ROMA-NAPOLI…-6 GIORNI, SABATO 18 MAGGIO 1991: PROVE GENERALI

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ROMA – E’ la calda primavera del 1991 e fra solo 3 settimane finisce la scuola, la “Jugoplastika” Spalato si appresta a fare la sua seconda “tripletta” consecutiva guidata dal tandem Rada-Kukoc (che dopo l’estate si trasferiranno, rispettivamente, a Roma e a Treviso alzando esponenzialmente il livello del nostro campionato, in quegli anni già di ottima caratura) che trascinerà pure la Jugoslavia alla conquista del 2° europeo consecutivo battendo in finale i padroni di casa dell’Italia per 88-73…infuria la “Guerra del Golfo” fra USA e Medio Oriente, Berlusconi ha appena ottenuto la “Mondadori” da De Benedetti in seguito ad un contenzioso legale durato quasi 2 anni e ribattezzato la “guerra di Segrate” ma la cui sentenza verrà ribaltata nel 2007 scoprendo la corruzione del giudice nominato da parte del, allora, presidente del Milan.

La normalità e il benestare economico continuano a essere vissuti come la prassi nel nostro paese e il nostro calcio, pure senza l'”abbuffata” dell’anno addietro, in cui tutti i nostri club avevano portato a casa tutte le competizioni internazionali riconosciute o meno da FIFA e UEFA stabilendo un record ancora imbattuto (e che lo resterà in eterno, grazie alla riduzione dei tornei confederali), si appresta a vivere un finale d’annata molto piacevole: abbiamo ben 2 anticipi al sabato pomeriggio (per espressa richiesta delle società rimaste a giocare in Europa…all’epoca solo per tale categoria si poteva modificare l’orario) degni di nota come Inter-Lazio e Roma-Napoli…i nerazzurri sono ormai fuori dalla lotta per lo scudetto essendosi ritrovati a -6 dalla Sampdoria capolista (48-42) con soli 4 punti ancora in palio (il giorno dopo Genova si riverserà per le strade a festeggiare l’unico scudetto della storia blucerchiata in seguito al 3-0 casalingo rifilato al Lecce mentre anche i genoani celebreranno la loro prima storica qualificazione alle coppe europee…un anno decisamente d’oro per il capoluogo ligure) ma vogliono concludere con onore mentre i biancocelesti, gli azzurri, i giallorossi si stanno dando battaglia per il disperato tentativo di accesso alle coppe (34-34-33 punti a testa); inoltre sappiamo che il mercoledì seguente si giocherà, a Roma, il ritorno della finale di Coppa UEFA tutta italiana Roma-Inter (il secondo derby consecutivo dopo Juventus-Fiorentina) partendo dalla vittoria lombarda 2-0 dell’andata in una sfida viziata da moltissime polemiche arbitrali e fin troppi disordini sugli spalti…tra l’altro, poi, i romani avranno anche da giocare la finale di Coppa Italia fra fine maggio ed inizio giugno dinanzi alla Sampdoria: decisamente un momento intenso malgrado si sia vicini all’estate.

