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NAPOLI-ROMA…-2 GIORNI, DOMENICA 28 FEBBRAIO 2010: ALTRA RIMONTA AZZURRA

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NAPOLI – Siamo ancora in piena stagione invernale quando il Carnevale 2010 é trascorso da appena 2 settimane, da appena 2 giorni é uscito nei cinema europei il film “Invictus” (ambientato nel Sudafrica del 1995 con Morgan Freeman nel ruolo di Nelson Mandela e Matt Damon a recitare il ruolo di Francois Pienaar, capitano del Springboks futuri campioni del mondo di rugby contro la temutissima Nuova Zelanda guidata da Jonah Lomu: un successo che, secondo i più, contribuì in maniera decisiva a riunificare il paese fra bianchi e neri dopo il terribile ventennio dell’Apartheid) e in Italia ormai si parla solo di crisi economica non riuscendo neanche a trovare svago nella tv o nello sport, ridotto ai minimi storici sotto tutti gli aspetti mentre in Europa Inghilterra, Spagna, Germania la fanno da padrone soprattutto nel calcio.

Un calcio scadente ma con molti gol

Siamo alla giornata di Serie A n.26, che si rivelerà ricchissima di emozioni, e mentre gli anticipi sono stati Catania-Bari 4-0 (4′ Ricchiuti, 40′ Llama, 81′ Morimoto, 91′ Martinez) alle 18 e Lazio-Fiorentina 1-1 (7′ Siviglia; 91′ Keirrison) alle 20,45, il posticipo domenicale corrisponderà a Juventus-Palermo 0-2 (60′ Miccoli, 81′ Budan) ma il piatto forte sono le 7 partite previste per le 15 di domenica: Udinese-Inter 2-3 (2′ Pepe; 6′ Balotelli, 21′ Maicon, 46′ Milito; 52′ rig. Di Natale), Milan-Atalanta 3-1 (30′ e 41′ Pato; 56′ Valdés; 61′ Borriello), Parma-Sampdoria 1-0 (54′ Zaccardo), ChievoVerona-Cagliari 2-1 (34′ De Paula; 51′ Astori; 78′ Granoche), Genoa-Bologna 3-4 (8′ Suazo; 11′ Buscè; 18′ Sculli; 28′ Adailton; 37′ Suazo; 56′ e 79′ rig. Adailton), Livorno-Siena 1-2 (10′ rig. Lucarelli; 80′ Calaiò; 91′ Maccarone)…sapendo che la classifica di inizio turno era Inter 55 punti; Roma 50; Milan 48; Juventus 41; Napoli, Palermo, Sampdoria 40; Cagliari e Genoa 38; Fiorentina 34; Bari e ChievoVerona 32; Parma 30; Bologna 28; Lazio 25; Catania e Udinese 24; Livorno 23; Atalanta 21; Siena 17.

