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ROMA – Da 3 giorni é iniziato il mondiale di rugby in Sudafrica, da poco passato sotto il governo di Nelson Mandela, che il prossimo 24 giugno vedrà la vittoria dei padroni di casa a danno della Nuova Zelanda più forte di sempre ai supplementari per 15-12 e fra appena 11 giorni finisce l’anno scolastico, il primo governo Forza Italia-Lega é caduto da pochi mesi lasciando lo spazio alla crisi e l’inchiesta di “Tangentopoli” prosegue implacabile intanto che proprio domenica 28 maggio va in scena il Gran Premio di Monaco (quinta gara stagionale) alle 12-14 e vincerà l’inglese Damon Hill, il ciclismo vede di scena la quindicesima tappa del giro d’Italia (vinta da Mariano Piccoli ma a trionfare alla fine sarà Tony Rominger).

Finale di stagione fra impegni e ripensamenti

Il calcio, intanto, occupa come sempre la scena più importante nello spazio dedicato allo sport italiano malgrado il campionato di Serie A abbia già espresso alcuni dei verdetti più importanti con ancora 2 turni da giocare: per la trentatreesima giornata (la penultima) i match di maggiore spicco sono sicuramente Parma-Fiorentina 3-0 (75′ Branca, 80′ rig. Zola, 84′ Branca) insieme Sampdoria-Inter 2-2 (5′ Festa; 25′ Vierchowod; 66′ Bellucci; 86′ Bianchi), entrambi spareggi per le coppe malgrado i toscani siano con un piede e mezzo fuori dalle competizioni internazionali, i liguri li seguono a 49-48 punti fra ottavo e nono posto, i nerazzurri sono settimi a 49 ma con un calendario più agevole…per il resto vediamo lo spareggio-salvezza vero e proprio Padova-Genoa 1-1 (55′ Ruotolo; 70′ Gabrieli), che vede entrambi in lotta per il quart’ultimo posto pure se i genovesi hanno vinto all’andata per 2-1 in rimonta al 90′ scoccato e, se i genovesi dovessero battere il Torino all’ultima mentre i veneti perderanno a Milano con l’Inter, si andrà allo spareggio da giocare sabato 10 giugno a Firenze grazie alla quota di 40 punti raggiunta da ambo le parti (vinceranno i veneti ai rigori dopo l’1-1 sul campo). Intanto, però, sappiamo pure che il Parma, una settimana e mezza prima circa, ha vinto la Coppa UEFA battendo in finale la Juventus (1-0 a Parma e 1-1 sul neutro di Milano per problemi logistici del “Delle Alpi”) mentre domenica 21 maggio la stessa Juventus, in giornata impegnata in casa della Roma, ha vinto lo scudetto con 2 giornate di anticipo e 9 anni di attesa battendo proprio i gialloblù per 4-0 nello scontro diretto (vittoria per 3-1 in rimonta anche in Emilia l’8 gennaio) andando a +10 (70-60) ma adesso deve concentrarsi anche sulla finale di Coppa Italia, che andrà in scena ancora a Parma il 7 giugno e a Torino l’11 (sarà doppia vittoria: 0-1 in Emilia e 2-0 in Piemonte con la settima affermazione nella competizione 5 anni dopo l’ultima precedentemente ottenuta: era il 1990 e la vittima all’ultimo atto fu il Milan). Proprio all'”Olimpico” accorrono più di 67.000 spettatori fra cui almeno 5000 juventini che vogliono godersi la prima settimana con il tricolore sulla maglia oltre a sognare il doppio titolo nazionale che manca dalla bacheca bianconera dal 1959/60 e i romanisti, invece, vogliono vendicare le 2 sfide piene di polemiche finite 3-0 sia in coppa nazionale il 1° dicembre che il 15 gennaio fra roventissime polemiche (espulsioni di Carboni e Petruzzi con rigore in favore dei bianconeri da un lato e rossi nei confronti di Cervone, Petruzzi e Torricelli oltre ad un rigore inesistente sempre per i piemontesi per il raddoppio dopo che nel primo tempo il segnalinee Manfredini aveva spinto Aldair in occasione del fallo laterale del primo gol) in un’annata che li vedrà uscire proprio ai quarti per mano dei futuri vincitori (sconfitta, appunto, 3-0 in trasferta e vittoria inutile 3-1 in casa)

