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Mou cambia i ruoli. Ma non è la prima volta…

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La Roma ha vinto la sua terza gara consecutiva attraverso un calcio che rispecchia le idee e la mentalità del proprio allenatore. Un gioco umile, a volte attendista ma molto efficace. Ci sono giocatori che seppur giocando fuori ruolo stanno rendendo molto più di quel che ci si aspettava. Il portoghese non è nuovo a modificare la posizione di alcuni giocatori. Questi “esperimenti” a volte hanno trasformato radicalmente la carriera dei calciatori. Pensiamo ad esempio a Sergio Ramos, che sotto la guida dello Special One ha cambiato ruolo: lo spagnolo da terzino diventa centrale, molti a Madrid inizialmente non sono convinti, ma il tempo è galantuomo e non c’è bisogno di ulteriori aggiornamenti sulla carriera dell’attuale centrale del PSG. Da ricordare anche l’impiego di Eto’o nell’anno del triplete con l’Inter. Il camerunense vantava un curriculum ricco di trofei e prestazioni stellari come punta centrale, Mourinho lo vede sulla fascia, il numero 9 ammaliato dal carisma del suo allenatore accetta e non solo gioca più lontano dalla porta, ma corre e si sacrifica fino ad arrivare quasi a fare il terzino.

In questa Roma in piena emergenza lo Special One sta modificando vari ruoli, le cose sono ben diverse rispetto a poche settimane fa.

Difesa

Il rientro di Smalling si rivela fondamentale per costruire le basi di una difesa solida e ben coordinata. L’esperienza e lacapacità di lettura del difensore inglese sono fondamentali per l’intera fase difensiva giallorossa. Mancini e Ibanez non possono far altro che beneficiare di una guida del genere. Anche Karsdorp sembra più a suo agio, infatti la difesa sembra un tre e mezzo e l’olandese non è costretto a spingere e sovrapporsi per tutta la partita, come invece era richiesto nel 4-2-3-1.

Centrocampo

Il centrocampo è il reparto che ha subito più cambiamenti. I due mediani del 4-2-3-1 sembravano essere in difficoltà, soprattutto in fase di contenimento, dove fare il filtro risultava sempre più difficile. Le assenze di Villar, Cristante, nell’ultima giornata anche Veretout per squalifica e dalla prossima anche Pellegrini per infortunio hanno costretto Mourinho ad adattare qualcuno fuori ruolo. La soluzione più logica sembrava poter essere Niccolò Zaniolo, visto il suo passato da mezz’ala nelle giovanili, oppure lasciare spazio a qualche giovane. Invece lo Special One ha individuato in Mhkitaryan e Carles Perez le caratteristiche più adatte in quel ruolo. Entrambi sono giocatori d’attacco che sono sembrati un po’ appannati in fase offensiva, ma risultano ideali in fase di costruzione grazie alla loro qualità nel palleggio. Inoltre, essendo abituati ad attaccare gli spazi sanno come inserirsi e come scambiare il posto con gli attaccanti. El Sharawy è libero di esprimersi sulla fascia e creare superiorità in attacco. Grazie alla sua tecnica, la squadra spesso lo incarica come regista iniziale dell’azione, Ibanez si appoggia frequentemente a lui che ha il compito di verticalizzare.

Attacco

La novità qui è senza dubbi Zaniolo. Il 22 sembra essere il partner d’attacco ideale per Abraham. Abraham è l’attaccante fisico in grado di fare sponde e Zaniolo la seconda punta in grado di gestire e ripartire le seconde palle. Entrambi sanno decentrarsi, puntare l’uomo sulla fascia, hanno le abilità in palleggio per venire in mezzo al campo e giocare con la squadra, sono letali in campo aperto grazie alla loro velocità ma anche in grado di scardinare difese più arroccate grazie alla loro tecnica. Il goal contro il Torino ci dimostra che quando si mettono in verticale ed eseguono movimenti complementari le difese avversarie non sanno più che atteggiamento assumere. Quando Mhkitaryan conduce palla al piede Zaniolo è posizionato dietro Abraham, mentre l’armeno avanza, Niccolò taglia l’area in diagonale da destra a sinistra portando via l’uomo che era sulla traiettoria di passaggio di Abraham. Il numero 9 a questo punto può concludere facilmente in rete.

La gara del Dall’Ara

La trasferta di Bologna sarà una sfida molto simile a quella con il Toro. Entrambe le squadre hanno in panchina un tecnico molto preparato e attento alla cura dei dettagli. Sia i granata che i rossoblù hanno a disposizione un centrocampo in grado di inserirsi e degli attaccanti rapidi in grado di puntare l’uomo. Barrow dovrà essere contenuto sulle fasce e Arnautovic non dovrà essere messo nelle condizioni di giocare di sponda. Il Bologna attacca in maniera corale ed è molto bravo a sfruttare tutta l’ampiezza del campo. Servirà la miglior Roma sia sul piano tecnico che mentale.

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