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SAMPDORIA-GENOA…-1 GIORNO, VINCENZO TORRENTE: DA CETARA A GENOVA PER SOGNARE L’EUROPA

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GENOVA – Il sud Italia, nella seconda metà degli anni ’60, divenne un territorio di fortissima immigrazione verso il nord e, soprattutto, il triangolo industriale Genova-Torino-Milano…soprattutto in Sicilia e Campania furono in tanti a partire in cerca di fortuna a chilometri di distanza ma a Cetara, un piccolo comune nel napoletano, invece, vi rimase la famiglia Torrente, che il 12 febbraio 1966 ebbe un figlio, Vincenzo.

Cetarese e giovanili della Nocerina

Vincenzo crescerà come tutti i bambini della sua età giocando a calcio per la strada fino a 11 anni, quando la squadra locale, la Cetarese, all’epoca militante in Prima Categoria e di cui suo padre Gaetano era presidente, non lo seleziona per fargli fare il terzino destro a partire dal 1977. La sua esperienza dura fino al 1981, quando la Nocerina, una piccola squadra dai colori rossoblù della provincia salernitana e che giocava la Serie C2, lo nota per farlo passare a giocare nelle giovanili fino alla maggiore età quando aveva compiuto il quindicesimo anno d’età. Riuscirà a farsi notare in poco tempo e si fa vedere dalla dai dirigenti della prima squadra nell’estate del 1983, quando si trasferisce a giocare fra i professionisti per 2 stagioni avendo compiuto 16 anni…guadagna la continuità in C2 nel 1983/84 ma già nel 1984/85 la squadra ricrolla in C2 e Spartaco Landini, ex giocatore dell’Italia ai mondiali 1966 nonché ex di Inter, Palermo, Napoli e Sangiovannese ma divenuto Direttore Sportivo del Genoa, lo vede capendone subito il potenziale; Torrente, quindi, viene prestato al Genoa per il Torneo di Viareggio dell’inverno 1985 e poco dopo arriva l’acquisto da parte dei genovesi nell’estate del 1985.