Napoli-Roma, il fascino ritrovato

Veniamo ora a quello che suona, assieme a Lazio-Fiorentina, come la contesa più interessante della giornata: Napoli-Roma, una sfida che aveva fatto la storia del calcio italiano nella seconda metà degli anni ’80…dopo tanti anni di difficoltà e dopo appena 3 anni dal ritorno degli azzurri in massima serie (retrocedettero nel 2001 per poi fallire e tornare solo nel 2007), questa partita rivede una cornice di pubblico ideale con più di 60.000 spettatori ma con il settore ospiti chiuso e la trasferta vietata ai romanisti del Lazio (saranno meno di 100 i sostenitori giallorossi che raggiungeranno il capoluogo campano e mimetizzarsi nelle tribune senza essere riconosciuti per paura di avere problemi) soprattutto nel periodo della cosiddetta “Tessera del tifoso” che provocherà violente rivolte fra il 2007-13. Il presidente Aurelio De Laurentiis é al suo posto in tribuna a poca distanza dalla massima autorità giallorossa Rosella Sensi (all’epoca consigliera federale) mentre ad arbitrare c’é quello considerato uno dei migliori direttori di gara del momento da noi, ovvero il bolognese Nicola Rizzoli. Per quanto riguarda il campo sappiamo che queste sono 2 squadre che hanno cambiato in corsa il tecnico per poi dare una accelerazione decisiva al loro cammino: la Roma ha chiuso il suo rapporto con Luciano Spalletti (portato a dimettersi) all’indomani di Roma-Juventus 1-3 fissata per il 31 agosto alla seconda giornata scegliendo di puntare su Claudio Ranieri (romano e romanista) mentre il Napoli ha licenziato Roberto Donadoni in seguito proprio a Roma-Napoli 2-1 dell’andata, in cui era andata in scena la rimonta firmata da Totti dopo il vantaggio di Lavezzi al settimo turno selezionando quindi Walter Mazzarri; da lì in avanti gli azzurri hanno incamerato 8 vittorie (2-1 col Bologna, 1-0 a Firenze, 3-2 in casa juventina, 3-2 col Bari, 2-0 col Chievo, a Bergamo, a Livorno e 1-0 con la Sampdoria), 9 pari (2-2 col Milan, 1-1 a Parma, 0-0 a Catania, con la Lazio, il Palermo, il Genoa, l’Inter, a Siena senza escludere il pirotecnico 3-3 di Cagliari) e solo la sconfitta per 3-1 a Udine del 7 febbraio con tripletta di Di Natale raccogliendo ben 10 punti negli ultimi minuti (2-1 al Bologna, 1-0 a Firenze, 2-2 col Milan segnando 2 reti nel recupero, ribaltone 3-2 in casa della Juventus nell’ultima mezz’ora, 3-2 col Bari, 3-3 a Cagliari) ma il gol in casa non arriva proprio dall’1-0 con la Samp dell’ultima d’andata (71′ Denis) e da lì solo 3 “X” a reti bianche senza dimenticare che il 13 gennaio era anche arrivata l’eliminazione in Coppa Italia agli ottavi per 3-0 sul terreno della Juventus (in precedenza c’erano state la vittoria 3-0 con la Salernitana e l’1-0 al Cittadella)…la Roma, da parte sua, da dopo l’arrivo di Ranieri, ha incamerato appena 3 battute di arresto consecutive (2-1 in rimonta in terra milanista, 0-1 con il Livorno e 2-1 a Udine) ma prima c’erano state le vittorie a Siena per 2-1 al 90′, il 3-1 con la Fiorentina, i pareggi per 3-3 a Palermo e 1-1 a Catania agguantati alla fine, il 2-1 col Napoli appunto e dopo la ripresa dalle 3 sconfitte ecco 9 vittorie casalinghe consecutive (2-1 al Bologna, 3-1 al Bari, 1-0 alla Lazio al 79′, 2-0 al Parma, 1-0 al Chievo, 3-0 al Genoa, 2-1 al Siena nel finale, 4-1 al Palermo, 1-0 al Catania) sommate a 3 pareggi in trasferta (1-1 in casa interista, 0-0 sul terreno doriano, 2-2 a Cagliari) oltre ad altri 3 trionfi lontano dall'”Olimpico” (2-1 a Bergamo, 2-1 in ribaltone negli ultimi minuti a Torino sponda bianconera e 1-0 a Firenze) ma con la maggiore soddisfazione di aver racimolato ben 8 lunghezze in “Zona Cesarini” (1-0 nel derby, 2-1 in Piemonte, 2-1 col Siena, 1-0 a Firenze…le ultime 3 consecutive fra seconda e quarta di ritorno). Il neo della stagione capitolina, però, é comunque quello di un’eliminazione in coppa al pari di quella azzurra dalla competizione nazionale: appena 3 giorni prima (giovedì 25 febbraio) il Panathinaikos ha espugnato la capitale per 3-2 (stesso risultato maturato in Grecia) estromettendo la truppa di Ranieri ai sedicesimi di Europa League mentre in Coppa Italia é stata già archiviata la semifinale d’andata vinta 2-0 con l’Udinese in casa e il ritorno (perso poi 1-0 con espulsione di Cassetti nel finale) andrà in scena ad aprile.

