I bianconeri dominano, poi il pari di Blanchard
Non poteva scegliere la notte migliore il Frosinone per centrare il primo punto in serie A della sua storia. Una notte da incorniare, che rimarrà impressa negli annali. Clamoroso, ma vero a Torino. E’ finita 1-1 in casa dei campioni d’Italia, nella notte in cui i bianconeri avrebbero dovuto vincere e basta per ridurre lo svantaggio dall’Inter, che al momento vanta 10 punti sulla banda di Allegri. Se non è crisi, poco ci manca. La faccia di Marotta al triplice fischio di Cervellera era tutto un programma.
Qualcosa sembra essersi rotto, perché in passato lo Stadium era una fucina di punti. In questa stagione, ne ha portati a casa solo 2 in 3 partite contro Udinese, Chievo e appunto Frosinone, non di certo Barcellona e Real Madrid. A Zaza ha risposto in zona Cesarini Blanchard, che aveva deviato in maniera determinante nella sua porta il tiro dell’attaccante lucano. Scherzi del destino. Questo è il calcio. Prendere o lasciare. Non aveva convinto più di tanto la scelta di Allegri di lasciare in panchina Dybala, l’uomo più pagato nella gestione Agnelli/Marotta. L’ex bomber del Palermo era fresco di convocazione in nazionale e quando è entrato nella ripresa ha fatto vedere cose positive. La Juve ha creato tanto (23 occasioni), ma è riuscita a fare gol solo in un caso. Troppo poco, per una squadra costruita per vincere e convincere.
Adesso sono guai per Allegri e sabato la sua Juve è attesa al San Paolo contro il Napoli, in un match che potrebbe aprire lo stato di crisi e tagliare fuori i bianconeri dalla lotta scudetto. Applausi per il Frosinone, è stato più forte della sfortuna (il palo di Castillo e il rigore dubbio non fischiato dall’arbitro sul tiro di Frara deviato con un braccio da Barzagli), ci ha creduto e alla fine è stato premiato. Stellone era al settimo cielo, come tutti i giocatori ciociari, consapevoli di averla combinata grossa, perché una notte così forse nessuno l’aveva immaginata. Signore e signore, è il bello del calcio.
