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ROMA-JUVENTUS…-1 GIORNO, DOMENICA 10 FEBBRAIO 2002: BATISTUTA SPRECA IL MATCH-POINT

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ROMA – E’ la domenica di Carnevale del 2002 e mentre il mondo segue con apprensione la guerra fra Stati Uniti e Medio Oriente ad appena 5 mesi dall’attentato alle “Twin Towers” di New York dello scorso 11 settembre, fra Corea del Sud e Giappone si stanno ultimando i preparativi per i mondiali che prenderanno il viaggio nel periodo 31 maggio e 30 giugno (saranno i primi del nuovo millennio, i primi in Asia e gli ultimi che, ad oggi, inizieranno a maggio). Intanto la scena é tutta per il campionato di calcio, che in Italia é ancora uno dei più livellati del mondo mentre la domenica si prospetta come una delle più cruciali per le sorti della classifica: oltre al sentitissimo derby lombardo Atalanta-Brescia 0-0, lo scontro fra nobili decadute Parma-Lazio 1-0 (68′ Di Vaio), la sfida fra le ultime 2 Venezia-Fiorentina 2-0 (18′ Magallanes, 54′ Maniero) che risultano ormai spacciate malgrado ci sia quasi tutto un girone da giocare, le partite che interessano maggiormente la critica sono quelle relative all’incertissima corsa verso lo scudetto Bologna-Inter 2-1 (56′ Pecchia, 74′ Zauli; 89′ Seedorf) e soprattutto il posticipo domenicale delle 20,30 Roma-Juventus…sappiamo che prima di scendere in campo la Roma guida la graduatoria a quota 44 mentre Inter e Juventus seguono a 43 al netto di un Bologna in lotta per la Coppa UEFA con la Lazio, Atalanta, Brescia e Parma invece sono bloccate nelle sabbie mobili della salvezza.