Nazionali e infortunati

Mercoledì 3 marzo ci sarà anche l’ultima sosta delle nazionali prima del mondiale in Sudafrica che partirà venerdì 11 giugno (primo torneo nel “continente nero”) e l’Italia di Marcello Lippi ospiterà il Camerun facendo 0-0 a Montecarlo avendo nelle sue file Maggio, Quagliarella e De Rossi a cui si aggiungerà De Sanctis in estate, quando andremo fuori ai gironi da ultimi pur essendo campioni del mondo in carica ma rimediando appena 2 punti a frutto dell’1-1 con Paraguay, Nuova Zelanda e la batosta 3-2 con la Slovacchia capitanata da Hamsik…per quanto riguarda gli stranieri, invece, lo stesso Hamsik uscirà agli ottavi per 2-1 con l’Olanda, carnefice poi del Brasile di Doni, Juan, Baptista ai quarti con lo stesso risultato per poi fare fuori in semifinale per 3-2 l’Uruguay di Gargano, finito quarto perdendo sempre 3-2 con la Germania la finale di consolazione avendo anche battuto l’Argentina di Burdisso 4-0 ai quarti (Campagnaro, Lavezzi saranno scartati solo nel raduno pre-torneo); a distanza di anni ci si chiedese fossero stati convocati altri reduci del 2006 come Perrotta o nuove leve a livello di Paolo Cannavaro e Marco Motta, se le cose sarebbero andate in modo diverso per noi, ma intanto rimane l’amarezza insieme al ricordo di aver visto il colombiano Zuniga, il norvegese Riise, il montenegrino Vucinic mancare pure la qualificazione intanto che fra gli esclusi figuravano pure l’argentino Denis con il francese Mexes. Il Napoli, stavolta, ha pochi problemi di formazione: per infortunio stanno fuori solo gli stopper Grava e Santacroce oltre all’ala mancina Dossena e il 3-4-2-1 é quello previsto mentre la Roma deve fare fronte a diverse assenze e per la prima volta Ranieri sceglie di cambiare modulo non in base agli indisponibili ma anche vedendo il nemico che ha davanti…invece del 4-4-2 o del 4-5-1 sempre in linea si opta per il 3-5-1-1 in cui non ci sono il portiere titolare Julio Sergio e la seconda riserva Artur, il terzino Tonetto, il regista titolare Pizarro e il tandem offensivo titolare Totti-Toni (che tanta fortuna diede anche ai mondiali di Germania 4 anni prima).

I padroni di casa spingono ma gli ospiti tengono bene

Subito al 1′ vediamo che Lavezzi, tornato titolare e a giocare in casa dopo 7 giornate, batte un corner dalla sinistra per Rinaudo, che svetta ma manda fuori di testa, al 4′ punizione di Gargano che crossa in area trovando la spizzata di Mexes in favore di Rinaudo, il quale effettua un tiro-cross di destro ma Doni spedisce oltre la traversa per poi bloccare in uscita sulla spizzata di capitan Cannavaro verso Maggio sul successivo angolo di Lavezzi; al 6′ Maggio scende sulla destra, serve Pazienza, il cui lancio arriva sulla testa di Hamsik ma il tiro é ancora fuori sulla sinistra di Doni. La Roma esce al 10′ per la prima volta, quando Taddei converge dalla destra servendo Vucinic e il bomber slavo spara di destro trovando la gran respinta di De Sanctis a terra sulla destra; al 14′ gran destro di Lavezzi dai 30 metri con Doni sicuro a bloccare, al 16′ risposta romanista con Riise che gioca su Baptista ma il destro del brasiliano dalla sinistra viene ancora intercettato da De Sanctis senza difficoltà ma al 40′ altra gran palla del Napoli con Lavezzi che sfida Juan all’uno contro uno sulla destra per poi scaricare su Hamsik, il cui destro a giro si spegne alla destra di Doni prima che al 42′ Lavezzi scagli al volo di destro ancora fuori un gran lancio di Hamsik e al 43′ tentativo di rovesciata col destro da parte di Quagliarella ma Juan lo ostacola d’esperienza facendogli svirgolare di destro e mandare alto ma il primo tempo non é ancora finito, con Lavezzi che crea superiorità numerica al 45′ scoccato servendo poi ancora Quagliarella sul filo del fuorigioco in modo da permettergli di effettuare il traversone di sinistro verso Maggio, il quale schiaccia di testa essendo scoordinato e mancando il gol sul palo opposto (il destro) di pochissimi centimetri avendo anche preso in controtempo Doni in una prima frazione dove c’erano state pure le ammonizioni di Aronica per aver steso Riise e Juan con Motta (rispettivamente fallo a danno di Lavezzi e Pazienza).

