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NAPOLI-LAZIO…-3 GIORNI, DOMENICA 22 NOVEMBRE 2009: TUTTO RESTA UGUALE

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NAPOLI – Siamo ormai giunti nella stagione più calda del 2009: il freddo si fa sempre maggiore spazio intanto che la crisi economica diventa sempre più profonda colpendo anche molte potenze europee e nelle scuole italiane si fanno verifiche con compiti a valanga in vista della fine del 1° quadrimestre.

Il calcio italiano, come anche tutto il resto della nostra società, sta scontando grossi problemi a livello finanziario e il movimento si è impoverito a livelli che non si vedevano più da almeno 40 anni: per la 13a giornata di Serie A, ad esempio, di match importanti ce ne stanno solo 2, e oltretutto riguardano gare di prestigio solo guardando al passato…l’anticipo del sabato alle 20,45 Fiorentina-Parma 2-3 assieme a Napoli-Lazio della domenica alle 15,00. Proprio dalla Campania arrivano le premesse migliori del weekend: i padroni di casa vengono da 5 risultati consecutivi in cui hanno conquistato 7 punti (8 totali) negli ultimi scampoli di match a partire dall’inizio della gestione Mazzarri (subentrato a Donadoni dopo la sconfitta con la Roma per 2-1 il 4/10) e hanno mantenuto l’imbattibilità a Napoli intanto che i biancocelesti di Ballardini non portano a casa i 3 punti dal 31/8, quando espugnarono casa del Chievo per 1-2 alla 2a giornata; al “San Paolo” sono circa 50.000 i presenti, ma il settore ospiti è vuoto da un anno: il 31/8/2008, alla 1a di campionato, ci fu un Roma-Napoli 1-1 dai cui scontri scaturirono un anno di squalifica per tutte le trasferte a danno degli azzurri e inasprirono violentemente le restrizioni per consentire alle tifoserie rivali di andare a vedere le partite nel capoluogo campano… all’interno dello stadio ci sono anche i presidenti De Laurentiis e Lotito, che in quegli anni stavano facendo un grande lavoro al fine di far guadagnare maggiore “importanza” ai rispettivi club nei palazzi federali: un lavoro che darà i suoi frutti in modo evidenti circa un decennio dopo, i quali stanno cercando di capire come l’arbitro mantovano Saccani gestirà la sfida.

Nei 6 precedenti disputati da quando il Napoli era risalito in massima lega l’estate del 2007, il bilancio parla di 3 vittorie biancocelesti, 2 pareggi, 1 sola gioia azzurra (in trasferta): dal 2007/08 i napoletani non riescono a bloccare sul pari i laziali a casa propria. Sappiamo, inoltre, che il campo è più che buono malgrado il freddo, solo parzialmente attenuato da un gran sole, ma invece non sono buone le condizioni delle formazioni: i partenopei devono fronteggiare le assenze dell’ala mancina squalificata Aronica, del centravanti Hoffer escluso per scelta tecnica, i difensori Santacroce, Zuniga…tutti infortunati come il mediano Montervino; Mazzarri ha il suo bel da fare ma, alla fine, conferma il 3-4-2-1 (3-4-1-2 nel secondo tempo e poi 3-5-1-1 per l’ultimo quarto d’ora) delle ultime uscite

[De Sanctis;

Campagnaro-P.Cannavaro (cap.)-Rinaudo;

Maggio-Pazienza (70′ Denis)-Gargano-Zuniga (59′ Datolo);

Hamsik-Lavezzi;

Quagliarella (75′ Cigarini)]

al confronto del 4-3-2-1 (poi diverrà un 5-4-1 a rombo con Baronio vertice basso, Zarate vertice alto, Brocchi e Mauri a coprire le fasce per non scoprirsi troppo) scelto da Ballardini per fronteggiare le assenze dei difensori Siviglia, Scaloni e dei centrocampisti Ledesma, Matuzalem, Dabo (2/3 della mediana titolare ad eccezione dell’ultimo)… tutti rallentati da noie fisiche

[Muslera;

Radu-Cribari (70′ Diakitè)-Stendardo-Kolarov;

Brocchi-Baronio (cap.)-Mauri;

Foggia (57′ Lichtsteiner)-Zarate;

Cruz].

A fare parte della nazionale italiana, campione del mondo in carica, ai prossimi mondiali sudafricani di giugno e luglio, ci sono De Sanctis, Maggio, Quagliarella e verranno eliminati ai gironi in seguito al 3-2 rimediato dall’esordiente Slovacchia di capitan Hamsik senza dimenticare che farà una buona figura pure la Svizzera di Lichtsteiner anche se uscirà nella fase a gruppi (saranno gli unici a battere la Spagna futura vincitrice) assieme alla Serbia di Kolarov o l’Uruguay di Muslera e Gargano, che si piazzerà 4° dietro a Spagna, Olanda, Germania al netto dei non qualificati Zuniga (Colombia), Radu (Romania) o effettivi che verranno scartati nei ritiri di preparazione tipo gli argentini Lavezzi e Cruz.

