ROMA-NAPOLI…-2 GIORNI, DOMENICA 30 OTTOBRE 1983: PERFEZIONE SFIORATA

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Siamo nel ponte del 2 novembre 1983 e fra 24 ore sarà “Halloween” in tutto il mondo, fra pochi mesi morirà Enrico Berlinguer, Bettino Craxi e Ciriaco De Mita si giocano il posto da presidente del consiglio in un governo ancora molto vicino alla Sinistra dai tempi della seconda guerra mondiale, Antonello Venditti va per la maggiore con brani tipo “Ci vorrebbe un amico” o “Che fantastica storia é la vita” e “C’è un cuore che batte nel cuore di Roma” mentre proprio la capitale si gode il primo scudetto della sua storia a livello cestistico vinto dalla Virtus Roma e il secondo tricolore della Roma di calcio conquistato a maggio…sono gli anni d’oro di una città che aveva ancora tanta voglia di sognare e che nella prossima primavera, oltre a vincere l’Eurolega in finale a Ginevra contro il Barcellona 79-73 trascinata dal playmaker statunitense Larry Wright, vivrà altri momenti magici non sempre terminati con il lieto fine. Intanto, la Serie A sta vivendo i primi anni della sua “golden age” e può accogliere addirittura 4 derby di città nella stessa annata: Genova, Torino, Milano, Roma…siamo ormai alla settima giornata nell’epoca delle 16 squadre in tornei da 30 partite e la classifica recita Roma 10 punti; Juventus, Torino, Verona 9; Fiorentina 8; Avellino, Udinese 7; Milan 6; Napoli 5; Ascoli, Catania, Inter, Lazio, Sampdoria 4; Genoa, Pisa 3 mentre le gare in programma prevedono, oltre a Roma-Napoli che va in scena all'”Olimpico” davanti a 70.000 persone fra cui circa 15.000 napoletani, Juventus-Sampdoria 1-2 (37′ Rossi; 50′ rig. Brady, 75′ Galia), Genoa-Torino 2-1 (17′ Briaschi, 49′ Antonelli; 88′ Schachner), Verona-Fiorentina 3-1 (6′ Iorio, 25′ Storgato; 30′ rig. Antognoni; 73′ rig. Iorio), Avellino-Catania 0-0, Ascoli-Udinese 1-0 (79′ Greco), Milan-Lazio 4-1 (13′ Battistini, 19′ Blissett, 40′ Battistini; 47′ Manfredonia; 55′ Carotti), Pisa-Inter 0-0 e fra 3 giorni si torna in campo per le coppe europee, dove la Roma dovrà ospitare il CSKA Sofia vincendoci 1-0 (80′ Graziani) dopo aver ottenuto lo stesso risultato 11 giorni addietro in Bulgaria (61′ Falcao) per gli ottavi di Coppa dei Campioni a cui partecipa per la prima volta.