Se i romanisti si presentano ad un momento topico in cui hanno da cercare di raggiungere ancora 2,5 obiettivi, i napoletani, invece, dal 24/3 non possono più contare su Maradona, squalificato per 15 mesi a causa dei test antidoping successivi a Napoli-Bari 1-0 e hanno salutato le competizioni ad eliminazione diretta relativamente presto: a inizio novembre lo Spartak Mosca li aveva buttati fuori agli ottavi di finale di Coppa dei Campioni battendoli 5-3 ai rigori dopo un doppio 0-0 e usciranno dalla coppa con il singolare record di non aver mai incassato reti (al turno prima avevano fatto 3-0 in casa e 2-0 fuori a discapito dell’Ujpest) senza contare il fatto che anche la spedizione di Coppa Italia terminerà in semifinale con una rimonta beffarda dinanzi alla Sampdoria ad inizio aprile (vittoria 1-0 in Campania e rimonta 2-0 allo scadere a Genova)…con ogni probabilità, contando anche la vittoria in Supercoppa Italia (la 1° della storia azzurra ed unica dello scorso secolo) per 5-1 con l’odiata Juventus a settembre 1990 in casa propria, si sta chiudendo il meraviglioso ciclo del “Napoli di Maradona” ma nessuno vuole ancora rassegnarsi a tale idea, neanche i 5000 tifosi che si presentano nella capitale a gremire il settore dedicatogli celebrando comunque i loro beniamini a suon di cori e feste di colori intanto che i soliti deprecabili scontri o schermaglie fra le curve fanno da corredo. Per quanto riguarda i padroni di casa, invece, hanno ormai fatto l’abitudine con la squalifica di un anno del giovane portiere Peruzzi e del centravanti arrivato a luglio 1990 Carnevale (ex Napoli, ironia della sorte), i quali erano stati estromessi per il contestato “Caso Lipopill” venuto fuori dopo Roma-Bari 1-0 del 23/9/1990…sempre il Bari del presidente Vincenzo Matarrese, fratello del presidente della federazione Antonio e avente rapporti di lavoro molto importanti con le “holding” automobilistiche più famose del Piemonte…e devono pure gestire l’impegno delle ultime 4 sfide che si trovano davanti; dunque la cornice é più che dignitosa pure se ben lontana dai mitici confronti degli ultimi tempi: 35000 presenti vogliono spingere i propri ragazzi ad onorare il primo Roma-Napoli dalla morte di Dino Viola (deceduto per un cancro all’intestino il 19/1/1991 chiudendo la presidenza capitolina più gloriosa di sempre) e il primo confronto con i partenopei del nuovo patron Giuseppe Ciarrapico, giunto allo stadio assieme al suo parigrado Corrado Ferlaino oltre alla famiglia Viola al completo. Sul piano del rendimento in Serie A troviamo 2 club che si avvicinano a questo appuntamento con relativa positività: i romani hanno ottenuto un pareggio a in casa del Milan pur avendo sfiorato la vittoria per poi rimontare 2-1 l’Atalanta e restare sullo 0-0 a Cagliari (l’ultima sconfitta era stata in casa con la Samp per 0-1 il 14/4) intanto che i vesuviani hanno totalizzato 3 pareggi ed altrettante soddisfazioni nelle ultime 6 (non perdono proprio dal 24/3, quando avevano disposto per l’ultima volta di Maradona, venendo rovesciati 4-1 sempre dalla Doria…decisamente la “bestia nera” di entrambe, finora) riuscendo a mantenere l’imbattibilità lontano da casa da 2 trasferte (1-1 nella tana del Torino e 0-2 in quella della Lazio, prima di riuscire a piegare sull’1-1 la Juventus).

Se facciamo, inoltre, un discorso tattico, abbiamo 2 allenatori, l’ex Ottavio Bianchi (fra i più vincenti della storia azzurra nonché il primo ad aver portato sotto il Vesuvio lo scudetto) e Alberto Bigon, che fanno della difesa e l’interruzione del del gioco nemico la loro migliore arma…accade così che il 4-4-2 di casa, pur privo dello squalificato Nela (che servirà da libero contro l’Inter, data la sanzione disciplinare del libero Comi e del terzino Carboni, entrambi ammoniti da diffidati all’andata) e dell’infortunato Pellegrini, diventa tangibile in ogni fase della sfida

[Cervone;

Berthold-Aldair-Comi-Carboni;

Desideri-Di Mauro (69° Salsano)-Giannini (cap.) (57° Piacentini)-Gerolin;

Rizzitelli-Voller]

intanto che il 4-4-2 più elastico (poi 4-4-2 in linea dopo i cambi) ma meno camaleontico dei napoletani, facenti a meno degli indisponibili Francini/Alemao come dello squalificato De Napoli, dovrà essere rivoluzionato in corso d’opera

[G.Galli;

Rizzardi-Baroni-Renica (57° Mauro)-Ferrara (cap.);

Crippa;

Venturin-Corradini;

Zola;

Careca (38° Incocciati)-Silenzi].

Appena 2 i nazionali italiani che avevano giocato il mondiale 1990: capitan Giannini con Ferrara ma pochi i nuovi effettivi…Di Mauro/Rizzitelli, Baroni/Zola intanto che Galli é l’unico veterano del 1982; per quanto riguarda, infine, gli stranieri, troviamo i tedeschi Berthold/Voller (ormai il paese é stato riunificato e non ci sono più distinzioni fra ovest o est), i brasiliani Aldair e Careca.