Da subito si capisce che entrambe fanno molto bene filtro a centrocampo pressando il giusto ma è il Napoli ad offendere per primo, forte dell’entusiasmo ritrovato anche nei suoi sostenitori: al 7′ Pazienza si abbassa per ricevere da Rinaudo e si gira lanciando su Maggio, che anticipa Kolarov sullo scatto venendo fermato solo dal miracolo in uscita di Muslera che salva alla disperata inchiodando lo 0-0 prima che Saccani inizi ad ammonire a tutto spiano per gli interventi irregolari del medesimo Pazienza, seguito da Mauri, Cruz e le proteste di Zarate, tutti entro la mezz’ora, nonché a ridosso del probabile rigore non dato per l’opposizione con il gomito alto da parte di Campagnaro su tiro-cross con il destro a rientrare dalla sinistra di Zarate nell’unica altra occasione di 45 minuti fin troppo tattici.

Alla ripresa, mentre si susseguono i gol su tutti gli altri campi (la Roma batte 3-0 il Bari dal 28′ con tripletta di Totti, il Milan conduce 3-2 sul Cagliari, per esempio), i mister iniziano a mischiare le carte inserendo, rispettivamente, Datolo per Zuniga e Lichtsteiner al posto di Foggia… proprio dalla prima discesa di Datolo nasce l’occasione con cui Quagliarella manda fuori di poco incornando con la testa dal limite dell’area poco dopo che Stendardo si era fatto ammonire per un fallo su Lavezzi e il giro dei cambi continua vedendo entrare Denis per Pazienza, facendo passare il Napoli al modulo con 3 punte oltre ad Hamsik spostato in mediana a fare il regista arretrato proprio quando Diakitè rimpiazza l’infortunato Cribari precedendo l’innesto di Cigarini per Quagliarella con il fine di rimettere Hamsik a suggerire sulla trequarti insieme allo scatenato Lavezzi. Siamo ormai al 75′ quando, sugli sviluppi di una punizione battuta da Zarate sulla destra, Rinaudo prende per i capelli Cruz prima di assestargli un maldestro schiaffo e buttarlo a terra portando Saccani a redarguire entrambi pur senza conseguenze disciplinari; sulla ripartenza Denis serve in profondità Lavezzi, che supera in velocità Stendardo per poi crossare verso il versante opposto, dove arriva Hamsik a calciare di mancino al volo pur mandando la sfera troppo alta… capitan Cannavaro rimedia il cartellino stendendo Zarate in contropiede e, proprio allo scadere, lo scatenato Zarate combina corto da corner con Brocchi, che serve Diakité (sorpreso in proiezione offensiva in modo davvero inedito) al limite dell’area facendogli tentare la “sforbiciata” di destro bloccata prontamente da De Sanctis in allungo sulla propria destra; le scintille fra Gargano e Radu nel finale del recupero, che frutteranno il provvedimento per ambo i contendenti, fa da corollario al triplice fischio che sancisce il più classico degli 0-0, giustissimo per quanto visto sul terreno di gioco e che sarà pure l’unica sfida priva di timbri in tutto il pomeriggio. Il Napoli si prende un punto che gli consente di continuare a muovere la classifica sfruttando il fatto che la corsa alle coppe veda coinvolte tante compagini in pochi punti mentre la Lazio salva, almeno, la faccia pur continuando a restare al 17° posto, a pari punti con il trio Atalanta-Bologna-Livorno, appena 6 lunghezze sul Siena ultimo nonché 3 sul Catania e si tiene l’incoraggiante dato di non aver subito reti per la prima volta dopo 5 incontri.

A fine anno il Napoli deterrà il record di 13 punti ottenuti nei minuti di recupero e sarà il miglior club in tale speciale graduatoria, giungerà 6° alle spalle di Inter, Roma, Milan, Sampdoria, Palermo ma getterà la basi per un futuro decisamente migliore pur dovendo digerire l’amarissimo boccone di uscire negli ottavi di finale di coppa nazionale causa il 3-0 incassato in casa della Juventus (poi eliminata ai quarti dai futuri vincitori dell’Inter); la Lazio, dopo aver visto in faccia lo spettro della retrocessione fino a 6 giornate dalla conclusione, si accontenterà di un 12° posto fin troppo insoddisfacente, arrivato tramite gare molto “strane” e di cui si sentirà parlare l’anno successivo nell’ambito di vicende giudiziarie che coinvolgeranno anche il mondo delle scommesse, calcolando il fatto che la stagione era iniziata con la vittoria della 3a Supercoppa Italia a frutto dell’1-2 a danno dell’Inter… a questo vanno aggiunte pure le brutte batoste in Coppa Italia tramite il 3-2 subito in Toscana dalla Fiorentina nei quarti da detentori della competizione (pure i viola saranno estromessi dall’Inter in semifinale… con il senno di poi Napoli-Lazio sarebbe potuta essere il penultimo turno prima della finale di Roma) in insieme al 3° posto nel girone di Europa League, al termine del quale passeranno Salisburgo e Villareal a discapito del Levski Sofia in compagnia della medesima Lazio.

Il cammino di avvicinamento a Napoli-Lazio ha regalato già emozioni sufficienti malgrado le incongruenze del caso: che adesso si lasci parlare solo il terreno di gioco per poi tirare tutte le conclusioni.

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