Torrente-Genoa: un amore lungo 15 anni

Il rossoblù era nel suo destino e Torrente lo capisce subito quando arriva a Genova nell’estate della retrocessione in B dopo 3 anni di Serie A: il popolo genoano soffre molto mentre la Sampdoria di Mantovani si sta affermando e il presidente Aldo Spinelli, dopo aver rilevato il club da Renzo Fossati (patron da 20 anni) comincia un lento lavoro di risanamento per riportare ai massimi livelli i “grifoni”. Torrente ha 20 ormai e, assieme al centrocampista Stefano Eranio prendono sulle spalle la squadra pure se i risultati non si vedranno fino alla promozione ottenuta nel 1988/89. Nel frattempo passeranno da quelle parti i tecnici Tarcisio Burgnich, Attilio Perotti, Luigi Simoni e, soprattutto, Franco Scoglio detto il “professore”…intanto Sandro Mazzola é Direttore Sportivo e porta a casa tesserati di prestigio come lo stopper Nicola Caricola, il portiere Giovanni Cervone e il centrocampista Sergio Domini (gli ultimi 2 se ne andranno proprio nel 1989); Torrente si trova bene e gioca quasi tutte le partite ogni anni riuscendo anche a segnare il suo primo gol da professionista in occasione di Genoa-Brescia 2-0 del 22 novembre 1987 ma é chiaro che la piazza del Genoa merita di meglio e lui lo capisce, scegliendo di sposare la causa del club finché non saranno almeno tornati in Serie A proprio nel periodo in cui la Samp si sta imponendo come una delle principali potenze calcistiche a livello nazionale. La tanto agognata promozione arriva, appunto, nel 1989, solo un anno dopo aver rischiato la Serie C1 con un mesto quattordicesimo posto (+2 sulle retrocesse e quota 32 punti)…sempre nell’estate del 1988 arrivano il portiere Attilio Gregori mentre Cervone va via e dalla Roma ecco il libero Gianluca Signorini, le ali Gennaro Ruotolo, Roberto Onorati e il bomber Davide Fontolan: uomini che consentono al Genoa di vincere il campionato basandosi sulla difesa e di tornare in Serie A ma con chiare ambizioni di salvezza e nulla più benché Scoglio sia stato confermato e ci siano stati arrivi a livello dell’estremo difensore Simone Braglia, lo stopper Fulvio Collovati, i centrocampisti Valeriano Fiorin, Davide Fontolan, Rubèn Paz, José Perdomo e l’attaccante Carlos Aguilera (gli ultimi 3 tutti uruguagi che andranno ai mondiali dell’estate seguente); il campionato si conclude con un modesto undicesimo posto ma la retrocessione é scongiurata e intanto che Torrente riesce anche a giocare i suoi primi 2 derby, perdendo 0-1 in al secondo turno di Coppa Italia, 2-1 in casa e pareggiando in trasferta 0-0 mentre il primo gol in A arriva il 19 novembre 1989 in occasione del 2-3 con il Cesena in Liguria (27+2 presenze su 34+2). L’improvvisa consacrazione arriva nel 1990/91, estate in cui Scoglio viene esonerato malgrado l’amore che la tifoseria prova per lui e i buoni rapporti con tutti…arriva Osvaldo Bagnoli, colui che portò il Verona allo scudetto il 12 maggio 1985 pareggiando a Bergamo 1-1 e con lui si aggiungono il terzino brasiliano Branco oltre al centravanti cecoslovacco Thomas Skuhravy, che prenderanno il posto di Paz e Perdomo malgrado le ambizioni siano sempre quelle della salvezza con capitano Signorini e Ruotolo con Torrente a fargli da vice: Torrente gioca 33+4 partite saltando solo una sfida di campionato e segna in Genoa-Cagliari 2-2 del 5 maggio 1991, rivelatasi decisiva per portare i genoani al loro esordio assoluto nelle coppe europee accedendo alla Coppa UEFA proprio nell’annata in cui i rossoblù rivinceranno una stracittadina, in trasferta per giunta, dopo l’1-2 del 22 ottobre 1978…finisce sempre 1-2 e poi 0-0 al ritorno per un Genoa che il 26 maggio si godrà il quarto posto, parzialmente reso amaro dallo scudetto della Sampdoria, vero miracolo di quegli anni assieme al Verona ma con proporzioni diverse. La stagione 1991/92 sarà ricordata come la più luminosa del Genoa malgrado la retrocessione rischiata in campionato: Torrente gioca 28 partite di campionato su 34 ed é fra i protagonisti della cavalcata europea in cui spiccheranno la doppia vittoria contro il Liverpool nei quarti (2-0 a Genova e 1-2 a Liverpool nella prima sera in cui un’italiana riuscirà ad espugnare il campo degli uomini di Ian Rush) e il pari in casa dell’Ajax futuro campione in semifinale nonostante la sconfitta per 2-3 in casa all’andata. Da allora il Genoa giocherà la Serie A fino al10 giugno 1995, quando perderà lo spareggio di Firenze ai rigori contro il Padova malgrado tecnici competenti come Bruno Giorgi, Luigi Maifredi, Claudio Maselli e Giuseppe Marchioro…Vincenzo Torrente non é più un ragazzino e capisce che, dopo la Coppa UEFA, qualcosa si é rotto definitivamente e molti giocatori inizieranno ad andare via subito dopo mentre lui non segnerà più in massima lega ma continuerà con una media di 30 presenze a stagione al netto di un bilancio nei derby pessimo (2 sconfitte e 5 pareggi con la sola vittoria ottenuta, la prima in casa, il 30 aprile 1995 per 2-1, a partire dal doppio pari del 1991/92). Dopo la retrocessione, se si esclude la vittoria in Coppa Anglo-Italiana del 1995/96 conquistata a spese del Port Vale per 5-2 sul terreno di “Wembley” (il campo dove la Doria aveva perso la Coppa dei Campioni meno di 4 anni addietro) il 17 marzo 1996, le cose peggiorano sempre di più: tutti i compagni della leggendaria squadra che aveva fatto concorrenza alla Samp se ne sono andati, Spinelli cede il Genoa a Massimo Mauro nell’estate del 1997 e gli allenatori non riescono a risollevare le sorti di un club neanche a livello di Luigi Radice, Gaetano Salvemini, Giuseppe Pillon, Luigi Cagni, Delio Rossi, Bruno Bolchi o ritorni come Perotti, Maselli e Burgnich. L’esperienza di Torrente in maglia genoana si conclude nella primavera del 2000 a fronte di 412 presenze e 5 gol ma il giocatore non ha ancora chiuso con il calcio e va a giocare nell’Alessandria di Antonio Colombo in C1, dove tutto era iniziato e dove troverà un altro ex genoano come l’allenatore Roberto Pruzzo oltre a Sergio Rossetti…risultato? 21 apparizioni con 0 firme nel 2000/01 per un terzino destro forte ed entrato di diritto nella storia del Genoa come terzo più presente di sempre dietro al suo compagno di fascia Gennaro Ruotolo e al datato Fosco Becattini.

