A Bologna pareggio in rimonta per i biancocelesti. Decisivo il ritorno del bosniaco: “Ora pensiamo alla Juve”. E si vendica degli sfottò: “Al 26 maggio non c’è rivincita”
Stavolta è il caso di farsela, la famosa domanda: un punto guadagnato o due persi? Perché a Bologna si sono viste due Lazio diverse: inguardabile nel primo tempo, chiuso sul 2-0, bellissima nella ripresa, con la rimonta che ha portato al 2-2 finale. E nell’ultimo quarto d’ora, in almeno un paio di occasioni, la Biancoceleste è andata vicina al terzo gol. Non è riuscita a segnarlo, ecco perché Pioli non può essere soddisfatto: «Se giochiamo come nella prima frazione non andiamo da nessuna parte. Se invece ci ripetiamo ai livelli della ripresa, allora possiamo guardare con ottimismo al futuro».
Servirà lavorare soprattutto su quei “maledetti” 15 minuti iniziali, in cui la Lazio ha subìto 7 reti su 29 in questo campionato: «Chiederò spiegazioni ai ragazzi — continua Pioli — perché ne avevamo parlato: siamo la squadra ad aver preso più gol in questo spicchio di partita, mentre il Bologna è quella ad averne segnati di più. Per questo avevo chiesto un atteggiamento aggressivo da subito, invece sul calcio d’inizio siamo stati capaci di passarla indietro fino a Berisha». Furioso, in particolare, con i suoi centrali difensivi Mauricio e Hoedt, rimproverati duramente nel corso nei primi 45 minuti.
Poi nell’intervallo le sostituzioni hanno cambiato la partita: «Per riprendere una gara così servivano giocatori di qualità e personalità: Klose e Lulic lo sono». Si è visto: prima il bosniaco serve il tedesco in occasione del fallo da rigore (realizzato da Candreva) ed espulsione di Masina; poi i ruoli si invertono ed è proprio Lulic su assist di Miro a firmare il gol del pareggio: «Per come si era messa la gara — dice l’eroe del 26 maggio — questo è un punto guadagnato. Dobbiamo ripartire dalla reazione del secondo tempo». Al rientro dopo lo stop per l’incidente in palestra in cui ha rischiato di perdere due dita, il bosniaco ha risposto agli sfottò (di dubbio gusto) dei tifosi romanisti: «Ho notato che da parte loro c’è ancora rammarico per il derby di Coppa Italia. Visto come è andata, dico che c’è ricrescita, ma non rivincita».
