
ROMA – E’ la calda primavera del 2003: la “Disney” e la “Pixar” sono le case di produzione cinematografica più note in Italia, la Francia ospiterà e vincerà la Confederations Cup fra meno di un mese, la Benetton Treviso è lanciata alla conquista del suo quarto scudetto di basket e i San Antonio Spurs otterranno l’NBA contro i New Jersey Nets a inizio giugno. Intanto l’Europa si prepara ad accogliere molti paese dall’est del “vecchio continente” e l’economia, intanto che infuria la guerra fra statunitensi e Medio Oriente per sgominare “Al Qaeda”, sta radicalmente cambiando sotto l’impulso dell’Euro, la nuova moneta voluta dall’Unione Europea per facilitare il commercio e lo scorso 23 gennaio se ne andava all’età di 81 anni una delle figure storiche dell’economia italiana del dopoguerra…Gianni Agnelli, detto “L’Avvocato”, da sempre legato alla FIAT alla Ferrari e alla Juventus.
Contesto e cornice
L’Italia, intanto, inizia a fare i conti con una crisi che soffia sempre più impetuosa nelle vele del calcio italiano: la Serie A continua ad avere molti campioni al suo interno, ma ormai l’epoca delle “7 sorelle” è finita e sono rimaste solo le milanesi con la Juventus a tenere alto il nome del nostro paese oltre a qualche comparsa sporadica…per la trentunesima giornata, dunque il big-match è sicuramente Lazio-Juventus, in diretta dall'”Olimpico” intanto che tutte le sfide si giocano in contemporanea dalle 15. Ben 65.000 persone arrivano a vedere e fra esse ci sono almeno 15.000 juventini, desiderosi di festeggiare il ventisettesimo scudetto con 3 turni di anticipo in caso di vittoria e contemporaneo pareggio dell’Inter in casa dell’Atalanta (finirà 1-1): fra essi ci sono anche i nuovi dirigenti della Lazio Longo, Pessi e Baraldi (rispettivamente presidente e nuove figure principali subentrate a Cragnotti), già celebrati dal pubblico di casa, e la triade Moggi-Bettega-Giraudo, al contrario del presidente Caissotti di Chiusano e di Umberto Agnelli (che presenzieranno, invece, in casa contro il Perugia la settimana seguente).
In tanti per gli Europei ma in pochi per la Copa America
Anche stavolta, come spesso accade in questa sfida, vediamo parecchi effettivi che andranno agli Europei del 2004 in Portogallo e alla Copa America, sempre del 2004, in Perù: oltre al francese Thuram, che giocherà la Confederations Cup in casa del prossimo giugno (vincendola 1-0 al golden gol) e che al torneo lusitano arriverà ai quarti perdendo contro la Grecia per 1-0 nei quarti assieme al compagno Trezeguet mentre il capitano della Repubblica Ceca Nedved sarà fatto fuori dagli ellenici per 1-0 al silver gol in semifinale, abbiamo il croato Tudor (che sarà battuto assieme alla Svizzera, nel girone di francesi e inglesi), l’olandese Stam, eliminato dai padroni di casa del Portogallo del laziale Couto sempre in semifinale per 2-1…molto corposo, invece, il gruppo azzurro che andrà fuori alla fase a gruppi dietro a Svezia, Danimarca ma davanti alla Bulgaria (svedesi, danesi e italiani arriveranno tutti a 5 punti mentre i bulgari a 0, ma noi andremo fuori per differenza reti e a causa di un solo gol in meno segnato): Peruzzi, Oddo, capitan Favalli, Fiore e Corradi da un lato con Buffon, Zambrotta, Camoranesi, Di Vaio e capitan Del Piero dall’altro; sul fronte dei grandi esclusi vediamo i serbi Mihajlovic e Stankovic (arrivati terzi nelle qualificazioni dietro a Italia e Galles), Iuliano e Tacchinardi (lasciati a casa da Trapattoni per sovrabbondanza di difensori e centrocampisti). Invece, dal punto di vista dei sudamericani c’é la bandiera dell’Uruguay Montero, che andrà fuori ai gironi dietro la coppia Messico-Argentina. Infine, gli indisponibili sono pochi: gli infortunati Negro, Dino Baggio, Chiesa e Christian Zenoni con Salas (rottosi il ginocchio destro e già in aria di addio a fine annata) oltre allo squalificato Pessotto mentre restano fuori per scelta tecnica i giovani Concetti e Lazetic insieme a Fresi e Olivera.
La Lazio arremba, la Juve tenta di gestire
Sapendo che serve almeno un punto, la Juve di Lippi si schiera con un 4-3-2-1 in cui Nedved svaria fra la fascia sinistra e la trequarti facendo cambiare il modulo verso il 4-4-1-1 mentre la Lazio, affidata all’ex giocatore Roberto Mancini in estate, sfrutta il 4-4-2 che aveva già portato ottimi risultati l’anno passato con Zaccheroni…fra soli 3 giorni, inoltre, i bianconeri andranno a Madrid per sfidare il Real nell’andata delle semifinali di Champions League mentre l’Inter se la vedrà con il Milan nell’altra semifinale (unico anno con 3 italiane fra le prime 4 del torneo). In apertura il segnalinee Griselli ferma Trezeguet per un fuorigioco, su assist di Camoranesi, che si rivela inesistente e la posizione appare regolare di circa un metro mentre al 10′ Lopez, liberatosi al tiro di sinistro dalla fascia, trova l’opposizione di pugno di Buffon inaugurando l’assedio casalingo…sul corner seguente Stankovic pesca Oddo, che fa sponda di testa verso lo stesso Lopez ma l’argentino arriva in ritardo, mancando l’appuntamento con il gol; al 20′ il primo episodio contestato dai laziali: Cesar rientra da sinistra, serve Lopez e Iuliano respinge di mano il cross del sudamericano ma l’arbitro Collina lascia proseguire sostenendo erroneamente che il braccio fosse attaccato al corpo…al 22′ altro cross, stavolta di Castroman, respinto ancora con il braccio da Tacchinardi, ma non sembrano esserci gli estremi per per il tiro dal dischetto. Al 25′ bel tiro di sinistro di Davids dai 20 metri ma l’ex Peruzzi blocca a terra mentre Buffon salva ancora di pugno su incornata ravvicinata di Cesar al 27′ e al 30′ Lopez manda ancora alto di testa su una bella sponda di Cesar da cross di Castroman; siamo oltre la mezz’ora quando Montero sposta fisicamente Corradi con una spallata da dietro: gli estremi per il rigore non sembrano esserci, tanto più che la sfera giunge a Castroman, che tira alto di destro, ma intanto il contatto sembra piuttosto evidente e al secondo minuto di recupero il guardalinee Mitro fischia un triplo fuorigioco, a Cesar, Lopez e Castroman, che non c’è, visto che Zambrotta era salito male e teneva tutti in posizione valida.
