Ottava sconfitta di fila per i Nuggets, travolti 99-90 a Chicago dai 26 punti e 19 rimbalzi dello spagnolo
MILANO — Il giustiziere di Denver ha l’espressione gentile e il talento senza età di Pau Gasol. Devastante nel primo e nell’ultimo quarto, il 35enne spagnolo con 26 punti e 19 rimbalzi firma il 99-90 di Chicago su Denver, all’ottava sconfitta di fila. È un k.o. che fa male a Gallinari e compagni, in partita per almeno tre quarti contro una delle potenze dell’Est prima di implodere nel periodo conclusivo, un devastante 31-18 Bulls ispirato dai 12 punti e 10 rimbalzi di Gasol.
GALLINARI — Gallinari non si salva dall’implosione di Denver, che ora viaggia con 6 vinte e 13 perse in stagione e un macigno sulle spalle pesante come 8 sconfitte. L’azzurro prosegue con i problemi al tiro: nella striscia nera dei Nuggets sta tirando col 29,3% dal campo, col balbettante 5/15 (peggiorato dal trattamento Butler, cioè la guardia di uno dei migliori difensori della Nba) di Chicago buono per alzare la media. Il periodo migliore di Gallinari, come di tutti i Nuggets, è stato il terzo, con 7 punti e 4 rimbalzi buoni per alimentare il tentativo di fuga ospite.
LE CHIAVI — Chicago (11-5) ha vinto perché Gasol ha messo in mostra il suo lato irresistibile. Devastante sia sotto canestro che dalla media, dove ha creato i problemi maggiori, Pau ha messo 12 punti nel primo quarto e 12 nell’ultimo, mascherando la serata storta al tiro dei compagni. Butler ha chiuso con 19 punti ma ha tirato 5/16 dal campo; Rose ha chiuso con 12 e 9 assist ma ha balbettato 3/17. L’infortunio iniziale di Mirotic (commozione cerebrale dopo nemmeno 5’, dovrà passare il rigido protocollo Nba prima di poter rientrare) ha tolto a Chicago, 40,4% dal campo nonostante la vittoria, un’arma importante. Il bicchiere di Denver sarebbe mezzo pieno, se questa non fosse l’ottava sconfitta di fila. I Nuggets sono sembrati per tre quarti la squadra che Malone ha in mente: aggressiva in difesa, poche palle perse (7 totali), diligente in un attacco collettivo ben orchestrato da Mudiay, ancora poco affidabile però come finalizzatore (2/13), e capace di produrre anche dalla panchina (47 punti). Ma l’implosione finale ha cancellato tutto.
LA PARTITA — I Bulls provano a dimenticare l’infortunio iniziale di Mirotic con Gasol, la colonna su cui si regge il 28-21 di fine primo quarto. Trascinata dalla quasi inesauribile grinta di Faried (14 punti, 9 rimbalzi), Denver però non molla, nemmeno quando Butler firma il 51-40 Chicago a 1’42” dall’intervallo. I Nuggets chiudono il periodo con un parziale di 6-0, prologo di un meraviglioso terzo quarto in cui, grazie alla difesa che tiene i Bulls a 5/18 al tiro, al ritrovato Gallinari (7 dei suoi 13 punti, dopo i 4 con cui aveva chiuso il primo tempo) e all’energia dalla panchina di Arthur e Barton, la squadra di Malone rimonta e sorpassa fino al 72-68 dalla sirena. Ma Chicago ha tenuto il meglio per la fine: Gasol ricomincia a far male, la difesa si tramuta in muro contro cui gli incursori di Denver fanno a gara per schiantarsi. McDermott da tre firma il definitivo sorpasso Bulls sull’82-79 a 7’38” dalla fine, poi è un assolo Chicago, fino al 96-87 firmato dalla lunetta dall’ottimo Noah (9 punti, 11 rimbalzi) che mette in cassaforte la settima vittoria in 8 partite allo United Center. E la crisi nera di Denver.
Chicago: Gasol 26 (12/19 da due, 2/4 tiri liberi), Butler 19, Rose 12. Rimbalzi: Gasol 19. Assist: Rose 9.
Denver: GALLINARI 13 punti (4/12, 1/3, 2/4 tl), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 recupero e 1 fallo in 34’59”. Barton 16 (5/9, 1/3, 3/4 tl), Faried 14, Arthur 13. Rimbalzi: Faried 9. Assist: Mudiay 7.
