Successo inaspettato per i Bucks nel primo turno di playoff, grazie a uno strepitoso Antetokounmpo. Vittoria di Utah a Los Angeles contro i Clippers, beffati all’ultimo secondo
TORONTO-MILWAUKEE — I Bucks strappano un inaspettato successo in gara 1 del primo turno di playoff sui Raptors. Antetokounmpo domina con 28 punti (13/18 al tiro), 8 rimbalzi e 3 assist. Ma non è solo. Il rookie Brogdon (16) è un veterano già alla prima gara in postseason mentre Monroe asfalta Valanciunas. Toronto crolla in un disastroso secondo tempo: 17% dal campo con l’1/12 da 3. DeRozan (27) non può nulla, abbandonato dal compagno di backcourt Lowry (4 punti col 2/11 dal campo), assente ingiustificato del match.
LA PARTITA — Che fosse una serata speciale per Antetokounmpo lo si capisce già dai primi minuti. Giannis mostra i muscoli attaccando con rabbia il ferro, la sua specialità. Milwaukee mette subito il naso avanti. Il pitturato diventa la casa dei Bucks. Valanciunas soffre le braccia lunghe di Maker e la presenza fisica di Monroe. In apertura di seconda frazione The Greek Freak sfonda già il muro del +10. I Raptors, però, trovano la scintilla che li riporta in carreggiata. Ibaka (19+14) e DeRozan trascinano nel break di 11-2 per il vantaggio che tocca il +5. Poi il buio. Alla ripresa i Bucks chiudono la saracinesca in difesa. I tantissimi errori della squadra di Casey (3/18 dal campo nella terza frazione) permettono agli avversari di correre e trovare fluidità. Alle incursioni del solito Antetokounmpo si aggiungono le triple di Brogdon e Snell. Il risultato è il 52% al tiro che permette a Milwaukee, in apertura di 4° periodo, di fuggire definitivamente. I Raptors rispondono al parziale di 8-0 per il +14 avversario con 3 sanguinose palle perse. Il silenzio del Canada Center è spezzato solo dall’urlo di Giannis che festeggia troppo energeticamente (soprattutto secondo gli arbitri che lo puniscono con un tecnico) per il jumper del +19 e la stoppata che cancella DeRozan e il suo tentativo di layup a 1’46” dalla fine.
MILWAUKEE: Antetokounmpo 28 (13/18, 2/5 tl), Brogdon 16, Monroe 14; rimbalzi: Monroe 15; assist: Middleton 9.
LOS ANGELES-UTAH — I Clippers perdono gara 1 a Los Angeles 95-97, contro Utah, alla Clippers. Nel modo più beffardo possibile: con un canestro di un eterno Joe Johnson, all’ultimo secondo, favorito da un rimbalzo rocambolesco della spicchia che non concede ai padroni di casa il tempo per la replica. Un Paul gigantesco da 25 punti, 11 assist, 7 rimbalzi e 3 palle rubate non è bastato ai ragazzi di Rivers, tradito una volta di più dal supporting cast, con Griffin e Jordan primi imputati. E non è bastato agli angelini nemmeno l’infortunio di Gobert al ginocchio sinistro al primo possesso della partita. Resto della serie per lui appeso al filo dei risultati della risonanza magnetica cui è stato sottoposto nella notte americana (i primi riscontri parlano di “iper-estensione, non di lesioni sostanziali). Coach Snyder ha dato una lezione di “small ball” a Rivers, cui è mancato il figlio Austin, fuori causa anche per gara 2: dalla panchina i Clips hanno avuto pochissimo. Utah ha imposto e vinto una gara a basso punteggio, fondata su esecuzione e gioco di squadra. I lunghi presunti primi violini di LA hanno steccato, una volta di più.
LA PARTITA — Gobert finisce per terra alla prima azione, dopo un contatto con Mbah a Moute. Ma Utah non va nel panico, nemmeno quando Griffin e Jordan si fanno sentire a rimbalzo offensivo. Per i cultori della materia, intanto, è imperdibile la sfida tra Pierce e Diaw, che si fronteggiano a colpi d’esperienza. Una schiacciata di Favors vale il sorpasso ospite sul 39-38. Poi 52 pari all’intervallo. I Clips pagano la partenza falsa di Redick (3 punti e 4 palle perse dopo 24’), mentre Paul, a metà gara già con 10 assist, si è dedicato a fare segnare i lunghi. Utah trascinata da un super Johnson, che fa valere l’esperienza, già a quota 14 punti dalla panca. Poi 74-70 Jazz dopo 36’, con la gara che vogliono: non concedendo agli atleti avversari canestri facili in campo aperto. Gli 8 punti di Paul nel quarto tengono a galla i Clips. Con 10’ da giocare Jazz +7. Speights allora porta il mattoncino alla causa come ai tempi della “Forza nei numeri”, da Warrior. Ma Jordan si becca un fallo tecnico per una protesta inaccettabile con la gara sul filo, per un fallo peraltro dubbio fischiato ai suoi danni. La maturità sportiva per il centro è obiettivo più complicato che segnare i tiri liberi. Paul fa di tutto, inarrestabile sui due lati del campo, per tenere i suoi in partita. Segna 10 punti di fila. Sino al -1. I primi punti di Griffin nel 4° quarto, dalla lunetta – è scomparso sul più bello dopo una partenza promettente -, valgono il -1 Clips sul 93-94, con 23” da giocare. Palla Jazz. Favors spedito di proposito in lunetta. Fa uno su due. Con 19” da giocare Los Angeles ha la palla per pareggiare o vincere. Paul pareggia. Ma segna troppo presto. E il vecchio, eterno, Iso Joe (iso sta per isolamento) allo scadere, vince la partita col tiro in penetrazione a bersaglio sulla sirena.
LOS ANGELES CIPPERS-UTAH JAZZ 95-97
LOS ANGELES: Griffin 26 punti, Paul 25, Jordan 10. Rimbalzi: Jordan 15. Assist: Paul 11.
UTAH: Johnson 21, Hayward 19, Hill 16. Rimbalzi: Hayward 10. Assist: Diaw 6.
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