Il ct non vede la sfida di Monaco come un’amichevole: “Dopo la sconfitta con l’Inghilterra daranno il massimo, ma nessuna paura. Preferisco che sia così”
MONACO DI BAVIERA – “Giocheremo contro i migliori, con massimo rispetto ma senza alcuna paura. Il risultato dell’ultima amichevole della Germania (ko interno con l’Inghilterra, ndr) non ci favorisce. Troveremo una squadra con il livello massimo di attenzione, una Nazionale arrabbiata, determinata, molto concentrata, però io preferisco che sia così perchè abbiamo scelto test con squadre top proprio per metterci alla prova e capire dove siamo”. Antonio Conte presenta la partita contro i campioni del mondo, questa sera a Monaco di Baviera, facendo finta che non si tratti di una amichevole, ma di un test decisivo per gli Europei del prossimo giugno in Francia. “Sono partite importanti per vedere le risposte di alcuni ragazzi molto giovani che hanno poca esperienza internazionale, sarà un test significativo come lo è stato quello con la Spagna – ha spiegato Conte – Sappiamo di confrontarci con i migliori, faremo la nostra partita con grande rispetto e senza paura. Questa è l’ultima amichevole che ho a disposizione per fare certe valutazioni su ragazzi che si stanno affacciando per la prima volta a partite di questo livello, penso che sia importante testarli proprio per vedere che tipo di risposte danno. E’ facile esaltare un giocatore dopo una prestazione, ma c’è bisogno di conferme, io cerco quelle perchè tra un mese e mezzo dovrò fare la lista dei convocati e per me sarà importante avere risposte domani così come le ho avuto contro la Spagna”.
Insomma, ancora i giochi per ottenere la convocazione sono aperti, anche sel il ct ammette: “E’ inevitabile che una buona base ci sia già, ma un certo numero di posti deve ancora essere assegnato, dovrò fare delle valutazioni che farò in questa amichevole e da qui alla fine del campionato, ma è chiaro che un’idea precisa ce l’ho già”. Tanti complimenti dopo la gara con la Spagna, ma Conte non dimentica certe critiche. “Se basta la prestazione contro la Spagna a far cambiare idea sull’Italia, vuol dire che chi prima dava certi giudizi non capisce di calcio”, è la frecciata.
Conte si è anche soffermato sui singoli, spiegando alcune scelte: “La convocazione di Thiago Motta non è stata dettata dall’emergenza, quando hai un giocatore come lui che è un titolare nel Psg che deve giocare i quarti (di Champions League, ndr), ha già vinto lo scudetto ed è un elemento importante la domanda che mi sono posto è ‘perché non vederlo personalmente e capire se ha le caratteristiche che possono sposarsi con la nostra idea? Ha giocato con la Spagna, vedremo se giocherà domani. Anche Jorginho non è una chiamata d’emergenza, è quello che ha detto il campionato così come per Bernardeschi. E’ inevitabile che avrei voluto testare alcuni giocatori prima di queste due partite, volevo rendermi conto di cosa offriva il panorama del campionato. Alla fine ho dovuto fare un riassunto, tornando indietro penso sia stato un peccato non aver avuto la possibilità di averli tre giorni”, ha concluso Conte, con riferimento ai mancati stages da lui richiesti in più occasioni.
Presente in sala stampa anche Giovanni Trapattoni, ex ct azzurro ed ex tecnico del Bayern, e oggi nelle vesti di commentatore Rai. “Ingiusto essere giudicato da risultati, ma il calcio è così”, ha detto il Trap a Conte che ha replicato: “Mister, lei ha ragione, noi allenatori siamo giudicati sulla base dei risultati e non è giusto: ma questo è il calcio. Guardate Lippi: ha vinto il Mondiale, poi quattro anni dopo è uscito al primo turno e nessuno si è ricordato del 2006…Quanto alla mia Italia, non so cosa faremo, ma qualunque risultato otterremmo so che avremo dato il massimo”. Nessuna possibilità di ripensamento dopo l’addio all’azzurro: “La mia scelta non dipende dal risultato se sarà positivo o negativo, ma dal fatto di voler tornare ad allenare. Proprio oggi facevo una riflessione, domani abbiamo questo appuntamento importante, poi per due mesi sarò libero, potrò dedicarmi alla famiglia. Rimpiangerò questi momenti di libertà, ma il problema è che alla fine è una scelta voler tornare a lavorare e avere il contatto quotidiano con il campo e i calciatori e farli crescere a livello di mentalità, è questa la cosa che mi è mancata di più e che mi ha spinto a prendere questa decisione”.