Schieramenti e idee future

La “triade” Moggi-Bettega-Giraudo si presenta allo stadio per fare le veci pure degli azionisti Giovanni e Umberto Agnelli oltre che del presidente Vittorio Caissotti di Chiusano (tutti a Monaco per sostenere la Ferrari) mentre Franco Sensi prende posto a distanza da loro con l’intento di proseguire la battaglia iniziata con Moggi soprattutto dopo la contesa dell’andata mentre i tecnici Marcello Lippi (arrivato nel luglio 1994) e Carlo Mazzone (al suo secondo e penultimo anno in giallorosso) hanno il loro bel da fare per trovare le formazioni migliori da schierare: se da una parte mazzone deve rinunciare solo al centrocampista svedese Thern per noie fisiche e lascia a casa per scelta tecnica il giovane stopper Colonnese insieme al mediano Maini, Lippi non ha convocato il terzino croato Jarni, il capitano Roberto Baggio e il nuovo centravanti Grabbi (andato a segno nel 3-4 in casa della Lazio a dicembre ma con sole 2 presenze stagionali) mentre gli infortunati sono il portiere titolare Peruzzi (fuori da 9 partite), il libero Fusi, lo stopper tedesco Kohler, il duttile terzino Carrera, il faticatore Conte…eppure i moduli rispecchiano le attese, sapendo pure che le marcature a uomo stanno lasciando spazio alla più moderna “zona” attraverso il 3-4-1-2 giallorosso in cui compaiono tutti i titolari fra campo e fuori mentre il 4-4-1-1 bianconero é inedito, visto che per tutto l’anno si é voluto sfruttare sempre il tridente offensivo variando fra 4-3-3, 3-4-3 o 3-5-2 molto offensivo avendo il giovane Del Piero a fare la fascia destra (Vialli sarà tenuto strettamente a riposo in vista della finale di coppa nazionale); inoltre, va detto che la Roma può ancora ambire al terzo o quarto posto, essendo quinta, ma deve difendersi dagli assalti di Cagliari e Inter, che inseguono a meno di 6 lunghezze (53 per i romani, 49 per i sardi e 48 per i milanesi)…all’ultima giornata la Juve chiuderà proprio vincendo 3-1 col Cagliari mentre la Roma andrà a giocare a Cremona ottenendo un rotondo 5-2. Interessante anche la situazione dei nazionali, visto che ai mondiali statunitensi dell’estate passata c’erano il campione del mondo brasiliano titolare Aldair, che batterà l’Italia di Conte e Roberto Baggio in finale per 3-2 ai rigori dopo che i 120 minuti si erano chiusi sullo 0-0…i carioca avevano già fatto fuori anche la Svezia di Thern (che arriverà terza battendo 4-0 la Bulgaria) in semifinale per 1-0 intanto che Kohler e la sua Germania avevano subito la rimonta per 2-1 dagli stessi bulgari nei quarti e l’Argentina di Balbo era uscita agli ottavi perdendo 3-2 con la Romania pochi giorni dopo la squalifica per doping inflitta a Maradona…discorso diverso per l’Uruguay di Fonseca, che non si era qualificato al pari del Portogallo di Sousa e della Croazia di Jarni ma vincerà la Copa America in casa battendo 5-3 ai rigori dopo l’1-1 sul campo il Brasile dello stesso Aldair al netto del fatto che la stessa Argentina andrà fuori nei quarti per mano dei carioca per per 4-2 dal dischetto dopo aver pareggiato 2-2; l’anno dopo, invece, ai primi europei inglesi con 16 squadre divise in 4 gironi con l’Inghilterra padrona di casa, l’Italia di Carboni e Peruzzi, Torricelli, Di Livio, Del Piero e ravanelli uscirà nella fase a gruppi dietro la Germania vincitrice e la Repubblica Ceca finalista (carnefice del Portogallo di Sousa per 1-0 nei quarti e della Francia di capitan Deschamps in semifinale per 6-5 dagli 11 metri) ma assieme alla Russia.

