Batum e coach Clifford promuovo l’azzurro, sesto uomo degli Hornets partiti 4-1. Il francese: “Quando Jordan mi ha chiesto cosa pensavo di Marco gli ho detto di portarlo subito qui”. Il tecnico: “Sono da sempre un suo tifoso. La difesa? Se uno sa giocare, con l’aiuto dei compagni sa pure difendere…”
NEW YORK — Marco Belinelli, instancabile girovago dell’Nba (7ª squadra in 10 stagioni), è come se avesse trovato una nuova famiglia. Nella sua mente rimane indelebile il bellissimo ricordo delle due stagioni trascorse a San Antonio con la conquista del titolo, il primo e per ora l’unico da parte di un italiano. Dice Marco: “San Antonio sta su un livello altissimo, ho vissuto lì qualcosa di straordinario. Ma se c’è una squadra che più le si avvicina, anche dal punto di vista organizzativo, questa è Charlotte. Mi intendo benissimo con coach Clifford, con Nic Batum, che mi somiglia pure un po’ caratterialmente: uno che non parla molto, ma si fa sentire. Per quanto riguarda il gioco ci vorrà ancora del tempo per trovare il collante con il gruppo. Ma sono già a buon punto”.
INSERIMENTO — La partita contro i Nets di venerdì sera non è stata la migliore, 2 punti (con 1/6) in 21′. Ma il suo impatto con gli Hornets è già tangibile: una presenza sul parquet di 25′ di media, un paio di ottime gare. Batum dice: “E’ ben inserito, ha già imparato i movimenti, conosce il suo ruolo. Gli ho dato un consiglio: Sii te stesso, perché è ciò di cui abbiamo bisogno” In un certo senso, un team è proprio come una famiglia e il giocatore come uno dei figli che ha bisogno di sentirsi amato e benvoluto. Beli spiega: “Gli Hornets mi hanno cercato tanto e questo ti fa sentire bene. Ci avevano provato a portarmi a Charlotte già l’anno scorso prima che mi accordassi con Sacramento, ma poi qualcosa non aveva funzionato. Questa volta per fortuna ce l’abbiamo fatta”. E Batum, rivale del Beli in tante battaglie con le nazionali e in Eurolega, rivela: “Quando MJ (sì, Michael Jordan, il patron degli Hornets ndr) mi ha chiesto che cosa pensavo di Marco, gli ho risposto: “Vai e portalo qui”. Ottimo giocatore, ha fatto grande esperienza in squadre forti, ha vinto un titolo con gli Spurs. Significa aver giocato in partite importanti, dove ogni tiro pesa tonnellate. Sono davvero felice che sia arrivato: bello avere con noi un altro europeo”.

