludendo, però, in Coppa Italia con l’eliminazione negli ottavi contro l’Ascoli ai rigori mentre Trapattoni si dovrà accontentare di un V° posto che sa di fallimento oltre a mollare la coppa nazionale in semifinale contro i futuri campioni della Sampdoria…comune il destino in Coppa Uefa: eliminazione ai sedicesimi per il Milan (unico momento in cui Sacchi rischierà l’esonero per la poca disponibilità dei suoi ragazzi ma potendo contare sulla totale fiducia del duo Berlusconi-Galliani…a posteriori i dirigenti fecero la mossa più indovinata confermando il tecnico a costo di mettere giocatori con le spalle al muro: il mister restava e se a loro non stava bene la porta di Milanello sarebbe stata sempre spalancata per chi voleva essere ceduto) e agli ottavi per l’Inter ma contro il medesimo avversario: l’Espanyol.

Il futuro del “derby della madonnina” continuerà a regalare tutte queste emozioni? Chi può saperlo…

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