Calendario e nazionali

Fra Roma e Juventus si prospettano scintille visto che i giallorossi sono già fuori dalla Coppa Italia per mano del Brescia (doppia sconfitta: 0-1 a Roma e 3-0 a Brescia…4-0 complessivo) mentre i bianconeri vengono dal ritorno delle semifinali dello scorso mercoledì finita 1-1 contro il Milan che gli ha consentito l’accesso alla finale contro il Parma (all’andata era finita 2-1 per i torinesi a Milano) ed entrambe hanno ancora da giocare 4 giornate su 6 nel secondo girone di Champions League. Inoltre la partita dell'”Olimpico” comincia all’insegna della tensione e dei disordini: intorno alle 19 arrivano i pullman dei tifosi juventini davanti alla “Curva Nord” ed esplode il parapiglia che porta a 5 feriti, mezzi di trasporto dati alle fiamme, sassaiole ripetute e cariche violente delle forze dell’ordine che coinvolgeranno anche un fotografo, preso a manganellate da un celerino mentre un tifoso juventino si ritroverà accoltellato alla spalla venendo costretto all’ospedale con una prognosi di una settimana e un poliziotto si ritroverà ferito ad un ginocchio; sono gli anni in cui la “triade” Moggi-Bettega-Giraudo, tutti presenti a nome del presidente Vittorio Caissotti di Chiusano e degli Agnelli, e il patron di casa Franco Sensi si stanno dando battaglia a livello politico stando schierati fra la “Confederazione del nord” contro il centro-sud (in estate Sensi si candiderà anche a presidente della Federazione ma “qualcuno” gli impedirà all’ultimo di raggiungere la carica…e la Roma si ritroverà a scontare le conseguenze in tal senso). La Juve non esce vincitrice dal campo della Roma dallo 0-1 firmato Zidane il 17 ottobre 1999: il 22 dicembre del 2000 si chiuderà 0-0 e poi la Roma viene dalla rimonta per 2-2 a Firenze mentre le vittorie casalinghe arrivano da 3 turni (1-0 al Torino, 3-2 in ribaltone con il Verona e 2-0 a danno del Piacenza…l’ultimo pari in casa fu lo 0-0 col Brescia del 19 dicembre 2001 e nessuno lo sa ancora ma la prossima settimana finirà 0-0 pure a Brescia: 4 gare senza vittorie con 4 gol subiti al prezzo di 0 fatti contro i ragazzi di Mazzone) mentre i torinesi arrivano da 7 vittorie consecutive in Serie A (l’ultimo pari fu l’1-1 in casa del Milan il 9 dicembre. E’ interessante anche il bilancio dei tanti nazionali che andranno ai mondiali della prossima estate: la Francia di Candela e Thuram, Trezeguet uscirà da ultima nel girone A insieme all’Uruguay di Guigou e Carini, Montero in favore del passaggio del turno di Danimarca e Senegal (i transalpini, campioni del mondo, d’Europa e della Confederations Cup in carica rimedieranno un pari e 2 sconfitte prendendo 3 gol senza segnare mentre i sudamericani, che non partecipavano dal 1990, arriveranno a timbrare 4 reti e a subirne 5 a frutto di 2 pari e una batosta per una qualificazione rimasta in bilico fino all’ultimo nello scontro diretto con gli africani all’ultimo turno in una rimonta per 3-3 da 3-0 per gli altri all’intervallo), l’Argentina guidata da Samuel e Batistuta sarà fatta fuori dalla Svezia e dall’Inghilterra nel gruppo E (per loro sarà la prima volta dal 1962 come per l’Uruguay mentre per la Francia dal 1966) in compagnia della Nigeria (per i biancocelesti una vittoria, un pari e una sconfitta con 2 gol fatti e 2 subiti), il Brasile di capitan Cafù vincerà il suo quinto mondiale (ad oggi l’ultimo vinto da loro e da una squadra sudamericana) battendo la Germania per 2-0 in finale a Yokohama…sul fronte degli italiani, vice-campioni d’Europa, che usciranno agli ottavi al golden gol per 2-1 dopo essere andati in vantaggio contro la Corea del Sud futura quarta a fine torneo (in una competizione in cui ci vedremo annullare 5 gol dichiaratamente regolari in 4 sfide oltre ad infortuni, squalifiche, espulsioni strategiche ed almeno 2 rigori negati ma di cui si riparlerà solo molti anni dopo, quando molti dirigenti della FIFA finiranno sotto inchiesta a vario titolo…), vediamo Antonioli, Tommasi, capitan Totti, Delvecchio, Montella insieme a Buffon, Iuliano, Zambrotta e il capitano Del Piero. Fabio Capello e Marcello Lippi, rispettivamente al terzo anno sulla panchina dei campioni d’Italia e alla prima annata con i bianconeri dopo il licenziamento dell’inverno 1999, hanno pochi problemi per le loro rispettive formazioni: il primo ha lasciato a casa lo stopper Siviglia e il regista croato Tomic oltre agli infortunati come il regista carioca Assuncao, il duttile Fuser e l’attaccante argentino Balbo ma ha scelto da molto di rinunciare al suo solito 3-4-1-2 di base intanto che il secondo non può contare sui difensori Zenoni e Tudor oltre ai bomber Amoruso e Salas (quest’ultimo si é lesionato il ginocchio e il menisco crociato anteriore a Bologna il 20 ottobre e rientrerà solo il prossimo anno).

La Roma ci prova, la Juve controbatte

E mentre volano gli sfottò fra gli 80.000 presenti (10.000 juventini almeno), l’ex fenomeno brasiliano di casa Paulo Roberto Falcao viene salutato dalla coreografia tricolore della curva di casa con l’aiuto…da subito si vede che il 3-5-1-1 dei padroni di casa é improntato all’assalto molto più del 4-4-1-1 degli ospiti: Cafù, servito da Aldair, rientra dalla destra e crossa di sinistro ma manda fuori sotto lo sguardo di Buffon, il quale si rende decisivo poco dopo respingendo un colpo di testa ravvicinatissimo di Batistuta da cross dello stesso Cafù (molto bravo a complicare la vita a Zambrotta) per poi bloccare il destro al volo di Emerson deviato da Iuliano al 7′; Candela viene ammonito per aver protestato dopo aver steso Davids da dietro sulla trequarti ma sulla punizione successiva Antonioli blocca a terra il destro innocuo di Nedved e a distanza di qualche minuto Antonioli stesso si ripete mandando in corner il destro rasoterra di potenza ancora di Nedved nato dall’ammonizione per proteste di Samuel dopo un fallo su Trezeguet da 25 metri. Cafù butta terra Nedved e si aggiunge agli ammoniti ma l’episodio chiave del primo tempo arriva al 41′, quando Iuliano, già gravato del cartellino giallo per aver fermato irregolarmente Batistuta, abbatte Cafù, lanciato sulla destra, in scivolata guadagnandosi la seconda sanzione e l’espulsione…Lippi cerca di arrivare all’intervallo ridisegnando un 4-4-1 in cui Thuram scala in mezzo con Montero e Zambrotta arretra da ala destra a terzino sinistro con Del Piero esterno destro mentre Trezeguet fa il riferimento davanti sperando negli inserimenti dei centrocampisti.