Campioni e spettacolo

Roma-Napoli, dunque, é la sfida che interessa maggiormente dopo che lo scorso anno i giallorossi erano diventati campioni d’Italia per la seconda volta superando i partenopei 3-1 in rimonta in trasferta e 5-2 nella capitale in un clima stupendo grazie al gemellaggio vigente in quegli anni per la gara divenuta il “derby del sole”…il patron di casa Dino Viola e il suo parigrado azzurro Corrado Ferlaino sono in tribuna a godersi lo spettacolo, sapendo che però i bilanci sono molto diversi: i napoletani sono già usciti dalla Coppa Italia nei gironi estivi prima del campionato arrivando quinti su 6 dietro a Udinese, Varese, Bologna, Cavse, Cosenza intanto che i romanisti, dopo aver fatto fuori il Goteborg ai sedicesimi di Coppa dei Campioni ed essere davanti nella sfida con i bulgari, hanno ottenuto il primo posto nel loro gruppo di coppa nazionale ottenendo di giocare gli ottavi a febbraio contro la Reggiana; sul piano del calendario di Serie A, invece, ecco che la Roma ha ottenuto 5 vittorie e una batosta (2-0 col Pisa, 2-1 a Genova con la Samp 3-1 al Milan con 2 rimonte, deludente 2-1 sul terreno del Torino, 1-0 al Genoa, derby vinto fuori casa per 2-0) fruttati 11 reti fatte e 4 subite intanto che i campani hanno cominciato malissimo racimolando 2 vittorie da sommare con un pari oltre a 3 delusioni in 3 trasferte (brutto 5-1 in cassato a Firenze, 0-0 col Genoa, pesante 2-0 sul campo della Juve, buon 2-0 all’Avellino, altra debacle per 1-0 in terra interista, ottimo 1-0 con l’Ascoli) per un bilancio totale di 4 firme (3 al “San Paolo” all’attivo ed 8 al passivo (tutti fuori casa) insieme ad un ruolino di marcia terribile lontano da casa. Inoltre, va sottolineato che gli allenatori adoperano 2 scuole opposte dal punto di vista tattico: da un lato abbiamo la “zona” dello svedese Nils Liedholm, che bada a imporre il suo gioco attraverso una rete infinita di passaggi definita “ragnatela” ma in cui si sa che lo stopper segue sempre la punta avversaria mentre il mediano deve occuparsi del regista nemico mentre dalla parte degli ospiti guidati da Pietro Santin ecco il solito criterio delle marcature a uomo e che vede accoppiamenti rigidi in ogni mattonella di campo. Bisogna segnalare che entrambe non hanno troppi problemi di formazione, specie la Roma, che ha molti impegni ravvicinati: il terzino sinistro titolare Maldera é uscito al 7′ di Lazio-Roma la settimana passata e rientrerà solo a Udine fra 7 giorni ma viene rimpiazzato da Oddi a destra con Nela a sinistra (il suo lato naturale), lo stopper titolare Righetti é squalificato poiché ha ricevuto l’ammonizione nel derby assieme a Graziani ma solo lui era diffidato, senza contare che il giovane regista Giannini e l’ala Baldieri sono fuori per scelta tecnica…gli avversari, invece, hanno solo la punta degente De Rosa mentre il “baby” terzino Carannante é fuori per carenza di convocabili. Agli europei della prossima estate, che saranno vinti dai padroni di casa francesi, l’Italia campione del mondo di Conti e Graziani non parteciperà come anche l’Olanda di capitan Krol a causa di qualificazioni disastrose intanto che il trio brasiliano Falcao-Cerezo-Dirceu ha già detto addio alla nazionale dopo il mondiale 1982 in cui i sudamericani erano usciti nei girone dei quarti dietro all’Italia ma davanti all’Argentina. Gli accoppiamenti, dunque, sapendo pure che in entrambi gli schieramenti figurano un prudente 4-4-2 e un difensivo 4-5-1, si prevede che Bonetti vada su Pellegrini mentre Dirceu viene controllato da Cerezo quando ha la palla…dall’altra parte ecco le coppie: capitan Bruscolotti-Conti, Ferrario-Pruzzo, Boldini-Graziani, Celestini-Falcao, Casale-Ancelotti, Masi-Nela, Dal Fiume-Oddi in modo da lasciare liberi, oltre ai portieri Tancredi e Castellini, solo i liberi Di Bartolomei e Krol ma da subito si vede che il piano studiato da Santin si rivelerà fallimentare. E’ il 10′ infatti, quando Di Bartolomei lancia di destro dalla trequarti in area per Cerezo, che di testa mette in mezzo ma Krol anticipa Pruzzo sul dischetto del rigore mandando al limite, dove Ancelotti tira di prima col destro trovando la deviazione di Graziani col sinistro a spiazzare Castellini per l’1-0 (per “Ciccio gol” é il terzo timbro stagionale dopo quello con la Sampdoria e in casa col Padova in coppa nazionale…a fine anno ne totalizzerà 5+2+2)…al 21′ ecco il 2-0 con Conti che va via sulla sinistra su servizio di Falcao riuscendo a crossare con la palla in controbalzo verso Cerezo, che di testa svetta più in alto di Ferrario realizzando il suo quarto gol in maglia romanista, dopo la doppietta al Padova e quello col Goteborg, nonché primo in campionato (il bilancio a primavera dirà 6+6+2…non male come primo anno in Italia, nel miglior torneo del mondo) nello stesso istante in cui Pruzzo si fa male ed é costretto a lasciare il posto a Vincenzi; al 34′ ancora Conti sugli scudi, che riceve da Di Bartolomei sulla sinistra per poi lanciare di mancino verso Falcao, che arriva a destra a calciare al volo dal vertice destro da fuori area colpendo male la palla ma il suo tiro é talmente beffardo da infilarsi sul palo alla destra di Castellini per il 3-0 (terzo timbro per lui dopo Milan e CSKA Sofia…alla fine ne conterà 5+0+1 nel suo ultimo anno completo in Italia) e al 38′ proprio Conti fa 4-0 al volo di mancino sul primo palo da dentro l’area sfruttando un lato di Di Bartolomei dalla destra deviato da Ferrario sull’altro lato dell’area dando inizio alla contestazione dei tifosi ospiti, i quali tolgono gli strisiconi e gli danno fuoco inneggiando agli avversari prima che nell’intervallo Santin si complimenti con la Roma definendola “favolosa” e Ferlaino si appella alla dignità dei suoi per cercare di giocare al meglio il secondo tempo.

