La sfida (virtuale) tra i fratelli Inzaghi se la aggiudica Simone. La Lazio vince 5-3 e trova la nona vittoria consecutiva in Serie A tra le mura amiche. Nel match delle 15 succede di tutto e di più: nei primi quarantacinque minuti di gioco sono i padroni di casa a condurre il match, segnando tre gol e giocando in maniera pulita. Nella ripresa l’andamento della gara si ribalta completamente. La Lazio soffre, ma lotta gloriosamente sotto una pioggia battente ed esce dal campo con i tre punti in tasca. Considerando la sconfitta della Juventus sul campo dell’Atalanta e la partita da recuperare dei biancocelesti con il torino, ora la zona Champions è veramente ad un passo.
LA TRANQUILLITA’ DEL PRIMO TEMPO
Ciro Immobile è in giornata e si nota. Offre una prestazione nettamente superiore rispetto alle precedenti. Corre, si libera dalle marcature, crea spazi e rientra per aiutare i suoi nella fase difensiva. Al 4′ della prima frazione di gara fa rabbrividire i tifosi biancocelesti: Fares dalla sinistra improvvisa un cross al volo sperando di raggiungere una maglia celeste. Trova la testa del numero 17, che schiaccia il pallone per terra e colpisce il legno; la sfera torna sui piedi dell’attaccante e in seconda battuta cerca nuovamente il gol, ma scivola e la conclusione termina fuori dai pali. I padroni di casa sono in forma, si intendono tra di loro e sembra riuscirgli tutto. Al 10′ Lucas Leiva recupera il possesso palla e serve Correa. Il numero 11 vede il movimento di Immobile e lo infila in area di rigore: su un contrasto molto fortunoso per i biancocelesti, il difensore De Paoi si fa autogol e la Lazio sblocca il match. Il vantaggio, però, non cambia la mentalità e la visione della partita delle aquile, sempre più padrone del rettangolo verde. Al 20′ Milinkovic-Savic serve Immobile, che abilmente si smarca con l’interno destro ritrovandosi solo davanti a Montipo. Tocco morbido sotto la sfera: 2-0. Si è sbloccato finalmente il detentore della scarpa d’oro, trovando il 150esimo gol in Serie A, rete che aspettavamo da più di due mesi ormai.
Le aquile non sembrano intenzionate a fermarsi e di fatti al 35′ Immobile in ripartenza lancia il compagno di reparto Correa. Montipo esce per ostacolare l’attaccante spagnolo, ma nell’intervento lo colpisce sulle gambe e il direttore di gara fischia calcio di rigore a favore dei biancocelesti. Dagli undici metri ci pensa proprio Correa a realizzare il terzo gol della partita. A questo punto, Luis Alberto e compagni credono di aver archiviato definitivamente la pratica ‘Benevento’, ma la beffa è dietro l’angolo. Allo scadere del primo tempo, Insigne recupera una palla persa malamente dai giocatori biancocelesti, serve Sau in area di rigore, che si crea lo spazio per concludere e accorcia le distanze con un fantastico tiro a giro sul secondo palo.
L’INASPETTATO SECONDO TEMPO
Nella ripresa accade l’impensabile. Gli uomini di Simone Inzaghi trovano subito la quarta rete grazie ad un altro autogol, questa volta dell’estremo difensore avversario. Immobile premia la sovrapposizione di Correa, che arriva in fondo al campo e serve in mezzo, ma la palla sbatte internamente sulle gambe di Montipo e oltrepassa la linea dei pali. Qualche minuto più tardi, al 54′, l’arbitro Ghersini viene richiamato dalla VAR, per rivalutare un fallo di Gaich su Savic non sanzionato dallo stesso direttore di gara. Dopo aver rivisto l’azione l’arbitro assegna calcio di rigore per la Lazio. Questa volta dal dischetto calcia Immobile. Tuttavia risponde prontamente l’estremo difensore del Benevento, che prima nega la doppietta all’attaccante partenopeo e poi devia energicamente il tiro di Fares, che aveva sfruttato la respinta dello stesso Montipo. Il match prosegue sotto una pioggia incessante. E’ la giornata dei cambi di decisione oggi. Al 60′ l’arbitro Ghersini viene nuovamente richiamato dalla VAR per una sospetta trattenuta di Marusic. Un minuto più tardi il direttore di gara, avendo valutato più volte l’azione sospetta dal piccolo schermo, decide di assegnare calcio di rigore a favore della squadra di Pippo Inzaghi. Dagli undici metri si presenta Viola, che spiazza Pepe Reina. 4-2.
I colpi di scena non finiscono qui. Il Benevento trova fiducia e si riversa in avanti per provare a riaprire la partita. Al 65′ Viola batte un calcio d’angolo dalla sinistra e trova l’impatto con la testa di Lapadula. L’ex-Milan stacca e gonfia la rete. Ma quello che poteva sembrare il terzo gol degli ospiti, in realtà è solamente un’illusione per le streghe. L’arbitro consulta nuovamente la VAR, protagonista assoluta di questo match, e nota una spinta illecita di Caldirola ai danni di Immobile nell’azione del terzo gol del Benevento. Rete annullata, si riparte dal risultato di 4-2. Nel proseguo del match la Lazio sembra aver perso fiducia, gli ospiti lo avvertono e alzano il baricentro. Nel finale Reina risponde presente su un tiro insidioso di De Paoli spedendo il pallone in calcio d’angolo. Proprio da questo corner, nascerà il terzo gol del Benevento. Viola batte e trova Kamil Glik, che di testa gonfia la rete. Questa volta è tutto valido! I minuti finali sono sofferenza allo stato puro per la Lazio. Gli ospiti attaccano, riversandosi tutti in avanti alla ricerca del pareggio.
LA FIRMA CIRO
Dopo 96′ minuti di spettacolo sul rettangolo verde ci pensa Ciro Immobile a chiudere definitivamente il match. Parolo, subentrato al posto di Luis Alberto al 70′, riparte in contropiede e attraversa gran parte del campo con la palla al piede, arrivato in area di rigore serve il numero di 17. A questo punto per Immobile è un gioco da ragazzi. Colpisce con l’interno e batte Montipo, facendo tirare un respiro di sollievo a tutti i tifosi laziali.

