I padroni di casa giocano la partita perfetta, con Durant (33 punti) e Westbrook (30) assoluti protagonisti. I campioni in carica tirano male e Green perde la testa: fallo antisportivo, ora rischia di saltare gara-4 per squalifica
NEW YORK — Adesso per i campioni in carica si fa dura. Oklahoma City produce una prestazione che rasenta la perfezione in gara-3 e prende il controllo di una serie che si sta complicando maledettamente per la squadra capace di vincere 73 partite durante la regular season. Il terzo match della finale della Western Conference esalta l’atletismo dei Thunder. Okc non sbaglia nulla a livello offensivo, riesce a partire spesso e volentieri in contropiede e trova il canestro con una facilità disarmante soprattutto nel secondo e nel terzo quarto. I Warriors si complicano la vita attaccando in modo troppo frenetico una volta che il match inizia a complicarsi. Fatica soprattutto un irriconoscibile Draymond Green, il quale incappa anche in un Flagrant 1 nel secondo quarto, quando colpisce con un calcio Steven Adams nelle parti basse: potrebbe addirittura costargli una squalifica in gara-4.
CHE INIZIO — Si parte e il match prende subito una piega che preoccupa Steve Kerr. Okc impone il proprio ritmo alla gara e Russell Westbrook riesce a partire in contropiede, facendo male alla difesa dei Warriors. Trova subito ritmo in attacco anche Kevin Durant. Golden State prova a rispondere con i canestri dal perimetro degli “Splash Brothers”, un rapido parziale di 15-3 però allontana i padroni di casa. Con l’ingresso di Iguodala i campioni in carica riescono a tornare sotto ma Okc in attacco è letteralmente devastante e all’inizio del secondo quarto si rimette a correre. Bogut pareggia i conti (40 pari) a 8’37’’ dal riposo, ma l’illusione per Steve Kerr dura poco. I Thunder, infatti, alzano il ritmo e Golden State si mette a forzare in attacco. Ne viene fuori un break di 17-1, condito dagli 11 errori consecutivi al tiro dei Warriors, che regala a Oklahoma City il più che confortevole 72-47 a fine primo tempo.
FALLACCIO — Green a metà secondo quarto, dopo aver subito fallo, rifila un calcione all’inguine di Adams (difficile capire quanto volontario, ma proprio su questo punto si baserà martedì la discussione negli uffici della Nba che potrebbe anche portare alla sospensione del giocatore in gara-4), ricevendo così un Flagrant 1. Golden State perde la bussola e non riesce più a tornare in carreggiata, commettendo errori in serie nei minuti finali della seconda frazione. Green, in particolare, chiude un primo tempo da incubo con 1/8 al tiro, troppe giocate cervellotiche e un incredibile -31 di +/-.
SUL VELLUTO — Nel terzo quarto le cose non cambiano, anzi Oklahoma City riesce perfino a fare meglio (cosa per nulla facile) in attacco. Westbrook e Durant sono devastanti, producono anche Dion Waiters ed Enes Kanter e Okc tocca addirittura l’incredibile +41 a 1’18’’ dalla fine della terza frazione. Steve Kerr riporta in panchina i suoi titolari e inizia già a pensare alla fondamentale gara-4. L’ultimo quarto diventa quindi una passerella per i padroni di casa. Al caldissimo pubblico della Chesapeake Energy Arena così non resta che tributare applausi a scena aperta ai Thunder durante il lunghissimo “Garbage Time”.
Oklahoma City Thunder – Golden State Warriors 133-105
Oklahoma City: Durant 33 (9/12, 1/3), Westbrook 30. Rimbalzi: Kanter 12. Assist: Westbrook 12.
Golden State: Curry 24 (4/6, 3/11), Thompson 18. Rimbalzi: Rush 7. Assist: Livingston, Clark, Iguodala, Curry, Green 3.
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