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Stupenda la “prima” di Inzaghi, la Lazio rinasce (con malizia) al Barbera

Lazio's forward Miroslav Klose celebrates after scorinf during the Italian Serie A soccer match between US Palermo and SS Lazio at Renzo Barbera Stadium in Palermo, 10 April 2016. ANSA/ PALAZZOTTO

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Lazio's forward Miroslav Klose celebrates after scorinf during the Italian Serie A soccer match between US Palermo and SS Lazio at Renzo Barbera Stadium in Palermo, 10 April 2016. ANSA/ PALAZZOTTO

Palermo-Lazio 0-3
Marcatori: 10′, 15′ Klose (L), 72′ Felipe Anderson (L)

Al “Renzo Barbera” di Palermo rinasce la Lazio. Inzaghi alla prima panchina biancoceleste trova subito una vittoria importante, non solo per il risultato ampio e netto, ma soprattutto per la prestazione. Sembra tornata la Lazio dello scorso anno, quella brillante, famelica ed entusiasmante. Sul tabellone c’è scritto zero a tre, tra la contestazione e le bombe carta che piovono dagli spalti dai tifosi siciliani, che accusano in maniera a dir poco incivile un Palermo brutto e abulico.

Tre gol che portano la firma di due dei giocatori più criticati di questa stagione: Miro Klose e Felipe Anderson. Il tedesco si regala una doppietta nel primo quarto d’ora (10′ e 15′), quello in cui la Lazio subiva sempre una rete. Entrambi da vero rapace d’area di rigore, a dimostrazione che gli anni non intaccano mai la classe e la qualità di un campione. Il terzo è un sigillo dopo troppe occasioni sprecate e arriva dalla panchina, nel secondo tempo, con il n.10 brasiliano in gol al primo pallone toccato, in velocità, come non gli riusciva da mesi. Candreva domina sulla fascia, Biglia è una colonna in mezzo al campo e in difesa i rischi sono pochissimi: tutto molto bello, inimmaginabile a distanza di una settimana dalla figuraccia del derby.

E’ la magia di Inzaghi, a cui vanno tanti meriti per aver stravolto una squadra depressa ed abbattuta in una sola settimana di ritiro. Meriti anche ai giocatori, rei però di aver reagito solo ora ad una stagione tribolata, che forse, con questo spirito poteva davvero regalare emozioni, sia in Italia che in Europa. Tutta colpa di Pioli? Per i più superficiali sì, per tutti gli altri c’è un pizzico di malizia in questa vittoria da “vecchia Lazio”. Il gioco, le occasioni, la porta inviolata, non possono essere solo un caso e per i più maligni è il classico disegno che qualcuno avrebbe architettato per far fuori il povero Pioli. Resta il fatto, oggettivo ed eclatante, che tutti gli ingranaggi sono tornati come per magia a girare, e che tutti i limiti della stagione sembrano scomparsi. Come sempre, solo il tempo darà la giusta dimensione di quest’impresa biancoceleste.

Giorgio Marota

IL TABELLINO:

PALERMO (4-4-2): Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella (52′ La Gumina), Hiljemark, Jajalo, Lazaar (37′ Brugman); Quaison (74’Trajkovski), Gilardino. A disp. Posavec, Alastra, Struna, Rispoli, Cionek, Chochev, Baloghi, Maresca. All. Walter Novellino

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic (75′ Mauricio); Onazi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose (78′ Djordjevic), Keita (69′ Felipe Anderson). A disp. Guerrieri, Matosevic, Matri, Milinkovic, Cataldi, Mattia, Murgia, Germoni. All. Simone Inzaghi

ARBITRO: Gervasoni (Sez. Mantova). ASS.: Manganelli- Paganessi. IV: Fiorito. ADD.: Guida-Nasca.
NOTE. Ammoniti 19′ Parolo (L), 33′ Quaison (P), 50′ Gentiletti (L), 87′ Mauricio (L), 71′ Jajalo (P)
Recupero: 3′ pt

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