
ROMA – E’ la primavera del 2011: mentre nell’Africa settentrionale scoppiano i tumulti che si riveleranno decisivi per spodestare Gheddafi dalla carica di massimo politico in Libia e origineranno la “Primavera Araba”, e mentre Katy Perry canta “Firework” vediamo Shakira che, come testimonial della Copa America che renderà il via il prossimo 1° luglio in Argentina (vincerà l’Uruguay in finale con il Paraguay per 3-0), canta la colonna sonora del torneo dopo aver inciso “Waka Waka” la scorsa estate…la location di “Squadra Antimafia” si sposta da Palermo a Catania e il calcio vive le sue ultime battute prima della pausa estiva.
Le partite del fine settimana
Per la XXXVI° giornata di Serie A abbiamo vari match che possono significare molto in ottica definitiva: vediamo il “derby del sud” Palermo-Bari 2-1 alle 18 del sabato, in cui i rosanero possono ancora ottenere punti per i preliminari di Europa League mentre i biancorossi sono già ultimi matematicamente, nel posticipo domenicale Genoa-Sampdoria (2-1) i rossoblù potrebbero condannare i cugini alla retrocessione quasi matematica mandandoli al XVIII° posto e costringendoli a dover vincere le ultime 2 (Palermo in casa e Roma fuori), nel posticipo del lunedì (uno dei primi nella storia) Juventus-Chievo (2-2) potremmo vedere i piemontesi restare fuori dalle coppe per la prima volta dal 2007…domenica alle 15, inoltre, ci saranno Brescia-Catania (1-2) che può costare il XXVIV° ai lombardi oltre alla salvezza per i siciliani, Cagliari-Cesena (0-2) con i romagnoli a sole 2 lunghezze dalla retrocessione, Inter-Fiorentina (3-1) che potrebbe chiudere la lotta scudetto se i nerazzurri non dovessero vincere (-8 dal Milan capolista), lo scontro diretto per la Champions League Udinese-Lazio (2-1), il “testa-coda” Lecce-Napoli (2-1) in cui i giallorossi si giocano la salvezza essendo terz’ultimi al momento e i campani lottano per blindare il III° posto il prima possibile, Bologna-Parma (0-0)…sfida in cui entrambe non sono ancora salve ma con un pareggio potrebbero darsi un grosso aiuto a vicenda.
La gara dell’Olimpico
La partita con più fascino, però, va in scena sabato alle 20,45: Roma-Milan, in cui i giallorossi stanno cercando altri 3 punti per proseguire la loro rincorsa alla Champions League approfittando dello scontro diretto dei cugini in casa dell’Udinese mentre il Milan ha bisogno di almeno un pareggio per laurearsi campione d’Italia per la diciottesima volta a prescindere da cosa faranno i cugini interisti il giorno seguente…l’ultima fu nel 2003/04 e anche allora fu contro la Roma la gara decisiva (lo scontro diretto andato in scena, sempre a 2 turni dal termine del torneo, a Milano domenica 2 maggio 2004 e concluso 1-0 con rete di Shevchenko dopo appena 2′). 60.000 persone, fra cui 15.000 milanisti circa, affollano l’Olimpico per una gara che sa di storia da sempre e che la tifoseria di casa saluta attraverso una coreografia dedicata ad Antonio De Falchi (tifoso romanista di 19 anni morto a causa di un pestaggio da parte dei milanisti in occasione di Milan-Roma 4-1 di domenica 4 giugno 1989) e formata da cartoncini giallorossi sistemati a formare il nome della vittima. Rosella Sensi e Adriano Galliani, come l’anno passato, presenziano in tribuna in qualità di presidenti intanto che l’ascolano Morganti dirigerà la sfida.