I disegni tattici per le “prove generali” del futuro sono subito chiari: Aldair va su Careca e Berthold controlla Silenzi pur senza rinunciare a spingere mentre Gerolin segue Zola e Desideri stringe in mezzo per provare a pressare Crippa soffocando tutte le fonti di gioco avverse…di contro troviamo Rizzardi su Rizzitelli e Baroni su Voller con Corradini dietro a Giannini mentre Di Mauro viene tallonato da Venturin; la cosa interessante é che, a parte quelle sugli attaccanti, nessuna marcatura é a uomo, simbolo di un calcio italiano sempre più evoluto verso la “zona totale”. Vediamo da subito un Napoli nervoso intanto che la Roma cerca di fare gioco pur non volendo spendere troppe energie in vista del mercoledì di coppa e al 15° ci sarà il primo momento di tensione: Baroni fa fallo su Voller venendo ammonito a 25 metri dalla porta con l’arbitro legnanese Beschin che sceglie di far battere la punizione senza aver fischiato…Giannini serve Carboni (con la palla in movimento e guadagnando almeno 5 metri dal punto di battuta previsto) arrivato da dietro, sulla sinistra consentendo a quest’ultimo di incrociare col sinistro realizzando il suo 1° gol in maglia romana (sarà l’unico per quest’anno) alla 29° partita giocata in campionato generando le proteste di tutta la compagine azzurra, in cui scatteranno anche i gialli a Renica e Crippa. Da qui in avanti vedremo una formazione ospite che cercherà di piazzare subito il pari ma, in vero, senza creare molto o occasioni che possano impensierire Cervone, ad eccezione del gol annullato a Silenzi di testa con la porta sguarnita per fuorigioco che, se ci sta, é millimetrico: Zola arriva su una ribattuta di Cervone a danno di Careca e crossa verso Silenzi da dentro l’area non accorgendosi che il compagno é oltre tutti; al 38° Careca si fa male pur non preoccupando il suo staff e viene rimpiazzato da Incocciati senza snaturare l’assetto dei suoi intanto che Voller con Rizzitelli non cercano mai la porta ma lavorano per la squadra come avevano fatto poche volte in passato: un continuo gioco di sponda e allargamenti sugli esterni dove Carboni a sinistra con Desideri (rientrato anche lui per la Coppa UEFA dopo la squalifica in semifinale di ritorno con il Broendby) a destra stanno facendo un ottimo lavoro.

Nella ripresa, malgrado sia il Napoli a schierare 3 punte (Zola dietro a Incocciati-Silenzi), é comunque la Roma a fare la partita: Voller manda alto di destro dal limite dell’area al volo, Rizzitelli centra Galli in uscita non sfruttando un ottimo contropiede, Carboni crossa sempre bene ma nessuno riesce a svettare per mettere dentro, Berthold si fa vivo con un paio di incornate uscite di poco; Bigon, ben consapevole che la sua mediana sia in evidente difficoltà vista all’assenza di 3/4 del centrocampo titolare, decide di giocarsi il 2° cambio buttando nella mischia Mauro a fare l’ala destra in modo che Crippa si abbassi nel ruolo di libero per rimpiazzare Renica mantenendo lo stesso schema ma con una maggiore freschezza nella zona in cui i lupi stanno maggiormente mordendo la preda. Si prosegue con la notizia del vantaggio di Battistini a Milano quando i minuti sono 58, proprio nello stesso istante in cui Piacentini entra per far riposare Giannini in vista del prossimo impegno e poi é Salsano a sostituire Di Mauro andando a porsi come ala mancina mentre Gerolin va a destra con Desideri in mezzo assieme a Piacentini…tale mossa sembra quasi una resa da parte di Bianchi, consapevole che i suoi hanno speso fin troppo e come se volesse fargli archiviare la questione attingendo da tutte le risorse migliori che può sprecare come quelle di centrocampo (Tempestilli serve mercoledì e non si può rischiare di fargli fare male al pari di Muzzi: entrambi resteranno in panca assieme a Zinetti); anche i nuovi entrati spingono sull’acceleratore ma il raddoppio non vuole arrivare…al contrario dell’insperatissimo pari, giunto proprio nel miglior momento dei capitolini: all’80° Berthold atterra Silenzi nella stessa mattonella del gol del 1° tempo con Zola che, invece di crossare in area sperando nel mucchio, centellina bene il pallone alto verso Mauro, che anticipa Comi facendo sponda su Rizzardi (al 1° gol in Serie A dopo 2 anni fra i massimi professionisti, racchiusi tra Cremona e Napoli), il quale arriva di testa incornando dritto sul montante di sinistra dal lato destro dell’area lato “Curva Sud” come aveva fatto Carboni…1-1 e dopo 120″ arriverà anche il 2-0 firmato da Klinsmann a Milano. Se pensate che sia finita vi sbagliate di grosso: nel finale ci sta spazio per altre polemiche e saranno Berthold con Ferrara a farne le spese al 90°: dopo un fallo subito dal capitano in trasferta, voleranno spinte, insulti e mani in faccia fino a che entrambi non si guadagneranno il cartellino rosso (1° per entrambi in Italia…a descrizione di una brutta eccezione per 2 come loro) significante il costo di saltare, rispettivamente, la trasferta Pisa-Roma 0-1 e Napoli-Bologna 3-2.