Lo 0-0 non si scalfisce

Negli spogliatoi voleranno parole grosse: Moggi e Giraudo, non si sa bene a che titolo, scenderanno a parlare con l’arbitro genovese Cesari venendo visti dal Team Manager romanista Tempestilli, che si ribellerà a questa infrazione ottenendo solo di essere espulso anche lui e avrà anche un deferimento dalla procura federale mentre i dirigenti bianconeri non avranno sanzioni ma non riceveranno i chiarimenti voluti dal direttore di gara soprattutto dopo essersi appellati alla presunta mancata espulsione di Samuel oltre a lamentare il fatto di essere arrivati allo stadio scortati da 50 poliziotti in un clima avvelenato ed intimidatorio. Alla ripresa Lippi toglie Del Piero per inserire il capitano di riserva Conte: ancora 4-4-1 ma a rombo, in cui Tacchinardi sta davanti alla difesa, Conte e Davids sulle fasce mentre Nedved rifinisce ma in avvio di secondo tempo ecco anche il giallo per Tommasi, reo di aver fermato irregolarmente Davids mentre Tacchinardi ostacolerà fallosamente Totti aggiungendosi ai cattivi…al 62′ Capello rompe gli indugi e inserisce Delvecchio per Tommasi passando al 3-4-1-2 (Cafù-Emerson-Lima-Candela in mezzo con Totti dietro a Delvecchio-Batistuta) mentre Tacchinardi esce al 64′ per Pessotto, che farà scalare i suoi verso un inedito 3-4-1-1 (Ferrara-Montero-Thuram, Pessotto-Davids-Conte-Zambrotta con Nedved sulla trequarti e Trezeguet a fare a sportellate); al 67′ il fresco Delvecchio, servito dal filtrante di Totti, entra in area dalla sinistra per poi superare Thuram e mettere la palla davanti alla porta vuota per Batistuta, che non si sa come riesce a centrare Pessotto, in recupero disperato esattamente sulla linea appoggiando la sfera di piatto sinistro addosso all’avversario. La Roma continua a premere mentre la Juve, all’81’, inserisce anche Paramatti per passare al 5-3-1 con il nuovo entrato a sinistra mentre Davids-Tacchinardi-Nedved danno diga davanti alla difesa e all’85’ rischiano ancora di capitolare: fallo di Davids su Totti dal limite sinistro dell’area di rigore e sulla punizione di Cafù, Panucci riesce a incornare appena fuori malgrado la netta trattenuta di Montero che meriterebbe anche il rigore…all’89’ mossa disperata di Capello, che butta dentro Cassano per l’esausto Cafù e tenta l’assalto con un 3-4-3 iper offensivo (Emerson davanti ai difensori con Candela a sinistra e Lima a destra mentre Totti rifinisce e Cassano va a destra, Delvecchio sta a sinistra con Batistuta finalizzatore…in panchina resterà solo l’uomo decisivo dell’anno passato: Vincenzo Montella). Al triplice fischio la Roma si gode l’imbattibilità con la Juventus dopo lo 0-2 dell’andata e il doppio pari dello scorso anno (0-0 nella capitale e 2-2 nel recupero a Torino…Lippi non ha mai vinto a domicilio della Roma: 4 pari e 2 delusioni dal 3-0 del 28 maggio 1995), si tiene la vetta a 45 punti mentre la Juve é seconda a 44 e l’Inter terza 43 punti ma la sensazione é che i giallorossi abbiano perso, specie con l’errore decisivo di Batistuta, l’occasione per ammazzare parzialmente un campionato: loro potevano andare a 47 punti mentre i sabaudi restavano a 43 punti insieme ai milanesi…mancano troppe partite e può succedere di tutto e la lotta é più viva che mai.