Le rose e gli assetti
Si sa che la Roma di Montella, subentrato a Ranieri dopo la rimonta per 4-3 in casa del Genoa lo scorso 20 febbraio, non potrà contare sul portiere Julio Sergio e lo stopper Mexes (infortunati) oltre ai centrocampisti titolari De Rossi e Perrotta, entrambi espulsi nel 2-3 ottenuto a Bari la settimana precedente (il primo ha dato una gomitata in faccia a Bentivoglio sotto gli occhi dell’arbitro e il secondo ha dato un pugno a palla lontana a Masiello: per il primo 3 giornate e campionato finito anzitempo, per il secondo 2 turni fuori) ma il modulo è sempre lo stesso: il 4-4-1-1, in cui non ci sono neanche Guillermo Burdisso (fratello minore del difensore centrale) e Castellini, esclusi per scelta tecnica. Il Milan di Allegri, al primo anno sulla panchina meneghina non potranno contare sui terzini Antonini, Jankulovski, Oddo e il mediano Flamini (rallentati da problemi fisici) mentre il difensore Legrottaglie è rimasto fuori dai convocati per esaurimento posti…il modulo è quello di tutto l’anno: il 4-3-1-2.
Vari nomi per le nazionali
Sono diversi gli effettivi che in estate andranno a giocare la Copa America: l’argentino Burdisso, che chiuderà il torneo di casa ai quarti dinanzi all’Uruguay futuro campione dopo i rigori (1-1 e poi 5-4 ai rigori), la riserva colombiana Yepes (estromessa dal Perù per 2-0, ai supplementari, sempre nei quarti) il trio brasiliano T. Silva, Robinho, Pato (che uscirà ancora nei quarti per mano dei Paraguay sempre dal dischetto: 2-0 totale con 4 rigori parati dal portiere Justo Villar)…sul fronte europeo, invece, vediamo ancora il norvegese Riise, il montenegrino Vucinic, l’olandese Van Bommel (fresco finalista agli ultimi mondiali sudafricani), lo svedese Ibrahimovic come stelle principali assieme all’italiano Abate e al ghanese Boateng.
Roma contro Abbiati nel primo tempo
Il Milan, forte dei suoi 77 punti, si copre bene cercando di ripartire e già al 7′ Seedorf riesce a ripartire servendo Boateng al limite dell’area ma il destro a giro del trequartista finisce fuori di poco; al 10′ Pizarro serve in verticale Simplicio, che passa a Taddei, arrivato a rimorchio sulla destra: il tiro dell’esterno è forte ma finisce a lato e al 15′ Cassetti triangola con Totti per poi crossare su Vucinic, che stoppa in area ma Abbiati salva in uscita a “corpo morto” sul destro al volo dello slavo. Al 18′ Brighi è costretto ad uscire per infortunio e viene rimpiazzato da Rosi, che la settimana prima aveva trovato il suo II° gol in Serie A (il timbro decisivo al 93′) con la maglia della Roma nel vittorioso 2-3 in terra barese dopo il 4-3 casalingo contro il Messina di domenica 27 maggio 2007: Taddei si sposta a destra e il nuovo entrato si piazza a destra, dove Cassetti, al 20′, va via per servire Vucinic ancora in area ma Nesta spedisce in corner; al 25′ bella torre di Rosi su corner di Totti ma Silva salva a centro area e al 28′ Vucinic, liberatosi di Silva con un fallo, costringe Abbiati a salvare il Milan dalla sua bordata diretta all’incrocio dei pali prima che ancora l’estremo difensore rossonero esca in modo provvidenziale a salvare l’inserimento di Simplicio, arrivato dalle retrovie, su assist di Totti dalla sinistra.
