
Da soli 2 giorni sono passate l’Epifania é le feste di Natale, il 1984 sarà anche l’anno degli Europei in Francia vinti dai padroni di casa e delle olimpiadi di Losa Angeles, fra un mese esatto prenderanno il via le olimpiadi invernali a Sarajevo mentre in tv va in onda “La Signora in giallo” con “Sentieri”…l’Italia, proprio negli anni ’80, é stata travolta da un’improvvisa ondata di “americanizzazione” dopo il cupo decennio precedente: tutti hanno una gran voglia di divertirsi e il calcio é il primo veicolo adoperato dal popolo per riscoprire il piacere di svagarsi nei weekend. Per l’ultima giornata del girone di andata, la n.15, nell’epoca delle 16 squadre e tornei a 30 partite, troviamo una classifica che non nasconde poche insidie a inizio turno…Juventus 20 punti; Roma, Torino 19; Sampdoria 17; Fiorentina, Verona 16; Inter, Milan, Udinese 15; Ascoli 14; Genoa, Napoli 11; Avellino, Pisa 10; Lazio 9; Catania 7 vedendo che, oltre a Verona-Roma 1-0 (82′ Di Gennaro) ovvero la gara con 2 squadre più vicine in alta classifica, le altre sfide previste sono Juventus-Genoa 4-2 (23′ Platini; 29′ Briaschi; 33′ Cabrini; 59′ Benedetti; 62′ Penzo, 75′ rig. Rossi), Napoli-Torino 0-0, Sampdoria-Ascoli 1-2 (13′ Novellino, 85′ aut. Pari; 90′ aut. Bogoni), Fiorentina-Avellino 1-0 (45′ Bertoni), Catania-Inter 0-0, Milan-Udinese 3-3 (8′ rig. Baresi; 40′ Zico; 43′ Verza, 81′ Blissett; 84′ Zico, 87′ Causio), Lazio-Pisa 0-1 (39′ Vianello).
Il nuovo che avanza
Verona-Roma, dunque, é la sfida che interessa maggiormente come scontro diretto: 40.000 spettatori gremiscono il “Marcantonio Bentegodi” dando subito un “caldissimo benvenuto” ai 6.000 romanisti in trasferta assiepati al primo anello della “Curva Nord” a suon di fischi e lancio di oggetti intanto che sia il presidente di casa Celestino Guidotti che il primo dirigente giallorosso Dino Viola arrivano allo stadio…pensare che i veronesi sono tornati in Serie A solo nell’estate del 1982 dopo essere retrocessi nel 1977 ma da allora, sotto la guida di Osvaldo Bagnoli detto “il mago della Bovisa” e del suo fedele 4-4-2 impostato sulle marcature a uomo pur dovendo fare a meno del centrocampista infortunato Sacchetti e dell’assenza per scelta tecnica del futuro allenatore Guidolin, hanno già ottenuto ottimi risultati ponendosi come “matricola terribile” del campionato mentre i giallorossi hanno migliorato la loro rosa dell’anno passato in cui si erano laureati campioni d’Italia ma vengono da un periodo di grossa crisi in seguito ad un inizio scoppiettante fatto di 6 vittorie e una batosta malgrado un ottimo tecnico come Nils Liedholm e il suo 4-4-2 trasformabile in 4-5-1 all’occorrenza oltre che basato sulla cosiddetta “zona” e sul possesso palla pure se stavolta le assenze sono tante oltre che importanti, ovvero il centrocampista degente Ancelotti con squalificati a livello del terzino Nela, l’ala Conti, la punta Graziani per poi chiudere con il capitano abituale Di Bartolomei che siede in panca per scelta tecnica (ben 3/5 del centrocampo titolare mancano, oltre a metà dell’attacco). Va detto che i gialloblù hanno raccolto un bilancio più che buono in questo girone d’andata: 6 vittorie, 4 pareggi, 4 delusioni (4-2 alla Lazio, brutto 4-2 subito in casa del Milan, 2-0 al Pisa, 1-1 a Udine, 3-1 all’Ascoli, 1-0 a Catania, 3-1 alla Fiorentina, pesante 3-1 sul campo della Juve, 1-1 col Napoli, 1-1 con l’Avellino, 1-0 in terra doriana, 1-1 a Torino, 0-0 col Genoa, ancora un pesante 1-0 rimediato dall’Inter) con 22 gol fatti e 16 subiti contando pure l’eliminazione nei sedicesimi di di finale di Coppa UEFA contro lo