Non é finita fino al fischio di chiusura

Ranieri, vedendo la sua squadra in difficoltà intanto che l’Inter vince 3-1 in rimonta e il Milan conduce 2-0, la Samp sta 0-0 e il Genoa é avanti 3-2, lascia la sua squadra con gli stessi effettivi modificando l’assetto verso il 5-4-1 in linea (Motta-Burdisso-Mexes-Juan-Riise, Taddei-De Rossi-Perrotta-Vucinic, Baptista) e, paradossalmente, l’idea si rivela più che giusta, visto che i suoi compattano ancora di più riuscendo a dare meno sbocchi agli avversari intanto che Lavezzi effettua un gran cross basso di destro al 49′ e Baptista risponde con un altro bel destro parato da De Sanctis al 51′; al 57′ ecco il primo episodio che cambia le carte in tavola: Taddei scambia con Baptista, il quale sfida Campagnaro venendo steso in area e Rizzoli fischia rigore, con Baptista stesso che segna lo 0-1 incrociando alto di destro malgrado De Sanctis avesse intuito (peri il brasiliano é il terzo gol stagionale dopo quello del 3-1 con la Triestina in Coppa Italia, del raddoppio nel 4-1 col Palermo 2 turni addietro e poi risegnerà di nuovo nello 0-2 a Bologna a marzo: 3+1+0 dopo i 9+0+2 dell’anno trascorso). 0-1 dunque, ma a questo punto ecco un altro momento che fa discutere, quando capitan De Rossi perde una palla in uscita facendosi anticipare da Pazienza, il quale lancia nello spazio verso Quagliarella e quest’ultimo viene toccato da Juan da dietro sul piede destro ma Rizzoli opta per l’ammonizione all’attaccante azzurro dicendo che é simulazione; al 62′ altro colpo di testa di Quagliarella terminato alto su angolo di Lavezzi prima che Denis rimpiazzi Pazienza al 64′ facendo passare i suoi al 3-4-3 a rombo (Campagnaro-Cannavaro-Rinaudo, Gargano, Maggio-Aronica, Hamsik, Lavezzi-Denis-Quagliarella) ma al 66′ ecco quello che sembra il sigillo finale sulla sfida: Motta scende sulla destra servendo Baptista, che allunga per Taddei e l’ala crossa dall’altra parte su Vucinic, il quale stoppa al volo di petto per poi calciare a giro rasoterra lo 0-2 da dentro l’area bruciando sul tempo Campagnaro oltre che con De Sanctis immobile (per Vucinic sono 6+2+3 al momento ma a fine anno si conteranno 14+2+3, senza contare che, in maglia romana, é la sua seconda firma consecutiva nel capoluogo campano a seguito del tris nello 0-3 del 25 gennaio 2009, la prima di ritorno dell’anno passato). A questo punto Mazzarri toglie anche il suddetto Campagnaro, reo di avere sulla coscienza ambo i gol subiti, e inserisce Zuniga per passare ad un 3-4-3 ancora più offensivo e tentare l’assalto finale (Rinaudo-Cannavaro-Aronica, Gargano, Maggio-Zuniga, Hamsik, Lavezzi-Denis-Quagliarella) ma al 73′ Denis spedisce di nuovo fuori alla sinistra di Doni incornando un gran pallone di Maggio dando l’impressione che ormai non ci sia nulla da fare e la prima sconfitta stagionale in casa stia per arrivare…impressione smentita al 74′, quando Vucinic perde ingenuamente una palla sulla trequarti facendosela togliere da Rinaudo, il quale avanza e tocca largo sulla sinistro verso Denis, che di mancino al volo incrocia sul palo opposto riaprendo tutto a un quarto d’ora dalla fine (per lui é la quarta rete dopo quelle col Milan, a Parma e con la Samp…a conti finali diremo che ha segnato 5 volte, visto che punirà pure il Chievo in trasferta fra 3 mesi, ma il dato interessante é che 3 di queste saranno giunte dalla panchina: quelle con Milan, Doria, Roma e quindi le più decisive). Ranieri capisce che ora va solo difeso il risultato e toglie Baptista per inserire Faty in modo da lasciare la difesa invariata ma spostando Perrotta a sinistra con Taddei a destra mentre il nuovo entrato imposta e De Rossi spezza il gioco nemico guidando una squadra ormai chiusa a riccio: Mazzarri non sta a guardare e mette Cigarini per Rinaudo all’81’ optando per il 4-2-1-3 estremo (Maggio-Cannavaro-Aronica-Zuniga, Cigarini-Gargano, Hamsik, Lavezzi-Denis-Quagliarella)…all’82’ lancio in area di Zuniga per Denis ma la sua sponda finisce al lato facendo capire che il Napoli non molla, Napoli che pareggia proprio al 90′, quando Cannavaro lancia dalla difesa oltre la linea arretrata della Roma con Denis che stoppa in aria di destro carambolando con il petto di Mexes ed ottenendo il rigore da parte di Rizzoli, un rigore che le moviole giudicheranno non esserci ma che sa molto di compensazione per quello non dato a Quagliarella prima consentendo ad Hamsik di fare 2-2 dal dischetto nello stesso identico modo di Baptista e nonostante Doni avesse toccato (per lo slovacco é il nono timbro su 12 annuali e fine di un digiuno che durava da Napoli-Chievo 2-0 del 20 dicembre…inoltre stiamo parlando di un giocatore che ai romanisti aveva già fatto male nel primi 2 confronti su 3 giocati nella capitale dal 2007 in modo da regalare ai suoi ben 2 pareggi). Nel recupero Vucinic verrà fermato tentando l’incursione solitaria in area mentre al 92′ Zuniga manda alto di sinistro al volo da cross di Maggio mentre al 94′ De Rossi é decisivo nel respingere un mancino a colpo sicuro di Denis destinato in rete ma al triplice fischio é 2-2 con il tempo pure di qualche ruggine fra Aronica e gli avversari…la Roma torna a pareggiare nel capoluogo campano, per giunta con lo stesso risultato, per la prima volta da domenica 10 giugno 2001, alla penultima di campionato (poi Roma-Parma 3-1 sancì il tricolore), visto che poi aveva battuto i partenopei 0-3 negli ottavi di Coppa Italia di mercoledì 8 dicembre 2005 (al ritorno vittoria 2-1) prima dello 0-2 del di domenica 9 marzo 2008 e lo 0-3 del 25 gennaio 2009; il Napoli si gode l’undicesimo punto negli ultimi minuti e l’ennesima rimonta data da una reazione di un gruppo che non molla mai a cominciare dal tecnico e che ancora oggi viene ricordato con immutato affetto dal suo pubblico. La classifica adesso é Inter 58 punti, Milan 54, Roma 51, Palermo 43, Juventus e Napoli 41, Sampdoria 40, Cagliari e Genoa 38, ChievoVerona e Fiorentina 35, Parma 33, Bari 32, Bologna 31, Catania e Udinese 27, Lazio 26, Livorno 23, atalanta 21, Siena 20…per la Roma la distanza dalla vetta si fa tanta malgrado una già grande rimonta, mentre il Napoli é sempre in zona Europa, ben oltre i suoi obiettivi: tutto é ancora in gioco e le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo.

