Il tecnico italiano riparte dopo lo storico trionfo in Premier dell’anno scorso: “È stato tutto fantastico, ora si volta pagina. L’Europa brucia energie: perderemo qualche partita, lì si vedrà la nostra reazione”
LONDRA – Claudio Ranieri ha lasciato il segno anche nel vocabolario calcistico. L’impresa straordinaria compiuta dal Leicester nell’ultima stagione inglese ha inventato un neologismo. Islanda e Galles stupiscono tutti agli Europei? Miracoli “alla Leicester”. Il Lincoln di Gibilterra supera il Celtic nell’andata del secondo turno preliminare di Champions? Una storia “alla Leicester”. Il 2 maggio pare ieri, ma sono invece trascorse undici settimane dal pareggio del Tottenham sul campo del Chelsea e dalla conquista matematica del titolo da parte delle Foxes, il primo di 132 anni di storia.
Il prossimo campionato in Italia sembra già assegnato.
“La Juve in questo momento corre da sola. Solo Napoli e Roma possono in teoria contrastarla, ma bisogna attendere la fine del mercato. Le milanesi stanno vivendo un’estate di profondi cambiamenti a livello societario e in questo momento sono in seconda fila”.
“La Juve in questo momento corre da sola. Solo Napoli e Roma possono in teoria contrastarla, ma bisogna attendere la fine del mercato. Le milanesi stanno vivendo un’estate di profondi cambiamenti a livello societario e in questo momento sono in seconda fila”.
La squadra che la intriga di più?
“Il Sassuolo. Mi auguro che superi i preliminari di Europa League. Il Sassuolo potrebbe diventare il Leicester italiano. Mi fa pensare all’Udinese di qualche anno fa, con una differenza filosofica di base. A Udine puntavano sui giovani stranieri, mentre a Sassuolo stanno seguendo la via italiana e questo percorso potrebbe dare una scossa all’intero movimento nazionale”.
“Il Sassuolo. Mi auguro che superi i preliminari di Europa League. Il Sassuolo potrebbe diventare il Leicester italiano. Mi fa pensare all’Udinese di qualche anno fa, con una differenza filosofica di base. A Udine puntavano sui giovani stranieri, mentre a Sassuolo stanno seguendo la via italiana e questo percorso potrebbe dare una scossa all’intero movimento nazionale”.
Il Leicester vero?
“Il concetto base è quello di ripartire da zero. Abbiamo vinto il titolo, è stato bello e fantastico, abbiamo compiuto un’impresa forse irripetibile, ma ora si volta pagina. Se all’inizio della scorsa stagione i bookmaker quotavano 5000/1 le nostre possibilità di titolo, stavolta si parte da 6000/1. L’obiettivo di partenza è la soglia dei quaranta punti per salvarsi. Poi, una volta centrato il traguardo, alzeremo l’asticella. Arrivare tra le prime dieci. L’Europa League. Un posto in Champions. E magari conquistare un trofeo tra i cinque che in cui giocheremo: Supercoppa, campionato, FA Cup, Coppa di Lega e Champions. La scaletta è questa. Passo dopo passo”.
“Il concetto base è quello di ripartire da zero. Abbiamo vinto il titolo, è stato bello e fantastico, abbiamo compiuto un’impresa forse irripetibile, ma ora si volta pagina. Se all’inizio della scorsa stagione i bookmaker quotavano 5000/1 le nostre possibilità di titolo, stavolta si parte da 6000/1. L’obiettivo di partenza è la soglia dei quaranta punti per salvarsi. Poi, una volta centrato il traguardo, alzeremo l’asticella. Arrivare tra le prime dieci. L’Europa League. Un posto in Champions. E magari conquistare un trofeo tra i cinque che in cui giocheremo: Supercoppa, campionato, FA Cup, Coppa di Lega e Champions. La scaletta è questa. Passo dopo passo”.
La paura?
“La Champions è un’avventura affascinante, ma brucia tesori di energie, soprattutto mentali. Potrà capitare di perdere qualche partita in più e lì si misurerà la nostra capacità di reazione”.
“La Champions è un’avventura affascinante, ma brucia tesori di energie, soprattutto mentali. Potrà capitare di perdere qualche partita in più e lì si misurerà la nostra capacità di reazione”.
L’importanza di non aver perso Vardy?
“Enorme. Ha dato un segnale a tutti”.
“Enorme. Ha dato un segnale a tutti”.
Conte, Mourinho, Guardiola, Klopp, Wenger, Pochettino: sarà la Premier dei mostri sacri della panchina.
“Antonio e il Chelsea sono fatti per piacersi. Devono conoscersi bene e non lasciarsi spiazzare da inevitabili differenze culturali. A Londra si divertiranno.. Mourinho può diventare il nuovo Ferguson. Non resterà a Manchester ventisei anni, ma darà la sua impronta”.
“Antonio e il Chelsea sono fatti per piacersi. Devono conoscersi bene e non lasciarsi spiazzare da inevitabili differenze culturali. A Londra si divertiranno.. Mourinho può diventare il nuovo Ferguson. Non resterà a Manchester ventisei anni, ma darà la sua impronta”.