Strum Graz pur senza aver mai perso (dopo aver superato 1-0 in casa e 3-2 fuori la Stella Rossa, saranno un 2-2 casalingo seguito da uno 0-0 in Austria a certificare la loro uscita); la Roma, invece, ha già ipotecato il passaggio ai quarti di Coppa dei Campioni, a cui partecipa da esordiente e in cui a marzo sfiderà la Dinamo Berlino, ma in campionato ha iniziato da parecchio a zoppicare con 8 vittorie, 3 pari, 4 sconfitte (una in più dell’intero anno scorso) ma con una crisi ravvisata negli ultimi mesi (2-0 al Pisa, 2-1 in casa Samp e 3-1 col Milan rimontando 2 volte, sconfitta 2-1 sul campo del Torino, 1-0 al Genoa, 2-0 nel derby fuori casa, 5-1 al Napoli, delusione 1-0 a Udine e sul terreno interista, 1-1 con l’Ascoli, 2-2 in terra juventina, 3-2 con l’Avellino, 0-0 a Firenze, 1-0)…in compenso abbiamo entrambi i club che sono riusciti a superare brillantemente i gironi estivi di Coppa Italia per ritrovarsi a febbraio a sfidare rispettivamente Avellino e Reggiana. Pure se l’Italia campione del mondo del duo Conti-Graziani non si é qualificata agli europei della prossima estate, neanche gli stranieri presenti avranno momenti di gloria: i brasiliani Falcao-Cerezo torneranno in campo solo nel 1986 per il mondiale in Messico mentre il polacco Zmuda e lo scozzese Jordan falliranno entrambi l’appuntamento transalpino…per rivedere gli azzurri in campo in competizioni ufficiali bisognerà aspettare proprio il torneo in California, in cui ci piazzeremo quarti perdendo prima la semifinale contro il Brasile e poi la finale di consolazione dinanzi alla Jugoslavia sempre per 1-2 malgrado uomini importanti come Tancredi, Nela e capitan Tricella, Fanna, Iorio.
Equilibrio assoluto
I giallorossi si schierano con la loro solita “zona” ed ognuno si occupa del relativo avversario corrispondente ad eccezione di Bonetti che segue Galderisi mentre Oddi controlla l’ex Iorio e Strukelj si occupa di Di gennaro cercando di soffocare tutte le fonti di gioco nemiche mentre il Verona adopera molti più accorgimenti difensivi attraverso coppie ben delineate: Ferroni-Vincenzi, Fontolan-Pruzzo, Volpati-Maldera, Storgato-Falcao, Marangon-Chierico, Fanna-Cerezo…restano fuori da compiti di contenimento solo i portieri Garella e Tancredi con i liberi Tricella e Righetti, pur considerando i romani giocano con Cerezo più laterale a sinistra il quale verosimilmente stringerà verso il centro aumentando a 3 il numero di registi giallorossi in modo da lasciare spazio alle scorribande di Maldera. Nel primo tempo non ci sono occasioni importanti, troppa é la paura di prendere gol e complicare le posizioni già in bilico nei rispettivi obiettivi intanto che sia Tricella che Marangon si fanno ammonire per 2 interventi duri su Pruzzo, svincolatosi dalla marcatura di Fontolan, e Chierico prima che Righetti col medesimo Pruzzo si aggiungano ai cattivi…il primo per aver fatto fallo su Galderisi e il secondo per liberarsi di Fontolan ma al duplice fischio siamo sempre 0-0 intanto che il Torino pareggia 0-0 e la Juve vince 2-1 allungando a +2 sulla coppa Roma-Torino (22-20-20) mentre per il Verona la situazione é ben peggiore, dato che Fiorentina, Milan stanno vincendo e l’Inter sta pareggiando con le sole Udinese, Sampdoria sotto nel punteggio: solo Falcao costringe Garella al miracolo con un gran destro da fuori area servito da Cerezo prima che Volpati crossi da destra trovando un colpo di testa sbilenco da parte di Righetti verso Galderisi ma Tancredi esce a “corpo morto” respingendo il destro al volo del bomber di casa appena prima del duplice fischio dell’arbitro salernitano D’Elia.
