
GENOVA – Siamo nel gelido inverno del 1991 e il giorno prima é morto il presidente della Roma Dino Viola dopo 11 anni di presidenza (la più vittoriosa della storia del club), in Jugoslavia impazza già la guerra di secessione e da pochi giorni é scoppiata pure la seconda guerra del Golfo mentre l’Italia si gode gli anni del benessere dopo la grande delusione del mondiale calcistico casalingo della scorsa estate senza contare che il prossimo 24-29 giugno la Jugoslavia verrà a vincere a Roma gli europei di pallacanestro battendo i padroni di casa 88-73. Nel frattempo siamo arrivati all’ultima giornata del giorne di andata, la n.17, e la classifica ci dice Inter, Juventus 22; Milan 21; Parma 20; Sampdoria 19; Genoa, Torino 17; Lazio 16; Atalanta, Bari, Lecce, Napoli, Roma 15; Fiorentina 14; Pisa 12; Bologna, Cagliari 10; Cesena 9…sul fronte delle partite invece troviamo Inter-Lecce 5-0 (2′ Brehme, 42′ e 47′ rig. Matthaus, 80′ Pizzi, 90′ Klinsmann), Juventus-Genoa 0-1 (37′ Skuhravy), Parma-Milan 2-0 (6′ e 34′ Melli), Atalanta-Torino 0-1 (61′ Bresciani), Bari-Cagliari 4-1 (2′ Fonseca; 3′ Terracenere; 52′ Paulo, 75′ Maiellaro, 84′ Soda), Bologna-Napoli 1-0 (89′ Notaristefano), Roma-Pisa 0-2 (59′ Larsen, 68′ Lucarelli), Fiorentina-Cesena 2-0 (16′ e 41′ Orlando) intanto che una delle gare maggiormente interessanti é Sampdoria-Lazio, prevista allo stadio “Luigi Ferraris” davanti ad una cornice di circa 25.000 spettatori fra cui 300 laziali in una giornata fredda e con un campo in pessime condizioni su cui i padroni di casa dovranno rigiocare fra 3 giorni per recuperare la gara contro la Roma (vinceranno 2-1).
Campionato e campioni
Sampdoria-Lazio storicamente ha sempre avuto una nomea da gara fra piccole squadre tranne quando i capitolini vinsero lo scudetto del 1973/74…eppure ci sono 3 stranieri tesserabili per parte, pure se il brasiliano Cerezo non sarà della sfida causa infortunio (l’avventura carioca si chiuderà il 24 giugno, agli ottavi, per 0-1 a Torino contro l’Argentina): l’URSS di Mikhaijlichenko, vice-campione d’Europa, andrà fuori da ultima nel girone B dietro a Camerun, Romania, Argentina (doppia sconfitta 2-0 con Romania a Bari, con l’Argentina a Napoli e vittoria inutile 4-0 col Camerun ancora in Puglia)…l’Uruguay di Sosa andrà fuori il 25 giugno agli ottavi per 2-0 a Roma dinanzi all’Italia di Pagliuca, Vierchowod, capitan Mancini, Vialli, futuri terzi grazie all’eliminazione in semifinale a Napoli il 3 luglio in semifinale per 3-4 ai rigori dopo l’1-1 sul campo con l’Argentina di Troglio ma vincitori, successivamente, 2-1 contro l’Inghilterra a Bari il 7 luglio nella finale di consolazione…ai quarti ci sarà spazio anche per l’uscita della Jugoslavia di Katanec a Firenze dopo il 3-2 dal dischetto il 30 giugno sempre per mano degli argentini guidati da Maradona, i quali crolleranno in finale sull’1-0 nel finale a Roma l’8 luglio dinanzi alla Germania Ovest della riserva Riedle (terza finaleconsecutiva giocata e terzo mondiale vinto dai teutonici). Va considerato, inoltre, che il tecnico di casa Boskov deve fare a meno del portiere titolare Pagliuca, il capitano titolare Pellegrini, il terzino Katane oltre al regista Cerezo senza contare lo stopper Mignani…tutti sono infortunati tranne la scelta tecnica di quest’ultimo, al pari di Lampugnani, Vertova, Marchegiani: gli unici esclusi per carenza di posti da parte di Dino Zoff; va da se che il momento in casa ligure non é buono: é arrrivata solo la vittoria per 3-1 con l’Inter del 30 dicembre 1990 nelle ultime 6 gare (1-2 nel derby casalingo, 0-0 a Cagliari, 1-1 a Bari, 1-2 col Torino, 1-0 a Lecce) in attesa di tornare in campo per le coppe a febbraio nei quarti di Coppa Italia col Torino e a marzo in Coppa delle Coppe per misurarsi al medesimo turno con il Legia Varsavia…la Lazio, invece, ha totalizzato appena 2 vittorie (3-1 col Bologna e 1-0 a Cagliari) oltre a 2 batoste (1-0 a Lecce, 2-1 a Napoli) con ben 12 pareggi (0-0 a Torino, col Parma, 1-1 col Milan, 0-0 in casa juventina, 1-1 col Bari, 2-2 con l’Atalanta, 1-1 a Cesena, con la Roma, col Genoa, 0-0 col Pisa, 1-1 a Firenze, 0-0 con l’Inter).