Lupa affamata e zebra appagata

Dopo lo striscione dedicato dalla “Curva Sud” ad Agostino Di Bartolomei, storico capitano giallorosso dello scudetto 1982/83 morto suicida il 30 maggio 1994 (fra sole 48 ore sarà trascorso il primo anniversario) e che recita “AGO, NON C’E’ TEMPO DI MORIRE. LA TUA IMMAGINE VIVE PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI…CIAO CAPITANO”, si può scendere in campo con una Roma che preme subito sull’acceleratore con Balbo che spedisce alto da dentro l’area un bel passaggio di Fonseca e in apertura Torricelli si fa ammonire per un fallo su Carboni dalla cui punizione nasce l’1-0…capitan Giannini batte corto per Moriero, che crossa in area cadendo e sul tiro al volo di Fonseca c’é Tacchinardi, che tocca e spiazza Rampulla al 10′. Da qui vediamo una Juve dimessa che non crea mai nulla di pericoloso mentre Statuto viene ammonito per un fallo su Sousa e Rampulla esce decisivo su Fonseca lasciato solo prima che Ravanelli mandi sull’esterno della rete di destro al 40′.

Conto chiuso e testa al domani

Nella ripresa il terzino Alessandro Orlando rileva Deschamps e Lippi passa al 3-5-1-1 con Tacchinardi libero e Ferrara con Torricelli a fare marcatori mentre le fasce sono affidate al subentrato con Porrini a destra e il trio Di Livio-Sousa-Marocchi in mezzo con quest’ultimo a fare il capitano di giornata (essendo il quarto nelle gerarchie dietro a Conte, Baggio e Vialli) intanto che la Roma spinge sempre di più sull’acceleratore malgrado il caldo: Moriero crossa in area, Tacchinardi tocca verso il secondo palo e Giannini serve al limite Statuto, che conclude di destro fuori dal limite…al 65′ la giovane punta Fantini, all’esordio fra i professionisti, rimpiazza Porrini facendo passare gli ospiti al 3-4-3 (Ferrara-Tacchinardi-Torricelli dietro, Orlando-Sousa-Marocchi-Di Livio in mezzo e Del Piero-Fantini-Ravanelli avanti), al 70′ arriva il 2-0 su rigore per fallo di Ferrara su Statuto con Fonseca (terzo gol consecutivo in 7 giorni contando anche la doppietta Bari nel 2-2 del turno passato, ottavo gol al primo in Italia per lui e decimo totale se si calcola anche la doppietta contro il Genoa nel ritorno degli ottavi di Coppa Italia: questa sarà l’ultima firma giallorossa della sua stagione in vista della nazionale) che realizza incrociando di sinistro a fil di palo nonostante Rampulla ci fosse arrivato e avesse toccato. Al 72′ ancora Fonseca si rende pericoloso calciando di sinistro a giro sulla traversa una bella punizione prima di servire di sinistro dalla sinistra l’assist giusto per il conclusivo 3-0 del partner sudamericano Balbo al 75′, che realizza in scivolata di destro (gol n.19 su 22 totali per lui al secondo anno nel nostro torneo oltre che fine di un digiuno che durava da Roma-Fiorentina 2-0 del 7 aprile, ovvero 3 giornate prima: non andrà mai a segno in coppa nazionale ma il suo bilancio si chiuderà decisamente in attivo, dato che sarà secondo nella classifica cannonieri dietro al suo mentore connazionale Batistuta, arrivato a quota 25). Al 76′ ecco che Annoni rileva Carboni e la Roma passa al 4-4-2 a rombo con 2 terzini atipici oltre al doppio libero: Annoni-Petruzzi-Lanna-Aldair insieme a Giannini davanti a loro con Moriero a sinistra e Piacentini a destra mentre Statuto rifinisce per le punte ma la 79′ entra il giovane pupillo di Mazzone Totti a rimpiazzare Fonseca (non lo sa ancora nessuno ma questo sarà il primo Roma-Juventus di Serie A, esclusi i quarti di coppa, in cui saranno presenti assieme quelli che diverranno le più grandi bandiere della storia di queste 2 società: Francesco Totti e Alessandro del Piero…campioni che si sfideranno fino alla stagione 2011/12, dopo la quale Del Piero si trasferirà in Australia al Sydney FC), resosi ancora pericoloso rientrando dalla destra per poi concludere di mancino sul primo palo ma Rampulla é attento, per far provare un rudimentale 4-3-2-1 con Piacentini-Giannini-Moriero e Totti-Statuto dietro a Balbo stesso.