Una svolta inattesa
Nella ripresa la Roma cerca di tessere la sua tela per stringere gli avversari nella loro area ma le assenze in mezzo al campo di tutti i big e di Graziani si fanno sentire troppo, senza contare che Maldera viene sistematicamente ingabbiato dai raddoppi avversari non avendo alternative come Nela o Conti su cui ripiegare per spingere dalle fasce; intanto i gol si susseguono su tutti i campi ma a Verona i padroni di casa fanno solo contenimento con qualche rarissimo contropiede: proprio con una di queste ripartenze fanno 1-0 all’82’ con Di Gennaro…Marangon scende sulla destra crossando di sinistro in area, Iorio viene anticipato di testa da Righetti e Galderisi con Volpati arrivano sulla respinta defilandosi sulla destra, poi scambiano fra loro con Galderisi che riesce ad entrare in area dal fondo passando la sfera in mezzo ma trova la deviazione di Bonetti che favorisce Di Gennaro, il cui violento destro di prima finisce in rete nonostante Tancredi fosse sulal traiettoria e Falcao si fosse messo sulla riga a tentare di respingere (per Di Gennaro é il quarto gol in campionato ma sarà pure l’ultimo dopo quelli contro Lazio, Napoli, Torino fuori casa contando pure quello sul campo della Carrarese in Coppa Italia…a fine anno ne conterà 4+2+0 aggiungendo quello decisivo per il raddoppio contro l’Avellino nel ritorno degli ottavi di coppa nazionale per rimontare dall’1-0 dell’andata in favore del 3-0 al ritorno dopo i supplementari). All’88’ entra Jordan per lo stremato Galderisi ma al triplice fischio é ancora, sorprendentemente, 1-0: la Roma torna a perdere in casa del Verona, sempre 1-0, per la prima volta dal 16 maggio 1971 (quel giorno segnò Clerici al 52′) ma con 6 pareggi, 3 vittorie in mezzo (la più roboante, 0-5, giunse nei gruppi di Coppa Italia il 1° settembre 1982)…adesso la classifica non ammette sconti e il cammino giallorosso é decisamente deficitario dopo un primo bilancio stagionale al contrario di quanto fatto nelle coppe, vedendo anche assegnato il titolo di campione d’inverno: Juventus 22 punti; Torino 20; Roma 19; Fiorentina, Verona 18; Sampdoria 17; Ascoli, Inter, Milan, Udinese 16; Napoli, Pisa 12; Genoa 11; Avellino 10; Lazio 9; Catania 8 ma c’é ancora tutto il giorne di ritorno da giocare e ancora c’é molto da giocare.
La Roma rimpiange il tris e il Verona si accontenta
A fine anno il Verona sarà sesto dietro a Fiorentina, Inter, Torino (peggiorando il quarto posto dell’anno scorso) mentre la Roma non andrà oltre il secondo posto alle spalle della Juventus (43-41, record per l’epoca, in un torneo pieno di rimpianti come i punti persi da situazioni di vantaggio contro Pisa o Avellino e Catania) nella stagione che segnerà l’addio di capitan Di Bartolomei e di mister Liedholm in direzione Milan…in particolare, proprio la finale del 21-26 giugno fra queste 2 squadre (l’unica nella storia e la seconda consecutiva per i veronesi dopo la rimonta per 3-2 subita ai supplementari l’anno prima dalla Juventus) sarà la doppia ultima gara di “Diba” in giallorosso e si toglierà la soddisfazione di alzare la sesta Coppa Italia del club dopo quelle del 1980 e 1981 già da lui conquistate (1-1 in Veneto e 1-0 nella capitale) mentre sul fronte internazionale arriverà la più grande delusione della storia romanista, visto che il 30 maggio 1984 il Liverpool vincerà la sua quarta Coppa dei Campioni all'”Olimpico” di Roma per 4-2 ai rigori dopo l’1-1 maturato sul campo in un anno in cui la Roma avrebbe potuto scrivere la pagina di storia della sua migliore stagione con la migliore rosa mai avuta (avrebbe fatto il “triplete” ben 26 anni prima dell’Inter di Mourinho nel 2009/10). Verona-Roma é stata una gara dai mille volti e ancora negli anni 80′ ci darà tanti spunti interessanti…vedremo quali nei prossimi racconti.
Il tabellino
VERONA-ROMA 1-0
VERONA (4-4-2): Garella; Ferroni, Tricella (cap.), Fontolan, Marangon; Volpati, Di Gennaro, Storgato, Fanna; Iorio, Galderisi (88′ Jordan). A disposizione: Spuri, Zmuda, Guidetti, Bruni. Infortunati: Sacchetti. Scelta tecnica: Guidolin. Allenatore: Bagnoli.
ROMA (4-4-2): Tancredi; Oddi, Righetti, Bonetti, Maldera; Chierico, Strukelj, Falcao, Cerezo; Pruzzo (cap.), Vincenzi. A disposizione: Malgioglio, Nappi, Di Bartolomei, Giannini, Baldieri. Infortunati: Ancelotti. Squalificati: Nela, Conti, Graziani. Allenatore: Liedholm.
ARBITRO: D’Elia di Salerno.
MARCATORI: 82′ Di Gennaro.
NOTE: Ammoniti Tricella (V), Marangon (V) e Righetti (R), Pruzzo (R) per gioco falloso.

