LAZIO-ROMA…-2 GIORNI, 25 MARZO 2000: NEDVED E VERON RISVEGLIANO L’AQUILA

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ROMA – È appena arrivata la primavera del 2000: i “Blink 182” spopolano con “All the small things”, fra 2 mesi al cinema esce “Il gladiatore” ovvero una delle pellicole più leggendarie della storia del cinema con Russell Crowe protagonista, termina la sfilza dei processi di “Mani Pulite” durato circa un decennio e da circa 60 giorni sono morti il terribile mercenario serbo protagonista della guerra di Jugoslavia Zeljko Raznatovic (la tigre Arkan) con l’ex presidente del consiglio italiano Bettino Craxi intanto che Schumacher ha iniziato a monopolizzare la scena della Formula 1 vincendo il primo di 5 mondiali consecutivi alla guida della Ferrari contemporaneamente al secondo di 7 Tour de France vinti da Armstrong.
La ribalta sportiva in quel momento vede moltissimi avvenimenti, soprattutto pensando al calcio italiano (all’epoca il migliore del mondo per giocatori e risultati oltre ad essere ribattezzato “torneo delle 7 sorelle” per la grandezza tecnica di Juventus, Inter, Milan, Parma, Fiorentina, Lazio, Roma) che sta entrando nella fase decisiva del proprio campionato: per la XXVII° giornata i match da mettere sotto i riflettori sono Milan-Juventus e Lazio-Roma (pure se non si evidenzia, stranamente, il sold-out nella capitale) con i bianconeri primi a +9 sui biancocelesti e +13 sui rossoneri intanto che i giallorossi si trovano a lottare per la zona Champions proprio con i meneghini oltre alla coppia Inter-Parma sapendo che vi sono altre 7 gare da giocare prima del termine del torneo.
I presidenti presenti in tribuna sono sempre Cragnotti e Sensi, in panchina siedono Eriksson con Capello (arrivato quello stesso anno), i capitani corrispondono a Negro opposto a Totti con Messina direttore di gara…in campo poi è una passerella di fuoriclasse che andranno agli europei 3 mesi dopo con l’Italia (Delvecchio, Montella oltre ai capitani) o con altri paesi (Couto, Conceicao, Nedved e Candela) senza tralasciare i sudamericani o gli asiatici (Almeyda, Simeone, Veron e Zago, Aldair, Cafu’, Nakata) con contorno di tante riserve d’eccezione (Mancini, Salas e Zanetti) sommate ai gregari più vogliosi (Marchegiani, Gottardi, Pancaro, Inzaghi II e Lupatelli, Mangone, Di Francesco).
La settimana precedente si sono giocate le coppe europee ed entrambe le squadre hanno dovuto spendere moltissime energie con risultati opposti (vittoria della Lazio in casa del Chelsea in rimonta per 1-2 all’ultimo atto della II° fase a gironi con conseguente passaggio ai quarti di Champions e sconfitta della Roma per 1-0 a Leeds negli ottavi UEFA), i 2 tecnici non ne fanno mistero presentandosi subito con moduli molto prudenti: 4-5-1 in alternativa all’abituale 4-4-2 ma con ranghi difensivi decimati (Nesta, Mihajlovic, Favalli indisponibili) avverso a 3-4-1-2 e bisogna anche aggiungere che è vivo ancora nella mente di tutti il derby d’andata, quando la Roma vinse 4-1 trovandosi 4-0 nella prima mezz’ora.
Quel giorno i conti sono chiari: con la vittoria dei biancocelesti si riapre la corsa al tricolore (la Juve aveva perso 2-0 a Milano la sera prima) in vista dello scontro diretto la domenica seguente a Torino ma si tronca la corsa all’Europa, con il pareggio non si ottiene quasi nulla, con la vittoria dei giallorossi si chiude la lotta scudetto ma si riapre quella per l’Europa…chi si fermerà sarà perduto.
