Blocco Juve in difesa e poco altro: Conte costretto a un Europeo da outsider. Attacco «spuntato» e nessun fuoriclasse. Allarme De Rossi, problemi al tendine
Un’Italia tutta da inventare. Per Antonio Conte non arrivano buone notizie: si è fermato anche Daniele De Rossi. Problema al tendine d’Achille per il centrocampista della Roma, che si è sottoposto agli accertamenti del caso. Il club giallorosso invierà un proprio fisioterapista per aiutare il ragazzo a gestire il problema.
La nuova formazione italiana gravita intorno al talento giallorosso: gli infortuni di Marchisio e Verratti, l’esclusione di Pirlo e la mancanza di un trequartista convincente non danno troppe alternative al tecnico salentino. Difesa e contropiede: non c’è altra alternativa. L’unico punto di forza sembra essere il reparto difensivo, dove il blocco juventino dà ampie garanzie. Barzagli, Bonucci e Chiellini davanti al capitano Buffon hanno la giusta esperienza per affrontare al meglio l’Europeo. Ma le certezze si fermano qui. Gli altri reparti sono quasi da inventare, vuoi per gli infortuni, vuoi per la mancanza di talento che da tempo ha attanagliato il calcio italiano. De Rossi è l’unico punto fermo della mediana, Jorginho è salito in corsa sul torpedone azzurro, unicamente per le defezioni di Marchisio e Verratti; c’è Montolivo, ma non è al meglio, il laziale Parolo all’occorrenza può garantire quantità, ma in fatto di esperienza internazionale non può essere un punto fermo. Sugli esterni, Florenzi e Darmian possono avere qualche carta in più, col romanista avvezzo a giocare in Europa e l’ex torinista forte dell’esperienza vissuta a Manchester.
È innegabile che il reparto in maggior sofferenza è quello offensivo, che fatica a trovare un punto di riferimento certo; nel periodo d’oro a cavallo tra gli anni 90 e il duemila i commissari tecnici avevano il problema del trequartista, nel senso che faticavano a scegliere tra fenomeni di livello assoluto: Baggio, Zola, Mancini, Totti, Del Piero, tanto per citarne qualcuno e farsi ancor più male. All’occorrenza venivano schierati come seconda punta, per arricchire ancor più un fronte d’attacco che poteva già contare sui vari Casiraghi, Signori, Vieri e Inzaghi.
Al prossimo Europeo tutto graverà sulle spalle di Graziano Pellè, costretto a fare la valigia per trovare un minimo di considerazione. Candreva ed El Shaarawy potranno essere delle buone ali, ma difficilmente potranno affermarsi come stoccatori. Le alternative sono poche, a partire da Insigne, che non ha mai convinto del tutto l’attuale ct, e che talvolta fatica a trovare continuità. Conte sa che difficilmente troverà un uomo in grado di risolvergli le partite, per questo punterà tutto sull’organizzazione di squadra e su una condizione fisica che potrebbe alla lunga fare la differenza. Le italiane sono uscite presto dalle competizioni europee e lo scudetto è stato assegnato con due mesi d’anticipo: forse, l’aver speso poche energie fisiche e mentali potrebbe essere positivo.