Al fischio di chiusura Bianchi parla di una squadra che in campionato non si smentisce mai e che fa troppi errori a livello difensivo in un torneo come il nostro, sempre fin troppo tattico, in cui non ti puoi concedere distrazioni in fase di copertura come anche in quella realizzativa concentrandosi già sulla sfida con l’Inter, della quale parla, forse per scaramanzia, di un’impresa quasi impossibile come quella di fare 3-0 reti senza subirne a una delle migliori difese europee…Bigon, da parte sua, lamenta le assenze importanti e l’infortunio di Careca parlando di una squadra che, per quest’anno, ha dato tutto pur non riuscendo a qualificarsi alle competizioni UEFA per la 1° volta dopo 5 annate.

Per 2° volta consecutiva Roma-Napoli finisce 1-1 e sono 4 volte delle ultime 5 che i lupi non battono gli “scugnizzi” (la 5° é stata la sconfitta per 3-1 in ribaltone di domenica 18/2/1990 a Fuorigrotta tramite 2 rigori realizzati da Maradona e da una magia di Careca dopo che Nela aveva firmato il primo vantaggio di giornata con una bellissima punizione)…per trovare una vittoria romana negli scontri diretti con i suoi ex “gemellati” bisogna addirittura tornare indietro all’1-0 casalingo del 31/12/1988 firmato da Voller all’87°.

Fra 20 giorni sapremo tutti i verdetti: Napoli 8° e Roma 9° (37-36) con sorpasso all’ultima domenica sulla Lazio ma entrambe fuori dalla promozione diretta alle coppe dietro a Sampdoria/Inter/Milan/Genoa/Torino/Parma/Juventus ma il destino non sarà per niente clemente neanche nelle competizioni ad eliminazione diretta: la Roma vincerà 1-0 (80° Rizzitelli) colpendo pure un palo decisivo sullo 0-0 con il medesimo Rizzitelli ma non riuscirà a ribaltare le sorti della coppa internazionale vedendo festeggiare la 1° di 3 affermazioni interiste nel torneo (tutte a cavallo fra il 1991 e il 19 pur riuscendo a rifarsi con la coppa nazionale, che le garantirà l’ultima Coppa delle Coppe giocata, ottenuta per la 7° volta (l’ultima prima del nuovo millennio) a spese della Sampdoria (3-1 in casa il 30/5 e 1-1 in trasferta il 9/6) al prezzo di aver poi mollato, a fine agosto 1991, la Supercoppa Italia per 1-0 (75° Mancini) sempre dinanzi ai blucerchiati (esordienti entrambe le parti…anche qui sarà la 1° affermazione nonché l’unica fino ad ora).

Il nostro viaggio verso Roma-Napoli é appena iniziato…tenetevi forte!!!!!

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