I fantasmi del match precedente si fanno vivi dopo soli 3 minuti: Montella porta in vantaggio i suoi su corner di Totti anticipando Marchegiani di sinistro al volo sul primo palo…sembra un film thriller appena cominciato, ma da quel momento i lupi si afflosciano e consentono alle aquile di riprendersi cedendo di schianto il pallino del gioco. Per 23 giri di lancetta il centrocampo “di casa” tesse la sua ragnatela ma solo Veron va alla conclusione con un colpo di testa finito alto; corre il 25° quando Pancaro riceve la palla sulla fascia sinistra, cerca la triangolazione con Inzaghi II° che serve Nedved in area e il ceco non si fa pregare trafiggendo Lupatelli anche grazie ad una deviazione di Zago…passano solo 180″ e Veron viene atterrato appena fuori area: punizione magistrale dell’argentino che si spegne all’incrocio e risultato ribaltato quando siamo solo al 28°. Da qui si gioca sempre meno facendo primeggiare falli, infortuni, sostituzioni: Nedved, Almeyda e Candela, Di Francesco finiscono nella lista dei cattivi e nel finale di tempo Rinaldi rileva Cafu’ per infortunio prima del momento più terribile…Marchegiani esce in presa alta al 43° ma cade in modo innaturale procurandosi un trauma cranico oltre che cervicale costringendo tutto lo stadio a trattenere il fiato per pochi ma interminabili secondi…Ballotta prende il suo posto venendo ammonito poco dopo per perdita di tempo ma si rivelerà più che decisivo a conti fatti.
A inizio secondo tempo Assuncao sostituisce un anonimo Nakata (capace solo di una conclusione facile e bloccata dal neo-entrato portiere) ma sostanza non cambia: la Roma vive quasi solo degli spunti di Totti riuscendo a schiacciare comunque la Lazio nella sua area soprattutto facendo leva sulle energie mentali proprie sommate alla stanchezza altrui…Totti si vede respingere il tiro in corner, Delvecchio non riesce a girare un bellissimo lancio di sinistro al volo verso la porta passandolo di fatto all’estremo difensore avverso, Montella si vede murare almeno 2 tentativi alla disperata, ancora il capitano giallorosso manda prima fuori e poi alto su 2 colpi a giro (di cui uno al 90° esatto) ma la palla non vuole proprio entrare; a mezz’ora dal termine Tommasi subentra a Candela (altro infortunato) beccandosi il cartellino giallo quasi subito assieme a Simeone e Montella, Assuncao anche se le emozioni non sono finite: Sensini prende il posto di Veron a 25 minuti dal termine creando uno schermo difensivo a 4+3 (i difensori uniti ai 3 mediani di copertura per una barriera quasi impenetrabile oltre che capillare nelle marcature), quando manca ormai l’ultimo quarto di partita Inzaghi II° chiede strematamente il cambio venendo accontentato da Boksic. Gli ultimi minuti sono lunghissimi: i padroni di casa sono stremati ma vedono il -6 come un miraggio sempre più nitido, gli ospiti sono nervosissimi ma non vogliono mollare e il fischio finale viene accolto in maniera mai così opposta…3/4 dell’Olimpico è in festa sotto un incessante sveltolio di sciarpe unite a bandiere e la parte rimanente si sfoga in una violenta contestazione per aver fatto sfumare ancora una volta tutti gli obiettivi della stagione.
A fine anno la Roma biancoazzurra si cuce addosso il II° e, finora, ultimo scudetto della sua storia in rimonta sulla Juventus unito alla III° Coppa Italia con la II° Supercoppa Italia conquistate a spese dell’Inter per un tris mai riuscito alle compagini del centro-sud nostrano pure se al prezzo dell’eliminazione in Champions League nei quarti contro i futuri finalisti del Valencia…la Roma giallorossa vivrà la IX° annata senza trofei arrivando VI° in campionato, mollando la coppa nazionale nei quarti al cospetto del Cagliari, abbandonando la Coppa UEFA agli ottavi di fronte al Leeds come già detto.
La storia si arricchirà di nuove pagine da ambo le parti…quali pagine? Lo scopriremo…

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