Prova a sbloccarla Vialli
Le marcature sono quelle previste, calcolando che Pari parte dalla mediana per poi fare il libero assieme a Lanna: Bonetti-Riedle, Vierchowod-Sosa contro Bergodi-Mancini, Gregucci-Vialli, Pin-Mikhaijlichenko, Sclosa-Dossena, Madonna-Pari, Domini-Lombardo…restano fuori dagli accoppiamenti solo i portieri oltre a Lanna, Katanec con Soldà, Sergio (nel caso dei doriani mancano 2/4 della difesa titolare: i marcatori Pellegrini e Mannini). In apetura Mancini, Vialli, Katanec calciano alto da fuori area, poi ancora Vialli conclude di destro fuori da dentro l’area su filtrante di Mancini al 17’…la Lazio si viva prima con Sclosa di destro al 18′ da fuori area venendo seguito dal sinistro di Pin al 21′ su cui Nuciari fa ancora buona guardia, al 24′ ancora Lazio con Sosa che manda alto dai 20 metri con un pallonetto morbido ma fuori misura; al 30′ punizione mancina ancora fuori da parte di Sosa, al 35′ Nuciari in uscita salva sul destro di Riedle liberato al tiro da Sosa…al 38′ Mikhaijlichenko manda ancora altissimo di sinistro su punizione dalla trequarti mentre al 40′ Gregucci apre la lista degli ammoniti stendendo Mancini sulla destra ma Fiori blocca il cross dalla destra, al 42′ giallo pure per Vialli, il quale protesta dopo essersi visto annullare un gol in rovesciata di destro per gioco pericoloso a danno di Bergodi su traversone di Lombardo e al 43′ Madonna lo segue per aver steso Pari con il pubblico di casa che inizia a gettare roba in campo (in apertura i laziali avevano tirato 3 fumogeni vicino alla porta di Nuciari…a testimonianza di un clima tutt’altro che tranquillo pure sugli spalti oltre a 2 squadre piuttosto nervose)…all’intervallo siamo ancora 0-0 malgrado il gol di Vialli appaia regolare ai più e la sfida sia stata molto tattica nonché ricca di contrasti.
La raddrizza Sosa
A inizio ripresa dentro Bacci, per il già ammonito Madonna, che va su Pari ma al 51′ ecco l’1-0: Mancini batte una punizione dalla sinistra e Vialli segna in tuffo di testa sul primo palo (per lui 8+2+0+0…a fine anno ne conteremo 19+3+1+0)…al 60′ Mancini mette ancora in mezzo per Vialli ma il bomber svirgola e Orsi blocca facile; al 66′ gran destro al volo di Pin da fuori area ma Nuciari si distende a fil di palo mandando in angolo in un momento in cui Mikhaijlichenko inizia anche ad essere fischiato a causa di un’ennesima prova insufficiente (Boskov lo giustificherà parlando di difficoltà relative all’adattamento ad un campionato diverso da quello sovietico e con ritmi molto più alti). Al 70′ miracolo di Nuciari su destro di Bacci da dentro l’area e al 71′ Boskov rafforza la mediana inserendo Invernizzi per il regista russo nel momento in cui la Lazio sta spingendo alla ricerca del pari ma, in vero, non crea reali pericoli mentre al 77′ Vierchowod si fa male in uno scontro di gioco al limite dell’area con Sosa ed esce sanguinando per Branca, che di mestiere fa la punta, ma di fatto andrà all’ala sinistra con Dossena a scalare in mezzo e la coppia Lanna-Pari al centro della difesa nel 4-4-2 inedito del finale. All’80’ Mancini reclama per un rigore non concesso dal legnanese Beschin in seguito ad una spinta di Bacci su di lui una volta entrato in area e all’81’ Vialli spedisce appena fuori un bel destro incrociato su lancio di Lombardo da destra…ormai sembra che la partita non abbia più nulla da dire, finché Lanna non stende Sosa all’ingresso in area e Beschin fischia la punizione dell’1-1: sinistro dell’uruguagio dietro la barriera che lascia Nuciari impietrito riequilibrando la situazione (per Sosa sono 6+1 gol al momento…alla fine