Primavera di gioia partenopea e tristezza capitolina

Domenica 16 maggio 2010 il Napoli certificherà il suo ritorno in Europa League 2 anni dopo l’ultima volta grazie al sesto posto avuto dietro a Inter, Roma, Milan, Sampdoria, Palermo ottenendo ben 13 lunghezze nel finale (record stagionale con 59 punti complessivi) con la consapevolezza che gli anni bui delle retrocessioni o dei fallimenti siano ormai passate mentre la Roma giungerà solo seconda alle spalle dell’Inter per 82-80 fra mille rimorsi per gare buttate via proprio come quella di Napoli fra errori propri o degli arbitri dovendo anche piangere la perdita della Coppa Italia nella finale casalinga di mercoledì 5 maggio (0-1 timbrato da Milito al 40′) sempre contro i nerazzurri (poi vincitori del “triplete” ottenendo pure la Champions League) che strapperanno la Supercoppa Italia ai “lupi” per 3-1 in rimonta (21′ Riise; 41′ Pandev, 70′ Eto’o, 80′ Eto’o) sabato 21 agosto 2010. Termina qui il “review” di Napoli-Roma, con l’auguri odi aver preannunciato al meglio la sfida più bella del giorno di Pasquetta, in cui Luciano Spalletti, ora tecnico del Napoli, ritroverà il suo passato dopo la trasferta dell’andata essendo immerso nella lotta a quel tricolore che sulle rive del Tevere inseguì per ben 4 anni ormai lontani senza mai riuscire ad conquistarlo malgrado indiscussi meriti.

Il tabellino

NAPOLI-ROMA 2-2

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro (67′ Zuniga), Cannavaro (cap.), Rinaudo (81′ Cigarini); Maggio, Pazienza (64′ Denis), Gargano, Aronica; Hamsik, Lavezzi; Quagliarella. A disposizione: Iezzo, Rullo, Bogliacino, Hoffer. Infortunati: Grava, Santacroce, Dossena. Allenatore: Mazzarri.

ROMA (3-5-1-1): Doni; Burdisso, Mexes, Juan; M. Motta, Taddei, De Rossi (cap.), Perrotta, Riise; Vucinic; Baptista (76′ Faty). A disposizione: Lobont, Andreolli, Cassetti, Brighi, Cerci, Menez. Infortunati: J. Sergio, Artur, Tonetto, Pizarro, Totti, Toni. Allenatore: Ranieri.

ARBITRO: Rizzoli di Bologna.

MARCATORI: 58′ rig. Baptista (R), 66′ Vucinic (R); 75′ Denis (N), 90′ rig. Hamsik (N).

NOTE: Ammoniti Aronica (N) e Juan (R), Motta (R) per gioco falloso; ammonito Quagliarella (N) per simulazione.

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