La vita in giacca e cravatta

Appena ritirato sceglie di diventare allenatore e il successore di Massimo Mauro Luigi Dalla Costa, arrivato al Genoa nel 2000, lo prende insieme a Rino Lavezzini per fagli salvare la squadra, a rischio Serie C nel 2002/03 ma che si salverà solo grazie allo scandalo del “Caso Catania” che riformerà totalmente il calcio italiano appena 2 anni prima di “Calciopoli”; nel 2003 arriva Enrico Preziosi alla presidenza e Torrente rimane nei quadri dirigenziali prima come tecnico delle giovanili, come quando vince il Torneo di Viareggio nel 2007 e nel 2007/08 ottiene di fare il Responsabile Tecnico degli Allievi Nazionali. Il 9 giugno 2009 iniziano gli anni d’oro del Gubbio con lui in panchina: con Luigi Simoni DT, che lo aveva allenato nel 1987/88, gli umbri scalano le marce e il 13 giugno 2010 battono San Marino arrivando in Serie C per poi ottenere la Serie B l’8 maggio 2011 a scapito del 3-1 ottenuto contro la Paganese in finale dei playoff; nel 2011/12 il Gubbio, allestito con 1,3 milioni di euro di budget, resiste per diverse giornate in vetta con Torrente che potrebbe liberarsi anche con una bella clausola economica. Il 15 giugno 2011 firma per un anno con il Bari appena retrocesso (poi saranno 2) ma i 6 punti di penalizzazione e i 7 del secondo non aiutano i suoi a rivedere una Serie A che ad oggi non hanno più visto i pugliesi. Il 4 giugno 2013 ecco la firma con la Cremonese, dove ritrova di nuovo Simoni DT ma viene esonerato l’11 marzo 2014 per poi rescindere il 17 dicembre. Il 22 giugno 2015 sceglie di allenare la Salernitana, batte 3-1 l’Avellino all’esordio in B ma viene poi esonerato il 2 febbraio 2016 per far posto a Leonardo Menichini. Il 19 aprile 2017 firma un contratto fino a fine stagione con il Vicenza rimpiazzando Pierpaolo Bisoli ma non riesce a salvare gli amaranto dalla Lega Pro. Fugace anche l’esperienza in C con la Sicula Leonzio a partire dalla firma del 14 dicembre 2018 ma fine anno lascia anche i bianconeri. Torna al Gubbio il 16 ottobre 2019 per rimpiazzare Federico Guidi e scrive una nuova pagina di storia dei rossoblù (i colori della sua vita chiaramente…) il 17 marzo 2021, quando vince 2-3 in casa del Perugia nel girone B di Serie C a 73 anni dall’ultimo successo dei suoi nel capoluogo regionale. Si é fatto notare da tutti come un buon allenatore anche se non ha mai spiccato il volo, ma nella storia lui ci sta già da quando fece parte del leggendario Genoa che più di tutti ha riportato un club nobile come questo vicino alla cima dell’Europa negli anni d’oro del calcio italiano e di Genova tutta…Vincenzo Torrente, l’uomo che partì da Cetara verso Genova per sognare l’Europa.

Il palmares

GENOA= 1 Serie B: 1988/89;

1 Coppa Anglo-italiana: 1996;

1 Torneo di Viareggio: 2007.

GUBBIO= 1 Serie C: 2010/11;

1 Panchina d’oro Prima Divisione: 2010/11;

1 Panchina verde Umbria Aiac: 2010/11.

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