se ne conteranno 11+1 al primo anno da noi: non male come media) ma la Lazio non molla e cerca la vittoria con Sosa anche all’87’ ma Nuciari salva da dentro l’area di rigore con un intervento determinante pure se più d’istinto che altro in un concitato ultimo periodo in cui il Doria passa al 4-3-3 (Lombardo-Invernizzi-Dossena in mezzo con Branca-Vialli-Mancini davanti) e Mancini si fa ammonire per proteste (altro possibile rigore su di lui, stavolta commesso da Sergio) al 90′ pur senza ottenere più di un pareggio, risultato che mancava fra queste 2 squadre dal 2-2 del 1° dicembre 1984 sempre a Genova. Al triplice fischio dell’arbitro di Legnago Beschin ecco la nuova classifica: Inter 24 punti; Juventus, Parma 22; Milan 21; Sampdoria 20; Genoa, Torino 19; Bari, Lazio 17; Fiorentina 16; Atalanta, Lecce, Napoli, Roma 15; Pisa 14; Bologna 12; Cagliari 10; Cesena 9…manca tutto un girone di un campionato interamente da vivere anche se la Sampdoria é ormai considerata in crisi (oltre che in emergenza ed affaticata) dopo un ottimo avvio e la Lazio non é riuscita a capitalizzare la sua migliore condizione fisica pur giocando maggiormente di squadra.
Gioia doriana e tranquillità laziale
A fine anno la Sampdoria vincerà il suo unico scudetto superando il Lecce per 3-0 domenica 19 maggio 1991 sovrastando l’Inter 51-46 vantando anche il capocannoniere del campionato Gianluca Vialli (19 reti…erano passati ben 30 anni da quando Sergio Brighenti era stato l’unico re dei bomber in maglia blucerchiata fin lì con 26 segnature mentre nel 2018/19 li eguaglierà “nonno” Fabio Quagliarella ancora a quota 26) nell’ultimo anno in cui il tricolore finirà fuori dal triangolo Torino-Milan-Roma (oltre ai biancocelesti, che faranno 1-1 e 3-3 mentre il Cagliari impatterà 0-0 e 2-2, solo Genoa e Torino resteranno imbattuti contro i blucerchiati: 1-2 e 0-0 i primi con 1-2 e 1-1 dei secondi) intanto che la Lazio si posizionerà undicesima a +10 sulla salvezza coronando un campionato senza troppi problemi o velleità eccessive…in Coppa Italia i romani usciranno ai sedicesimi contro il Modena (0-0 fuori casa e 1-3 nella capitale) mentre i genovesi crolleranno in finale con la Roma (3-1 a Roma e 1-1 a Genova) per poi vendicarsi con il loro primo trionfo in Supercoppa Italia il 25 agosto successivo (1-0 firmato Mancini al 75′) ma le delusioni maggiori arriveranno dall’Europa, visto che la Samp cadrà contro il Milan nel primo derby italiano in Supercoppa Europa (1-1 in Liguria e 2-0 rossonero sul neutro di Bologna fra novembre e dicembre 1990) prima di uscire dalla Coppa delle Coppe, essendone detentrice, nei quarti proprio contro i semifinalisti del Legia Varsavia (sconfitta 1-0 in Polonia e 2-2 in Italia). Il nostro viaggio di avvicinamento al primo big-match infrasettimanale é stato rapidissimo e si chiude qui…parola al terreno di gioco!!!
Il tabellino
SAMPDORIA-LAZIO 1-1
SAMPDORIA (4-4-2): Nuciari; Bonetti, Lanna, Vierchowod (77′ Branca), Katanec; Lombardo, Mikhaijlichenko (71′ Invernizzi), Pari, Dossena; Mancini (cap.), Vialli. A disposizione: Porcù, Dall’Igna, Calcagno. Infortunati: Pagliuca, Pellegrini, Mannini, Cerezo. Scelta tecnica: Mignani. Allenatore: Boskov.
LAZIO (4-4-2): Fiori; Bergodi, Soldà, Gregucci, Sergio; Sclosa, Madonna (46′ Bacci), Pin, Domini; Sosa, Riedle. A disposizione: Orsi, Troglio, Bertoni, Saurini. Scelta tecnica: Lampugnani, Vertova, Marchegiani. Allenatore: Zoff.
ARBITRO: Beschin di Legnago.
MARCATORI: 51′ Vialli (S); 85′ Sosa (L).
NOTE: Ammoniti Gregucci (L) al 40′, Vialli (S) al 42′, Madonna (L) al 43′, Mancini (S) al 90′ per gioco falloso.