Risultato mantenuto con “fatica”
Alla ripresa Stankovic, Montero e Tacchinardi vengono ammoniti per gioco falloso ma la Lazio continua a tenere il pallino del gioco: Cesar serve Lopez in posizione regolare e il sinistro del sudamericano finisce sull’esterno della rete; al 56′ Lippi mette dentro Birindelli per Camoranesi in modo da passare al 3-4-2-1 in cui Zambrotta va destra, Birindelli a sinistra con Montero a fare il libero e al 60′ Trezeguet lascia il posto a Di Vaio prima che Mancini passi al 4-4-1-1 schierando Fiore per lo spento Corradi al 66’…al 70′, quando arriva la notizia del pareggio di Gautieri a Bergamo (Martins aveva dato il vantaggio all’Inter dopo 13′: un vantaggio che aveva significato il temporaneo -6 dalla Juve), Lopez approfitta di un retropassaggio corto di Birindelli e supera Buffon per poi servire Fiore, il cui sinistro viene murato di ginocchio e braccio destro da Iuliano ma anche stavolta Collina lascia giocare. Al 79′ Tudor entra per Iuliano, allo scopo di evitare danni peggiori al difensore, mentre Giannichedda prende il posto di Liverani e Cesar manda ancora alto un bel cross di Oddo all’80’; all’84’ l’episodio che potrebbe far crollare le certezze juventine: Thuram travolge Castroman lanciato in area e Collina fischia rigore alla quinta occasione possibile, nonché la più evidente, ma Fiore si fa bloccare la conclusione di piatto destro da Peruzzi senza troppa fatica e a nulla serve l’ingresso di Simone Inzaghi all’88’, prima che Fiore si veda segnalare un altro fuorigioco inesistente da Griselli. L’infortunio nel finale di Cesar serve solo da preludio al primo 0-0 in campionato della Juventus (il quinto per la Lazio, fra cui 3 casalinghi), che lascia i torinesi a +8 sull’Inter con 9 punti disponibili: fra una settimana arriverà lo scudetto n.27 (il secondo consecutivo e l’ultimo sotto la gestione di Gianni e Umberto Agnelli…bisognerà aspettare la primavera del 2012 per rivedere la Juventus sul trono d’Italia ma nessuno, al momento, se lo immagina) grazie al 2-2 con il Perugia e all’1-1 di Inter-Parma ma la stagione riserverà comunque l’amarezza della finale di Champions persa a Manchester con il Milan per 3-2 ai rigori (unico derby italiano all’ultimo atto del torneo) mentre il cammino di coppa nazionale si era interrotto ai quarti per mano del Perugia (1-2 in Piemonte e 2-0 in Umbria per un computo di 4-1) e a poco servirà la quarta Supercoppa Italia, vinta ad agosto con il Milan sempre dagli 11 metri (1-1 ai supplementari e 6-4 totale). La Lazio resta in lotta per un posto in Champions League e arriverà quarta pure se Chievo e Parma inseguono a -3 e -5 al netto del fatto che le avventure in Coppa Italia e Coppa UEFA erano finite in semifinale ad aprile (doppia batosta con la Roma finalista: 1-2 e 1-0 per il 3-1 totale, 4-1 in casa del Porto futuro campione e 0-0 in casa). Fine del nostro ritorno al passato: che inizi un nuovo Lazio-Juventus!!!
Il tabellino
LAZIO-JUVENTUS 0-0
LAZIO (4-4-2): Peruzzi; Oddo, Stam, Mihajlovic, Favalli (cap.); Castroman (88′ S. Inzaghi), Liverani (79′ Giannichedda), Cesar, Stankovic; Corradi (66′ Fiore), C. Lopez. A disposizione: Marchegiani, Couto, Pancaro, Simeone. Infortunati: Negro, D. Baggio, Chiesa. Fuori per scelta tecnica: Concetti, Lazetic. Allenatore: Mancini.
JUVENTUS (4-3-2-1): Buffon; Thuram, Iuliano (79′ Tudor), Montero, Zambrotta; Camoranesi (56′ Birindelli), Tacchinardi, Davids; Nedved, Del Piero (cap.); Trezeguet (60′ Di Vaio). A disposizione: Chimenti, Ferrara, Conte, Zalayeta. Infortunati: C. Zenoni. Squalificati: Pessotto. Fuori per scelta tecnica: Fresi, Olivera, Salas. Allenatore: Lippi.
ARBITRO: Collina di Viareggio.
NOTE: All’84’ Buffon (J) ha parato un rigore a Fiore (L). Ammoniti Stankovic (L), Montero e Tacchinardi (J).
