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Lampi di Djordjevic e Anderson

ROMA – Serviva una vittoria e nella notte più complicata è arrivata. Una testata di Djordjevic e un capolavoro di Anderson per dare, si spera, una spallata alla crisi. La Lazio batte il tabù Genoa e conquista tre punti fondamentali. Un successo che ridisegna il sorriso svanito da ormai troppo tempo. Va detto però che di buono c’è il risultato perché il gioco continua a latitare. La vittoria arriva con due acuti che risollevano il coro vola Lazio vola.

TREMANO LE GAMBE – Non è stato facile avere ragione del Genoa che per tutto il primo tempo ha messo alle corde gli uomini di Pioli, salvati dal palo su una saetta di Rincon e da Marchetti. Mauricio e Gentiletti hanno fatto una fatica tremenda a contenere le folate dei genoani. Certo è che il clima non era dei migliori. La Nord pronta a ruggire per ogni errore della Lazio e così il pallone diventa più pesante che mai. Nessuno si prende responsabilità, le gambe tremano perché gli schiaffi di Napoli, e non solo, fanno ancora tanto male.

IL CIGNO – Nel momento più brutto però ecco che il brutto anatroccolo Felipe torna a vestire i panni del cigno e con una magia chiude la gara rompendo l’incantesimo. Un gol stupendo che ha fatto esplodere i tifosi che avevano scelto il silenzio per contestare. Eccolo, Anderson è tornato. E la Lazio riprende, seppur a fatica, il volo. Da adesso in poi vietato sbagliare. Pioli sorride, ma sa che la strada è lunga.

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