Con l’apertura di questo nuovo weekend di Serie A è arrivato un ulteriore segnale che qualcosa sta davvero mutando nelle gerarchie del nostro calcio: oltre a Juventus e Napoli quest’anno l’Inter vuole recitare un ruolo da assoluta protagonista soprattutto da quello che Conte è riuscito a far comprendere psicologicamente a tutti i suoi ragazzi…li ha resi consapevoli di essere un team che se la può giocare con tutti senza temere neanche il derby mentre Giampaolo si può solo leccare le ferite per un confronto perso in maniera netta sotto tutti i punti di vista facendosi letteralmente intrappolare nel piano tattico del rivale e senza dare mai la sensazione di poterlo contrastare o almeno gestire.
Lo 0-2 finale maturato davanti allo spettacolo dei 70.000 del “G. Meazza”, con lo splendido contorno di 2 coreografie quasi alla pari (leggero predominio rossonero almeno in quello) e una tribuna vip ricca di ex a livello di Capello, Seedorf, Massaro è un risultato pure bugiardo per quanto visto sul terreno di gioco e per quanto prodotto dai 2 schieramenti…4-3-3 tatticamente senza cardini solidi per i “padroni di casa”:
[Donnarumma;
Conti-Musacchio-Romagnoli (cap.)-Rodríguez (72° Hernandez);
Kessiè-Biglia-Calhanoglu (64° Paquetà);
Suso-Piatek-Leao (83° Rebic)]
opposto a un 3-5-2 adattabile in 5-3-1-1 e 5-4-1 nel finale di solidità totale oltre che chirurgico in fase di spinta:
[Handanovic;
Godin-DeVrij (cap.)-Skriniar;
D’Ambrosio-Barella (82° Candreva)-Brozovic-Sensi (72° Vecino)-Asamoah;
Martinez (76° Politano);
Lukaku].
Da subito si capisce che i nerazzurri stanno molto meglio non tanto a livello fisico quanto a livello mentale (vengono da 3 vittorie su 3 gare di campionato con 2 “cleen-sheet” oltre ad un pareggio di coppa che li aveva lasciati parecchio con l’amaro in bocca) mentre i milanisti cercano di coprirsi come meglio possono e puntare su un rapido contropiede; il conto della I° frazione si può, dunque, riassumere in pochi e semplici dati: 3 occasioni di cui neanche una nello specchio da parte dei diavoli oltre ad un gol annullato a Calhanoglu per un netto fallo di mano di Kessiè a confronto di 4 interventi decisivi di Donnarumma al cospetto di Martinez (2 volte e autore di un’altra rete annullata per un evidente off-side), Lukaku, D’Ambrosio (colpitore pure di un palo a porta sguarnita verso il 20° su una respinta corta).
Si arriva al ritorno in campo con la sensazione che l’Inter possa segnare da un momento all’altro e senza contare che Biglia, nel I° tempo, era stato graziato in occasione di un mancato cartellino giallo per aver deliberatamente stroncato una ripartenza di mano nel cerchio di centrocampo…ammonizione che arriva al 48° quando Conti stende Martinez sulla destra decretando la punizione da cui Sensi servirà Brozovic e il tiro del regista croato sarà decisivamente deviato in fondo al sacco da Leao non prima che Doveri abbia consultato il Var per un altro presunto fuorigioco di Lautaro durante l’azione: 0-1 e finalmente gli ospiti possono fare la partita che prediligono, chiamando fuori gli avversari e dando inizio ad un chiaro “bagno di sangue” con il passare dei minuti il Milan non dà mai la sensazione di poter imbastire un attacco degno di tale nome e limitandosi a cross inutili con calci da fermo battuti come peggio non si poteva. Sembra che i biscioni possano tranquillamente amministrare e far passare il tempo ma Conte decide che è il momento di sferrare il colpo di grazia e chiama i suoi ad uscire cercando di essere pungenti al 100% in ogni affondo pure se per lo 0-2 (prefisso di Milano…ironia della sorte) conclusivo si deve aspettare il 78°: Barella va via ancora sulla sinistra e crossa per Lukaku che di testa mette un cioccolatino a palombella che si infila sotto il montante opposto…da qui è uno show continuo con Candreva e Politano (appena entrati) che colpiscono una traversa con un ulteriore palo mentre tutto ciò che si può annotare riguardo agli avversari è sintetizzabile nelle 3 sostituzioni, l’ammonizione di Rebic (pareggiata da D’Ambrosio), il palo esterno del neo-entrato Hernandez allo scadere.
Al fischio finale la Curva Nord è in festa per una stracittadina che consente al team del presidente Zhang di allungare la propria imbattibilità cittadina in campionato a quasi 4 anni consecutivi (l’ultima vittoria dei milanisti risale al 3-0 del 31/1/2016 mentre l’ultimo confronto di coppa nazionale vide sempre la vittoria dei “casciavit” il 27/12/2017 per 1-0 ai supplementari): tutti i giocatori dei “bauscia” hanno prodotto una prestazione meravigliosa, ma se proprio si deve scegliere il “man of the match” i dubbi sono pochissimi: Diego Godin…”San Diego da Montevideo”, 36 anni di pura esperienza e di egemonia in un reparto di cui potrebbe fare scuola a un buon 98% dei difensori attuali al mondo.
L’Inter sogna in grande pur essendo solo alla IV° giornata mentre il Milan deve farsi moltissime domande: 4 partite con 2 vittorie e 2 sconfitte a fronte di 2 gol fatti contro 3 subiti uniti ad un gioco scadente ed uno spirito radente il rinunciatario sono segnali che possono incoraggiare moltissimo i loro diretti concorrenti oltre che far piombare loro stessi in un baratro ancora più profondo.
Appuntamento alla I° metà di febbraio per Inter-Milan, intanto godiamoci le prossime gare e chissà cosa ci regalerà questo periodo fitto di partite fra campionati e coppe.
Buon weekend di Serie A a tutti!!