Gestione e reazione

Nella ripresa i padroni di casa, sapendo pure che la Juve vince 1-0 come il Verona che é aventi 2-1 mentre il Torino sta perdendo sempre 1-0, cercano di gestire mentre Pellegrini costringe Tancredi a respingere una sua bella bordata di destro da dentro l’area in apertura mentre al 52′ Caffarelli rileva Masi lasciando tutto uguale ma con una magigore spinta offensiva sulla destra; al 69′ dentro il giovane Strukelj per far riposare Falcao (un regista per un regista) al pari di Pruzzo in vista della coppa e al 70′ ecco il 4-1 del Napoli: corner di Caffarelli da destra, mischia con Tancredi che si ostacola con Bonetti lasciando la sfera nell’area piccola con rimpallo su Dal Fiume e poi proprio Bonetti rinvia di sinistro colpendo in testa lo stesso Dal Fiume che segna quasi involontariamente. Intanto che il Verona chiude la gara sul 3-1 e la Juve subisce la rimonta contando il Torino che sta perdendo ben 2-0, sembra che questo sia ormai il risultato definitivo ma al 79′ Conti recupera la palla a centrocampo, scambia corto con Cerezo e da fuori calcia di sinistro segnando il 5-1 all’angolino basso sulla destra di Castellini (per lui sono 4+0+1 in seguito a Pisa, Genoa, Goteborg: 5 timbri tutti in casa con la prima doppietta dell’anno…al conto conclusivo vedremo 7+2+1) coronando una giornata in cui ha realizzato 2 reti con 2 assist quasi stendendo da solo gli avversari oltre a Di Bartolomei (autore pure lui di 2 passaggi decisivi) o Cerezo (un gol e un assist per lui). Nel finale, prima del triplice fischio dell’arbitro livornese Paolo Bergamo (futuro designatore dei direttori di gara ai tempi di “Calciopoli” nel 2006 assieme a Pierluigi Pairetto), non succede più nulla e alla termine capitan Di Bartolomei stesso smussa gli animi di una sfida quasi perfetta (lo sarebbe stata senza il gol subito a detta di tutto l’ambiente casalingo) definendola una partita “normale” vinta da una “buona Roma” in vista anche dei prossimi impegni (a dimostrazione di una rinnovata mentalità portata chiramente da Liedholm a partire dal 1979), considerati anche più difficili intanto che la nuova graduatoria é Roma 12 punti; Verona 11; Juventus, Torino 9; Avellino, Fiorentina, Milan 8; Udinese 7; Ascoli, Sampdoria 6; Catania, Genoa, Inter, Napoli 5; Lazio, Pisa 4…non é ancora quasi successo nulla, contando però che il Napoli esce da questa sfida con le ossa rotte e con la seconda sconfitta consecutiva dal terreno della Roma, per giunta prendendo sempre 5 reti come nel 5-2 dello scorso 20 febbraio (da 0-1 a 5-1 e poi 5-2) oltre la quarta battuta d’arresto su 4 trasferte nel solo campionato (in coppa avevano totalizzato una vittoria, un pari e una batosta).

La Roma si accontenta del minimo e il Napoli si salva

A fine anno la Roma arriva seconda dietro alla Juventus (43-41) in una corsa dove i romani butteranno via molti punti (trasferte a Pisa, Avellino, Catania…per dirne solo alcune, in cui si erano trovati in vantaggio ma usciranno senza mai l’intera posta), cadrà in finale di Coppa dei Campioni in casa contro il Liverpool ai rigori per 4-2 dopo aver rimontato l’1-1 sul campo (dal dischetto mancheranno Ancelotti, Cerezo, Maldera, Pruzzo, Falcao…ben 5 rigoristi su 7 oltre al capitano Di Bartolomei e a Righetti, che avrebbero dovuto tirare) ma vincerà la sua sesta Coppa Italia il 26 giugno dopo aver battuto 1-0 il Verona in casa (1-1 all’andata 5 giorni prima) nell’annata della migliore rappresentativa giallorossa di sempre, che andò molto vicina a fare il “triplete”; il Napoli si piazzerà undicesimo davanti a Lazio, Genoa, Pisa, Catania ottenendo la salvezza di un solo punto sui liguri a parità con i laziali (26-26-25) dopo aver licenziato Santin in favore di Rino Marchesi e in estate, sotto il Vesuvio, arriverà un giocatore piuttosto noto a Barcellona: il capitano dell’Argentina Diego Armando Maradona, che cambierà la storia del club…ma questa é un’altra storia e ve la racconteremo al prossimo ricordo.

Il tabellino

ROMA-NAPOLI 5-1

ROMA (4-4-2): Tancredi; Nela, Di Bartolomei (cap.), Bonetti, Oddi; Ancelotti, Falcao (69′ Strukelj), Cerezo, Conti; Graziani, Pruzzo (21′ Vincenzi). A disposizione: Malgioglio, Nappi, Chierico. Infortunati: Maldera. Squalificati: Righetti. Scelta tecnica: Giannini, Baldieri. Allenatore: Liedholm.

NAPOLI (4-5-1): Castellini; Bruscolotti (cap.), Krol, Ferrario, Boldini; Masi (52′ Caffarelli), Celestini, Dirceu, Casale, Dal Fiume; Pellegrini. A disposizione: Di Fusco, Frappampina, Palanca, Della Pietra. Infortunati: De Rosa. Scelta tecnica: Carannante. Allenatore: Santin.

ARBITRO: Bergamo di Livorno.

MARCATORI: 10′ Graziani (R), 21′ Cerezo (R), 34′ Falcao (R), 38′ Conti (R); 70′ Dal Fiume (N); 79′ Conti (R).

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