Doni e la sfortuna mantengono lo 0-0
All’inizio della ripresa Ambrosini rileva Gattuso diventando capitano dei milanesi e al 54′ ecco che Borriello sostituisce Vucinic; a questo punto inizia la serie migliore dei lombardi sul piano delle occasioni: al 55′ Abate converge dalla destra e penetra per vie centrali servendo poi Robinho, che rientra dalla sinistra e conclude a giro di destro colpendo il palo interno, al 60′ Ambrosini alza la palla oltre la difesa per Boateng (ammonito poco prima per proteste), che supera Doni ma la sfera si spegne sul fondo dopo aver accarezzato lo stesso montante colpito da Robinho e al 70′ Ibrahimovic obbliga di nuovo l’estremo difensore di casa ad opporsi su un suo bel tentativo centrale di destro su punizione dai 35 metri e Juan mura subito dopo su Seedorf, arrivato sulla respinta. Al 73′ ecco che Pato entra al posto di Robinho, all’83’ c’è tempo anche per l’esordio in Serie A del giovane Gianluca Caprari (che aveva già giocato uno spezzone di gara lo scorso 8 marzo, nella sconfitta per 3-0 in casa dello Shakhtar Donetsk agli ottavi di Champions League) mentre Van Bommel viene ammonito all’87’ e Pato all’88’ per due fallo su Pizarro…l’elenco dei cattivi sarà completato da Taddei al 90′, proprio a ridosso del triplice fischio di Morganti, che certifica il XVIII° scudetto milanista (7 anni dopo l’ultimo e sempre vinto nella sfida con la Roma) con 78 punti (+9 sulla seconda al momento…alla fine il conto sarà 82-76). Nella semifinale di coppa nazionale in casa del Palermo (all’andata era terminata 2-2 a San Siro) i milanesi devono fare il possibile per passare il turno mentre i romani, attesi anche loro dalla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Inter il prossimo mercoledì (si riparte dallo 0-1 in favore nerazzurri a Roma), dovranno giocarsi tutto nella trasferta di Catania oltre alla sfida casalinga con la Sampdoria per le loro residue speranze di accedere all’Europa dei grandi ma non saranno arbitri esclusivi del proprio destino e i loro sforzi, quasi certamente, non basteranno…
Grassi rimpianti e magre soddisfazioni
Il bilancio finale della stagione dirà che l’ultima Roma targata Sensi, visto che in estate arriverà la cordata americana di Thomas Di Benedetto e James Pallotta, si piazzerà sesta dietro a Milan, Inter, Napoli, Udinese, Lazio accontentandosi di accedere ai preliminari di Europa League in una stagione iniziata con ambizioni tricolori…in Coppa Italia entrambe andranno fuori proprio in semifinale: la Roma pareggerà 1-1 in casa dell’Inter futura vincitrice (3-1 all’ultimo atto proprio nella capitale) dopo aver perso 0-1 in casa e il Milan cadrà 2-1 a Palermo dopo il 2-2 casalingo…e avranno lo stesso destino anche in Champions League, uscendo agli ottavi: il Milan sarà fatto fuori dal Tottenham (0-1 in casa e 0-0 in Inghilterra) mentre la Roma cederà dinanzi allo Shakhtar Donetsk (2-3 in casa e 3-0 in Ucraina per un complessivo 6-2 ed entrambe le squadre usciranno nei quarti, contro, rispettivamente, Real Madrid e Barcellona)…l’unica consolazione dei rossoneri, oltre alla vittoria del campionato (ad ora l’ultimo), sarà la sesta Supercoppa Italia, vinta grazie ad un 2-1 in rimonta a spese dell’Inter nell’agosto successivo. L’itinerario nei trascorsi di Roma-Milan si chiude qui…che inizi lo spettacolo!!!
Il tabellino
ROMA-MILAN 0-0
ROMA (4-4-1-1): Doni; Cassetti, N. Burdisso, Juan, Riise; Taddei, Simplicio, Pizarro, Brighi (18′ Rosi; 83′ Caprari); Vucinic (54′ Borriello); Totti (cap.). A disposizione: Lobont, Loria, L. Greco, Menez. Infortunati: J. Sergio, Mexes. Squalificati: De Rossi, Perrotta. Scelta tecnica: G. Burdisso, Castellini. Allenatore: Montella.
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta, T. Silva, Zambrotta; Seedorf, Van Bommel, Gattuso (cap.) (46′ Ambrosini); Boateng; Robinho (73′ Pato), Ibrahimovic. A disposizione: Amelia, Bonera, Yepes, Pirlo, Cassano. Infortunati: Antonini, Jankulovski, Oddo, Flamini. Fuori per scelta tecnica: Legrottaglie, Papastathopoulos, Emanuelson, Merkel, Strasser, F. Inzaghi. Allenatore: Allegri.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno.
NOTE: ammoniti Boateng, Van Bommel, Pato (M) e Taddei (R) per gioco falloso.