Conti di primavera

Al triplice fischio la Roma, che fra 7 giorni festeggerà quinto posto dietro a Juventus, Parma, Lazio, Milan e ritorno in Europa per la prima volta dal marzo 1993 (eliminazione in rimonta per 2-1 in 180′ contro il Borussia Dortmund ai quarti di finale), saluta i suoi tifosi con un giro di campo e lancio delle maglie in curva mentre la Juventus si prende la strigliata di Lippi sotto la doccia, il quale parlerà di squadra dignitosa pure se menomata dagli indisponibili ma scarsamente concentrata intanto che Ferrara rimprovera i suoi in vista dell’ultimo obiettivo e Sensi rimpiange di non aver visto tutto quello che i suoi potevano fare se avessero avuto una panchina più lunga pur dichiarando che Roberto Baggio, messo sul mercato a causa di pesanti frizioni con Lippi, non rientra nei piani della Roma malgrado sia il giocatore più forte del campionato nonché fra i migliori talenti del mondo (il fantasista finirà al Milan e, contrariamente a quello che si crede, avrà ancora 9 anni davanti per continuare a dimostrare chi é…); per la Roma, dunque, secondo risultato utile consecutivo dopo il 2-2 a Bari , successivo all’1-0 in casa del Milan e seconda vittoria in casa consecutiva dopo il 2-0 alla Fiorentina e lo 0-2 subito nel derby al netto di una Juventus (vincitrice anche della sua prima Supercoppa Italia col Parma per 1-0 con gol di Vialli nel gennaio 1996 a Tripoli) che perde fuori casa per la prima volta dal 25 gennaio (recupero del derby perso 3-2 col Torino) oltre ad interrompere una striscia di 2 sfide senza subire reti in campionato (0-3 con la Lazio) mentre il Parma aveva già violato la difesa sabauda lo scorso 18 maggio…infine, la Roma si gode la piccola rivincita a danno della Juve ottenendo la quarta vittoria casalinga in 3 stagioni a danno degli zebrati (l’ultimo risultato non buono risale all’1-1 del 18 aprile 1992 mentre l’ultima sconfitta fu lo 0-1 del 24 marzo 1991; a presto per il prossimo ricordo di Roma-Juventus!!

Il tabellino

ROMA-JUVENTUS 3-0

ROMA (3-4-1-2): Cervone; Petruzzi, Lanna, Aldair; Moriero, Piacentini, Giannini (cap.), Carboni (76′ Annoni); Statuto; Balbo, Fonseca (79′ Totti). A disposizione: Lorieri, Benedetti, Cappioli. Infortunati: Thern. Fuori per scelta tecnica: Colonnese, Maini. Allenatore: Mazzone.

JUVENTUS (4-4-1-1): Rampulla; Torricelli, Ferrara, Tacchinardi, Porrini (65′ Fantini); Di Livio, Deschamps (46′ Orlando A.), Sousa, Marocchi (cap.); Del Piero; Ravanelli. A disposizione: Squizzi, Loria, Vialli. Infortunati: Peruzzi, Carrera, Fusi, Kohler, Conte. Fuori per scelta tecnica: Jarni, Baggio R., Grabbi. Allenatore: Lippi.

ARBITRO: Beschin di Legnago.

MARCATORI: 10′ aut. Tacchinardi, 70′ rig. Fonseca, 75′ Balbo.

NOTE: Ammoniti Statuto (R) e Torricelli (J) per gioco falloso.

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