Conclusioni

Il 5 maggio la Juventus, vincendo a Udine per 2-0 mentre l’Inter perdeva in rimonta 4-2 in casa della Lazio e la Roma superava 1-0 il Torino in trasferta, vincerà il suo ventiseiesimo scudetto a 71 punti mentre la Roma seguirà a 70 e l’Inter a 69, avendo pure Trezeguet capocannoniere del torneo con 24 reti a pari punti con il piacentino Hubner, ma con tanti rimpianti dei romani secondi ma consapevoli di avere ugualmente una squadra all’altezza dell’anno prima (7 pari e una sconfitta in 8 trasferte contro le ultime 8: 2-2 a Venezia, 2-2 a Firenze, 1-1 a Lecce, 1-1 a Verona con l’Hellas, 1-1 a Udine, 0-0 a Brescia, 0-2 a Piacenza oltre all’1-1 a Bergamo oltre all’intero girone di ritorno senza vittorie in trasferta a parte Lazio-Roma 1-5 del 10 marzo…) oltre ad essere stati gli unici capaci di perdere meno partite degli juventini e di non perdere mai con loro (2 sconfitte contro 3); in Coppa Italia la Juve perderà in finale facendosi rimontare dal Parma (vittoria 2-1 a Torino e sconfitta 1-0 a Parma) ma vincerà la terza Supercoppa Italia il prossimo 25 agosto per 2-1; destino crudele per entrambe al secondo girone di Champions League: la Roma sarà terza dietro a Liverpool e Barcellona in un gruppo dove farà 4 pareggi oltre alla vittoria 3-0 con i catalani in casa ma perderà la sfida decisiva in cui bastava anche un pari per 2-0 in Inghilterra (grandi polemiche per Assuncao schierato all’ala destra malgrado la sua lentezza…) e alla fine chiuderà a pari punti con i britannici (7 lunghezze e una migliore differenza reti ma uno scontro diretto perso) al netto di una Juventus che si piazzerà ultima in un gruppo con Bayer Leverkusen, Deportivo La Coruna e Arsenal malgrado 7 punti su 9 in casa e 0 gol subiti, tristemente bilanciati da 3 roboanti batoste lontano dal Piemonte (doppio 3-1 e 2-0 con gli spagnoli). Fine del Roma-Juventus Review…che il Coronavirus possa non inficiare troppo insieme ad altre vicissitudini negative, questo é l’unico augurio.

Il tabellino

ROMA-JUVENTUS 0-0

ROMA (3-5-1-1): Antonioli; Panucci, Samuel, Aldair; Cafù (89′ Cassano), Tommasi (62′ Delvecchio), Emerson, Lima, Candela; Totti (cap.); Batistuta. A disposizione: Pelizzoli, Zago, Zebina, Guigou, Montella. Infortunati: Assuncao, Fuser, Balbo. Fuori per scelta tecnica: Siviglia, Tomic. Allenatore: Capello.

JUVENTUS (4-4-1-1): Buffon; Ferrara, Montero, Iuliano, Thuram; Zambrotta (81′ Paramatti), Davids, Tacchinardi (64′ Pessotto), Nedved; Del Piero (cap.) (46′ Conte); Trezeguet. A disposizione: Carini, Birindelli, Maresca, Zalayeta. Infortunati: Tudor, Zenoni, Amoruso, Salas. Allenatore: Lippi.

ARBITRO: Cesari di Genova.

NOTE: Espulso Iuliano (J) al 41′ per somma di ammonizioni. Ammoniti Samuel (R) e Candela (R) per proteste, Cafù (R), Tommasi (R) e Tacchinardi (J) per gioco falloso.

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